Caorle dedica una mostra al Futurismo: oltre sessanta opere al Centro Bafile
Inaugurata il 5 giugno al Centro Culturale A. Bafile di Caorle, “Futurism: Prophecy and Revolution” accompagnerà il pubblico fino al 6 settembre 2026 in un percorso dedicato a una delle avanguardie che più hanno inciso sulla cultura del Novecento.
Promossa dal Comune di Caorle e curata da Matteo Vanzan per MV Arte, la mostra riunisce oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, fotografie, manifesti, pubblicazioni e arti applicate.
L’esposizione si propone di raccontare il Futurismo non soltanto come movimento artistico, ma come fenomeno culturale capace di influenzare diversi ambiti della vita sociale e creativa del suo tempo. Un percorso che attraversa alcune delle figure più rappresentative dell’avanguardia italiana, da Giacomo Balla a Umberto Boccioni, da Carlo Carrà a Luigi Russolo, fino a Fortunato Depero e ad altri protagonisti che contribuirono alla diffusione delle idee futuriste.
Le opere provengono da importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica G. Caproni di Trento. Accanto ai lavori dei nomi più noti, trovano spazio artisti che hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo del movimento, offrendo una lettura più ampia e articolata della sua storia.
Particolare rilievo è riservato alle pubblicazioni futuriste, testimonianza dell’intensa attività editoriale che accompagnò il movimento. Tra i volumi esposti figurano “Mafarka il futurista” di Filippo Tommaso Marinetti del 1911, “Zang Tumb Tumb” del 1914, “Guerrapittura” di Carlo Carrà del 1915 e “L’arte dei rumori” di Luigi Russolo del 1916.
Tra le opere presenti si segnalano “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasulo, esposta alla Biennale di Venezia del 1938, e “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, realizzata nel 1933 e considerata una delle espressioni più significative dell’aeropittura. Completano il percorso lavori di Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna, Renato Di Bosso, Marisa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Tato e altri autori legati all’esperienza futurista.
Il titolo della mostra trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni, anch’essa esposta, e richiama due elementi che hanno caratterizzato il movimento fin dalle sue origini: la tensione verso il futuro e la volontà di trasformazione. Aspetti che hanno portato il Futurismo a confrontarsi non solo con le arti visive, ma anche con la musica, la letteratura, la moda, l’editoria e il design.
A oltre un secolo dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo, la mostra offre l’occasione per rileggere un’esperienza che continua a suscitare interesse e dibattito, mettendone in evidenza sia l’impatto culturale sia la capacità di anticipare alcuni temi che caratterizzano ancora oggi la contemporaneità.
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 18.30 alle 22.00.
L’ultimo ingresso è consentito trenta minuti prima della chiusura.
Mara Cozzoli