venerdì, Agosto 5, 2022
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Milano Più Sociale, un periodico in evoluzione.

Milano Più Sociale, periodico d’informazione online nasce nel 2017 da un’idea di Raffaella Ganzetti, nostro direttore responsabile.
Ad oggetto, il disagio sociale con le ovvie problematiche che ne stanno alla base o che, in alcune circostanze, ne derivano.
Abbiamo trattato la disabilità, tanto fisica quanto psichica, al fine di porre in evidenza  la necessità di una  comunità tendente all’inclusione, per mezzo di sport, arte e attività lavorativa, in quest’ultimo caso entriamo nel merito della legge 68/99, ovvero il collocamento mirato.
Quanto vogliamo porre in evidenza è il valore aggiunto che si cela dietro la “diversità”.
Nel corso di questi anni, la rivista ha partecipato a diverse edizioni di Bookcity Milano, proponendo sempre temi differenti: partendo dalla dipendenza affettiva, siamo passati al disturbo della condotta alimentare e, infine, lo scorso mese, accompagnati da tecnici, abbiamo scandagliato gli effetti che questa pandemia ha prodotto sulla psiche umana.
La testata ha subito, in seguito, un evoluzione non solo nei contenuti, ma anche per quanto riguarda i collaboratori, acquisendo così carattere multidisciplinare.
Arte e scrittura stanno prendendo sempre più piega, in quanto, appunto, rendono merito al talento che scalpita e vive dentro la fragilità, tramutandosi, infine, in alcuni casi, in validi strumenti curativi.
Autori e pittori racchiudono in sé un mondo, che ci siamo detti, vale la pena esplorare, un vero universo da raccontare.
Proseguendo nel nostro percorso e partendo dal principio che, l’aggettivo “debole”, non tocca esclusivamente  mente o  corpo, ma è un concetto che aggredisce differenti realtà,  abbiamo deciso di ampliare i piani editoriali.
In merito a tale proposito, mi permetto di fare semplicissimi  esempi: la fragilità di un sistema economico conduce alla disoccupazione, la quale genera innumerevoli problematiche all’interno di  nuclei famigliari che, spesso, vanno in frantumi.
Inevitabile conseguenza è la stato depressivo in cui molti cittadini sono sprofondati.
In passato questa crisi è stata causa di suicidi, gesti, compiuti tanto da imprenditori quanto da lavoratori dipendenti.
Vi è una forte connessione tra la mancanza di lavoro e lo spaccio di sostanze stupefacenti, in cui è palese come si giochi su due tipologie differenti di fragilità: quella psichica, mi riferisco quindi alla dipendenza da eroina, cocaina o quant’altro, e  quella economica di  coloro che non trovano altra via d’uscita alla necessità impellente di denaro.
Un circolo vizioso dunque, che porta ad arricchire lo squalo, perché infondo, questi soggetti non sono altro che cibo per pesci grossi.
Una fascia politica impotente, permette il proliferare di meccanismi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso: vedi lo scambio di voti.
Quindi, ci siamo posti la domanda: cosa significa, davvero, fragilità? Cosa,  dove  e quando colpisce?
Il team di cui si avvale la nostra redazione non è il solo protagonista di questo progetto.
Sono molti gli argomenti affrontati, non possiamo dunque ritenerci monotematici: violenza sulle donne, biotestamento, eutanasia, diritti umani e intervento psicoogicodisagio adolescenziale, endometriosi, umanizzazione delle cure in pediatria, relazione tra fame e conflitti armati, recensioni a libri e moltro altro.
Evidenzio inoltre la neaonata rubrica Scent Of Art, spazio di divulgazione artistica curato da Maria Marchese.
Fondamentale è stata la presenza di chi ha scelto di aprirsi, raccontando storie,  contesti e difficoltà, al fine di aprire finestre che, senza porre in essere sterili polemiche, possano indurre a riflessione.
Le nostre sono tematiche, non semplici, ma che quotidianamente affrontiamo con razionalità, professionalità, qualità e continue analisi di quanto ci circonda.

Cozzoli Mara, Caporedattore



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