sabato, Maggio 18, 2024
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L’ ARTE COME STRUMENTO DI UMANIZZAZIONE DELLA MEDICINA, DI RIABILITAZIONE E DI PROMOZIONE DELLA SALUTE. PARTE SECONDA

Come tecnica terapeutica e riabilitativa l’arteterapia o terapeutica artistica (terapia espressiva a mediazione non verbale) si è sviluppata solo negli ultimi anni in seguito ai risultati ottenuti da specialisti in attività creative di assistenza sanitaria e di riabilitazione. Da sempre l’arte è considerata una forma di comunicazione importante di natura non verbale. La terapeutica artistica include l’insieme delle tecniche e delle metodologie che utilizzano le attività artistiche visuali come mezzi terapeutici, finalizzati al recupero ed alla crescita dell’individuo nella sfera emotiva, affettiva e relazionale. E’dunque un intervento di aiuto e di sostegno a mediazione non verbale svolto in collaborazione con l’equipe sanitaria e che si fonda sul presupposto che il processo creativo, necessario per fare arte, produce benessere e migliora la qualità di vita. Le risorse utilizzate sono le potenzialità dell’individuo di elaborare il proprio vissuto e di esprimerlo creativamente; dove educare deriva dal latino educere, cioè portare fuori da sé (verso una maggiore conoscenza e consapevolezza). Il focus della terapeutica artistica, più che sul prodotto artistico finale, è incentrato sul processo creativo in sé. La terapia consiste nella ricerca di una soluzione efficace al problema dell’isolamento psichico e sociale riscontrabile in molte persone anche nel periodo di cura, affinché possano sentirsi libere di esprimere compiutamente le emozioni all’interno dell’atelier artistico. Il modello psicoterapeutico in terapeutica artistica si determina nella creazione di uno spazio in cui il soggetto può esprimersi liberamente, sentendosi accolto e non giudicato.  Le artiterapie sono riconosciute dal National Center for Complementary and Alternative Medicine come “intervento di supporto mente-corpo”.

Arteterapia

La Medicina Narrativa, la scrittura, la biblioterapia prevedono l’uso intenzionale della scrittura e della narrazione come strumento terapeutico. La scrittura viene usata in diverse modalità a seconda delle persone e degli obiettivi terapeutici. Si tratta di una prassi ugualmente curativa e insieme etica. L’obiettivo della raccolta ed elaborazione di storie non è solo quello di umanizzare una medicina troppo tecnica, ma anche di rintracciare e sviluppare le sensibilità artistiche, perché aprano la strada all’ascolto, all’empatia, alla conoscenza di sé. La biblioterapia umanistica è definita come l’uso creativo e ragionato del materiale letterario e della lettura guidata con l’intervento di un facilitatore. La biblioterapia giudica i libri per la loro capacità di produrre un cambiamento nell’individuo sfruttando quattro fasi della biblioterapia, risultanti dalla interazione tra il lettore, la narrativa e il facilitatore: immedesimazione, proiezione, catarsi e integrazione. Il termine terapia non è inteso nella accezione medica, in quanto la “cura” avviene in termini di prossimità e di empatia.

Medicina Narrativa

La danza (tangoterapia, biodanza, danza-movimento-terapia) utilizza l’uso dl movimento, con o senza musica, come principale strumento terapeutico. Il presupposto teorico è quello in base al quale tensioni muscolari e modalità posturali e di movimento riflettono tensioni e modalità psicologiche; quindi, prendere consapevolezza e sciogliere tali tensioni fisiche comporta entrare in contatto e risolvere i blocchi emotivi e psicologici. La danza può essere vista come un dramma, in cui il linguaggio del corpo sostituisce quello verbale.
La musica in terapia rappresenta uno strumento efficace soprattutto per la sua valenza evocativa e regressiva. Il fine è quello di aiutare il soggetto ad esplorare i vissuti emotivi derivati dal contatto con la musica e rielaborare le immagini e i ricordi suscitati. Secondo una definizione della World Federation of Music Therapy per musicoterapia si intende “l’uso della musica all’interno di un processo diretto a facilitare e promuovere la comunicazione, la relazione, l’espressione e altri obiettivi rilevanti dal punto di vista terapeutico in base ai bisogni fisici, emotivi, psicologici, cognitivi e sociali della persona”. Si cita ad esempio il progetto “La Gentilezza della Musica” opera della cantautrice Patricia Ragaini in arte Polvere nel quale coesistono passione, sentimento, autobiografia e arte della condivisione.

