Uno sguardo verso il futuro

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Uno sguardo verso l’odierna società con le sue regole, le sue ossessioni, le sue tragedie. La ricerca di una strada che ci accompagni nella crescita verso un futuro, senza barriere, guerre e violenze. Una speranza forse utopistica ma dura a morire e linfa essenziale per la vita.

Ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno lasciandoci alle spalle un periodo ricco di avvenimenti alcuni gioiosi, altri tragici che accompagnano ineluttabilmente l’uomo nel corso della vita: le diverse crisi internazionali, le guerre nel nome della religione, il terrorismo e la violenza insita nella civiltà si alternano al progresso tecnologico e scientifico, alla vivacità culturale ad opera di uomini e donne che riconoscono nella vita i veri valori della eccellenza.

L’alternanza di avvenimenti sociopolitici rischia di indurre l’uomo ad una scontata assuefazione al punto che spesso, dopo l’iniziale interesse sensazionale per la notizia, è alto il rischio di trasformazione in spettatori dell’avvenimento. L’uomo ha smarrito il “senso delle cose” e talvolta osserva gli avvenimenti da un punto di vista esterno evitando il contatto empatico con l’altro.

Ecco quali sono i presupposti

Avviarsi verso il futuro

Viviamo situazioni con il giusto carico emotivo del momento ma in seguito tali situazioni diventano solo un ricordo, un semplice bilancio statistico. Così il terremoto che ha portato devastazione e morte nello scorso mese di agosto nell’Italia Centrale è ormai episodio di cronaca che purtroppo coinvolge direttamente chi vive quella situazione.

Allo stesso modo la memoria cataloga gli attentati terroristici di Parigi, la crisi libica, i continui episodi di violenza contro le donne, mentre è dato maggior risalto a notizie che arrivano continuamente alla nostra attenzione: la guerra civile in Siria e il problema dei migranti che attraversano il Mediterraneo spesso alla ricerca di speranza ma trovano in quel mare la fine dei loro sogni.

Questo scuote le nostre coscienze quando ascoltiamo certe notizie. Spesso invece la passione per la nostra identità nazionale e territoriale, radicata nella memoria del nostro passato, induce la manipolazione di avvenimenti spingendo alla riflessione verso una fantomatica minaccia ai confini nazionali. Una società multiculturale oggi deve permettere una condiscendente tolleranza anche verso chi è svantaggiato o cerca riscatto sociale al di fuori del proprio paese.

Molti promettenti giovani italiani scelgono la strada del lavoro all’estero sia per sfiducia nelle prospettive di crescita della nazione ma anche perché incontrano maggiore etica e serietà e assenza di compromessi.

Tuttavia una accoglienza senza limiti, mediaticamente esasperata, permette che intere fasce di popolazione siano sedotte da persone che, con logica populista, rappresentano i soli a parlare alla paura delle persone.

Quindi?

uno-sguardo-verso-il-futuroLa sofferenza non è un fatto di colore, di provenienza geografica, di appartenenza religiosa. Occuparsi di ammalati, di persone sole, fragili, socialmente emarginate, è un dovere per l’uomo che deve affrontare le sfide del futuro senza dimenticare nessuno. Proteggiamo la nostra terra spesso offesa, preserviamo il lavoro, la memoria del passato e le tradizioni. Eleggiamo l’identità storica del Paese in progetto di vita, nel quale innovazione, eccellenza e socialità siano i punti di riferimento di un rinascimento culturale e sociale per una nuova etica della vita, vera linfa per il futuro.

 

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Capocasa Francesca
Anni 16 - studentessa Liceo Linguistico – Legnano (Mi). Ama viaggiare, conoscere e integrarsi in nuove culture; imparare nuove lingue e sperimentare nuovi stili di vita. Vuole conoscere il mondo. Ama la letteratura, l’arte, la musica e la fotografia e sensibile ai temi sociali.