venerdì, Settembre 17, 2021

CIAO GINO

Sono passati solo due giorni dalla morte di Gino Strada ed essendo il nostro un giornale che si occupa di fragilità, volevamo ricordarlo e ringraziarlo, a nome di tutti i “senza voce”, che ha aiutato nel corso della sua esistenza.

Molto è stato detto su di lui per cui non vogliamo ripeterci ricordando le innumerevoli iniziative a favore dei bambini e delle persone in difficoltà. Amato ed odiato per le sue idee se da un lato può aver commesso degli errori, come dicono i suoi oppositori seduti comodamente dietro una scrivania, lui è sceso in campo, rischiando la vita e la serenità, cercando di creare delle situazioni di miglior vita proprio nei paesi che più ne avevano bisogno.

Tutto il resto lascia spazio solo a dicerie che se, anche fossero vere, non tolgono nulla a quanto da lui fatto.

Perdere Gino ha lasciato sgomente tante persone con il timore che non ci sarà più un condottiero pronto a lottare per la difesa dei diritti umani, una voce che fuori dal coro, oltre alle chiacchiere, ha prodotto fatti concreti.

Quel che facciamo per loro, noi ed altri, quel che possiamo fare con le nostre forze, è forse meno di una gocciolina nell’oceano. Ma resto dell’idea che è meglio che ci sia, quella gocciolina, perchè se non ci fosse sarebbe peggio per tutti. Tutto qui. E’ un lavoro faticoso, quello del chirurgo di guerra ma è anche per me, un grande onore. (Gino Strada)

Non a caso il suo ultimo pensiero, prima di morire, è stato rivolto all’Afganistan e a tutto quello che in questo momento sta accadendo….. Ma questa è un’altra storia anche se non meno importante.

Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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