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Peng Daqing: l’arte dello zhuànkè, le Feitian e le danze di Dunhuang

| Mara Cozzoli |

La tradizione dell’incisione dei sigilli incontra l’immaginario delle Feitian e delle danze di Dunhuang. È questo il nucleo della mostra personale di Peng Daqing, L’Arte dello Zhuànkè: le Feitian e le danze di Dunhuang, che dall’8 al 17 settembre sarà ospitata dalla MA-EC Gallery di Palazzo Durini a Milano, a cura di Yinghao Kou e con la presentazione di Elisabetta Roncati.

Al centro della ricerca vi è il patrimonio delle Grotte di Mogao, a Dunhuang, le cui pitture murali costituiscono una delle espressioni più significative della tradizione artistica cinese. Le Feitian, figure celesti, insieme alle scene di musica e danza, ne rappresentano alcuni dei nuclei iconografici più riconoscibili. È da queste immagini che prende avvio il lavoro di Peng Daqing, che ne ricerca una nuova possibilità espressiva attraverso lo zhuànkè.

Il passaggio dalla pittura all’incisione modifica la natura stessa dell’immagine. La pietra impone una sintesi. La lama traccia linee, costruisce forme, definisce pieni e vuoti. La leggerezza delle figure celesti, il movimento della danza e il fluire delle vesti vengono ricondotti alla dimensione del segno.

L’immagine viene così sottratta alla superficie pittorica e affidata a una materia diversa. Non una semplice riproduzione, ma una trasposizione: il repertorio di Dunhuang entra nello spazio concentrato del sigillo e trova nell’incisione una nuova struttura formale.

Lo zhuànkè è una pratica profondamente legata alla scrittura e alla tradizione epigrafica cinese. Il segno nasce dalla materia e la materia diventa parte dell’immagine. In questo spazio limitato Peng Daqing ricerca la vitalità delle figure di Dunhuang, restituendone il movimento attraverso la relazione tra linea e vuoto.

Anche il luogo scelto per l’esposizione partecipa a questo confronto. Peng Daqing ha scelto Palazzo Durini per la sua architettura classica e per le tracce lasciate dal tempo sulle sue superfici. Le sale raccolte, le pareti stratificate e le volte dal carattere antico vengono accostate idealmente agli ambienti delle Grotte di Mogao, segnati a loro volta dal tempo e dall’erosione.

Ne nasce un dialogo tra due forme di memoria. Da una parte la pittura murale di Dunhuang, dall’altra la materia storica dell’edificio milanese. Nel mezzo, il segno inciso, che mette in relazione epoche e contesti differenti.

Lungo le pareti della MA-EC Gallery si sviluppa così un immaginario ispirato a Dunhuang, nel quale le impronte figurative dei sigilli dedicati alle Feitian entrano in rapporto con il paesaggio pittorico. Figure celesti, movimento della danza e spazio si ricompongono attraverso il linguaggio dell’incisione.

È nella distanza tra l’immagine originaria e la sua trasposizione che si misura il lavoro dell’artista. La tradizione non viene abbandonata, ma sottoposta a un nuovo processo formale. L’antico diventa materia del contemporaneo senza perdere la propria identità.

Peng Daqing vive a Shanghai ed è specializzato nell’arte dello zhuànkè. Ha studiato presso la Shanghai Jiao Tong University e la Shanghai Normal University e si è formato nell’incisione dei sigilli sotto la guida di Wu Yiren, maestro contemporaneo attivo nella pittura, nella calligrafia e nell’incisione.

Da anni approfondisce la tradizione epigrafica cinese e lo zhuànkè, sviluppando la propria ricerca principalmente in tre direzioni: i sigilli-ritratto dedicati a personalità illustri, i sigilli figurativi legati a soggetti storici e culturali e l’incisione sulla terracotta Zisha.

Attraverso questi ambiti ha elaborato un linguaggio personale dell’incisione dei sigilli, mantenendo il rapporto con una tradizione antica e orientandola verso una sensibilità contemporanea.

A Milano, il suo lavoro si concentra sul rapporto tra il segno inciso e l’immaginario delle Grotte di Mogao. Le Feitian e le danze diventano così materia di un’indagine nella quale il movimento viene tradotto nella sintesi della pietra.
L’Arte dello Zhuànkè: le Feitian e le danze di Dunhuang, che inaugurerà martedì 8 settembre alle 18.30 alla MA-EC Gallery di Palazzo Durini, in via Santa Maria Valle 2, vedrà la presenza dell’artista.

Orari: martedì-venerdì 10.00-13.00 e 15.00-19.00; sabato 15.00-19.00.

Mara Cozzoli

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