Scrittura Terapeutica

Il teatro può avere valenza terapeutica come già descritto da Aristotele attraverso la catarsi che deriva dall’assistere ad una tragedia. Psicodramma, teatroterapia, drammaterapia, hanno in comune l’utilizzo della drammatizzazione quale principale strumento terapeutico. Drammatizzare permette infatti un accesso più diretto ai contenuti interni del soggetto, che potrà rivivere eventi del passato, elaborare e risolvere i conflitti riattualizzandoli, sperimentare nuovi strumenti accrescendo le proprie competenze e la conoscenza di sé. In ambito educativo e formativo si utilizzano percorsi di teatroterapia per la crescita personale, per stimolare il talento latente ed enfatizzare la comunicazione verbale, corporea e gestuale, per la prevenzione del disagio e la riscoperta della creatività come risorsa indispensabile alla promozione del benessere esistenziale. Il progetto “Il Talento della Malattia” è uno spettacolo teatrale promosso dalla associazione C6 Siloku di Milano e condotto da Paola Albini e Natalia Piana. Si tratta di un percorso autobiografico realizzato da donne che hanno vissuto una esperienza di malattia e che, attraverso la testimonianza, vogliono condividerla con la speranza di guarire dall’isolamento che spesso essa porta con sé.
“La cultura in senso lato può essere considerata come l’insieme degli aspetti spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali unici nel loro genere che contraddistinguono una società o un gruppo sociale. Essa non comprende solo l’arte e la letteratura, ma anche i modi di vita, i diritti fondamentali degli esseri umani, i sistemi di valori, le tradizioni e le credenze” (Conferenza mondiale sulle politiche culturali, UNESCO, Città del Messico, 1982).

Teatroterapia

Possiamo considerare alcuni ambiti nei quali le artiterapie possono essere utilizzare con maggiore successo. Innanzitutto in campo psichiatrico, con progetti svolti in incontri solitamente di gruppo e in cui si ricorre a vari strumenti tecnici (ad esempio: disegno, pittura, scultura, musica, danza), in relazione alle capacità ed esigenze dell’utenza. Possono essere trattati anche singoli casi in sedute individuali, come avviene per i bambini con disturbi autistici, che trovano nell’arte un importante mezzo di espressione e comunicazione. In ambito medico, l’arteterapia si rivela un interessante strumento per il controllo emotivo di pazienti con patologie croniche anche importanti (ad esempio, in neurologia, geriatria, cardiologia); può rivelarsi un valido sostegno alla persona che affronta la malattia oncologica e che desidera prendersi cura di sé, condividendo la propria esperienza all’interno del gruppo. Un’altra importante applicazione delle artiterapie riguarda gli stati di fragilità psicologica e di disagio sociale nei quali si utilizza lo strumento artistico per lo sviluppo, il mantenimento o il recupero di abilità fisiche, della creatività oltre che per promuovere il senso di autoefficacia e di autoconoscenza. Anche nel contesto scolastico, l’arte può rappresentare una modalità di intervento terapeutico volto all’integrazione di alunni diversamente abili o con disturbi comportamentali di origine sociale o cognitiva, oltre al valore educativo della sua conoscenza.
L’arte per l’educazione sanitaria vuole prevenire forme di disagio sociale, quali i disturbi alimentari, l’abuso di sostanze stupefacenti, il bullismo e la violenza di genere, fenomeni riscontrabili in differenti strati della nostra società. L’arte come terapia può essere proposta alle scuole coinvolgendo gli adolescenti in progetti o stage da elaborare con la collaborazione di artisti, delle Aziende Sanitarie Locali e degli Istituti scolastici. In ambito educativo e formativo, la proposta di arte contemporanea (“street art e pop art”) in abbinamento a cinema, musica, letteratura, danza e teatro, permette di creare una strategia di approccio che stimola i ragazzi attraverso un percorso formativo e di sensibilizzazione anche su tematiche sanitarie e sociali importanti: scuola e adolescenza, benessere e tutela della salute. Con linguaggio e modalità di presentazione attuali, gli artisti trasmettono messaggi di prevenzione ed educazione culturale allo scopo di favorire anche la socializzazione e il dialogo nel reciproco rispetto.

Arte come strumento di cura

Nel corso degli ultimi anni numerose ricerche hanno messo in evidenza come le attività artistiche, all’interno dei programmi di cura e di assistenza, contribuiscano a migliorare la qualità di vita, arrivando a determinare una Evidence-Based Art Therapy. In architettura poi l’esposizione di arte all’interno di strutture ospedaliere favorisce l’estetica ambientale, una maggiore sensazione di benessere, un miglioramento delle relazioni e del concetto di ospitalità di qualità.

Articolo a cura di Collettivo P14 Milano con il supporto tecnico di Sabrina Marini, psicologa e psicoterapeuta.


Fonti citate:

Progetto di Biblioterapia Umanistica: Alessandra Manzoni; Fotografia e Fotografia Terapeutica “Progetto Pandemonio” di Alessia Spina; “Il Talento della Malattia” di Paola Albini, Natalia Piana e Associazione C6 Siloku; Progetto Ospedali Dipinti di Sergio Irilli; “Brera in Humanitas” Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Pinacoteca di Brera e Amici di Brera; “Progetto Giovani” Pediatria Oncologica Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; Art & Art Radioterapia Oncologica Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma.

Capocasa Carlo
Capocasa Carlo
Carlo è ricercatore in campo medico e svolge la sua attività tra la Svizzera e Milano. Si è occupato del miglioramento della qualità di vita del malato oncologico promuovendo e realizzando anche alcuni convegni medico scientifici. Ha la passione per la letteratura classica, la storia e ama collezionare libri antichi. Il suo interesse per la qualità di vita delle persone con patologie che possono determinare fragilità anche sociali, ha motivato l'avvio di alcuni studi che prevedono discipline olistiche e psicoterapia a sostegno del paziente durante il percorso di cure mediche.
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