martedì, Novembre 30, 2021
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LO SPORT COME STRUMENTO METODOLOGICO E ABILITATIVO.

“Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla” .                                            
(Pierre de Coubertin, pedagogista e storico francese, inventore dei Giochi Olimpici moderni).

Ispirandosi a questi principi, sabato 6 novembre  l’Associazione I SUPERSPORTIVI,  in collaborazione con il Cus Pro Patria Triathlon Milano,  presenta un progetto inclusivo imperniato su una serie di attività tra gioco e sport rivolte ai giovanissimi: corsa, bicicletta e canottaggio. Nella bella stagione sarà poi previsto il nuoto.

L’appuntamento – rivolto alle famiglie con bambini tra i 6 e i 12 anni – è fissato dalle 14.30 alle 16.30 al Palacus dell’Idroscalo (via Circonvallazione Est Idroscalo 11,  Segrate) si concluderà con un rinfresco.

“Andare oltre… praticare sport per migliorare l’interazione sociale e dare impulsi all’inclusione”

Questo è l’obiettivo dell’Associazione “I SUPERSPORTIVI”, che – in collaborazione con le Facoltà Universitarie di Scienze Motorie – utilizza   lo sport come strumento abilitativo  a favore di soggetti con disturbo della coordinazione motoria e del comportamento; obiettivo condiviso dal Cus Pro Patria, che da tempo vanta atleti paralimpici nel suo team agonistico.

“La scoperta di nuove potenzialità e progettualità”

Lo sport come confronto tra persone con diverse abilità, elemento fondante di inclusione sociale, eliminazione delle barriere: ogni bimbo è speciale e lo sport è un potente veicolo di crescita emotiva e relazionale.

Per informazioni e iscrizioni contattare entro il 4 novembre via email info@academyisupersportivi.it  (o direttamente Massimo Magnocavallo al 334 723 3328)

www.isupersportivi.org

Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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