sabato, Ottobre 16, 2021
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“Noi siamo il domani. Immagini di vita e musica”.

“Noi siamo il domani. Immagini di vita e musica”.

Le discipline artistiche al Tempio del Futuro Perduto occupano un ruolo importante con la produzione musicale e artistica. La musica come espressione artistica è una delle discipline meglio rappresentate sia come produzione che come divulgazione attraverso concerti, incontri musicali, progetti tematici. Le attività del centro culturale spaziano dalle mostre di pittura, grafica, scultura e fotografia, dai saggi di danza moderna, al teatro, alla produzione musicale, ai corsi di yoga e difesa personale senza dimenticare il ruolo sociale della distribuzione gratuita di capi di abbigliamento alle persone che ne fanno richiesta o liberamente donati con il “Muro della Gentilezza”, un luogo fisico dove lasciare capi di abbigliamento in dono in modo del tutto anonimo e spontaneo. Lo scopo delle molteplici iniziative risiede nella volontà da parte dei soci fondatori e dei numerosi volontari che aderiscono alle iniziative di sviluppare il concetto di sostegno alle persone che, nella nostra società, hanno bisogno di assistenza. Il linguaggio della cura considera l’arte come risorsa utile per l’individuo; l’arte infatti ha sempre risposto ai bisogni dell’essere umano di esprimersi, di comunicare, di dare forma alle proprie emozioni e, grazie al suo linguaggio simbolico, aiuta a rendere più accessibili quei vissuti che spesso l’uomo non riesce a esprimere a livello verbale. L’espressione di sé attraverso le produzioni creative può motivare e sostenere l’individuo nell’affrontare le diverse fasi della vita e può migliorare lo stato di benessere soggettivo. La creatività infatti permette di utilizzare le emozioni come risorsa per entrare in relazione sia con se stessi che con il mondo esterno, migliorando la fiducia nelle proprie potenzialità. L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività che porta a forme di creatività e di libera espressione estetica. Nel corso degli anni si è affermato l’utilizzo dell’attività artistica come pratica terapeutica in ambito clinico, avvalendosi dei contributi derivanti dalle ricerche psicoanalitiche e dalle più recenti scoperte delle neuroscienze. L’arte è strumento indispensabile per formare un pensiero critico, per affinare la sensibilità estetica e per migliorare il benessere personale. Da sempre è considerata una forma di comunicazione importante a mediazione non verbale. E’dunque un intervento di aiuto e di sostegno che si fonda sul presupposto che il processo creativo, necessario per fare arte, produce benessere e migliora la qualità di vita. Le risorse utilizzate sono le potenzialità dell’individuo di elaborare il proprio vissuto e di esprimerlo creativamente; dove educare sta per e-ducere, cioè portare fuori da sé verso una maggiore conoscenza e consapevolezza. La musica come terapia rappresenta uno strumento efficace soprattutto per la sua valenza evocativa e regressiva. Il fine è quello di aiutare il soggetto ad esplorare i vissuti emotivi derivati dal contatto con la musica e rielaborare le immagini e i ricordi suscitati. Secondo una definizione della World Federation of Music Therapy per musicoterapia si intende “l’uso della musica all’interno di un processo diretto a facilitare e promuovere la comunicazione, la relazione, l’espressione e altri obiettivi rilevanti dal punto di vista terapeutico in base ai bisogni fisici, emotivi, psicologici, cognitivi e sociali della persona”. La musicoterapia si pone come scopi quelli di sviluppare potenziali e/o riabilitare funzioni dell’individuo in modo che egli possa ottenere una migliore integrazione sul piano relazionale e, conseguentemente, una migliore qualità della vita attraverso la prevenzione, la riabilitazione o la terapia.  La musicoterapia, quindi, impiega intenzionalmente la musica al fine di promuovere cambiamenti nella qualità della vita in persone con problematiche differenti. E’ in genere associata e coordinata con altre prospettive di intervento e pratiche terapeutiche e può essere efficacemente utilizzata in diversi ambiti, nei bambini come negli adulti, in persone sane o con patologia fisica o psicologica. La musica si pone l’obiettivo, utilizzando strategie di facilitazione, di cercare un canale di comunicazione avviando un dialogo costituito, in questi casi, da suoni, gesti movimenti, contatti corporei, segnali tattili, al fine di consentire l’avviamento di una relazione “sicura”. Per relazione “sicura” si può intendere un rapporto in cui la comunicazione sia caratterizzata da fluidità, rispondenza, ordine, organizzazione e, conseguentemente, sia accompagnata e sorretta da emozioni positive nel bambino e nell’adulto. La musicoterapia può anche essere impiegata in forma preventiva per promuovere il benessere della persona, e in ambito scolastico può rappresentare uno strumento efficace anche per comprendere le diverse espressioni del Sé di bambini e adolescenti, per favorire l’integrazione sociale, per diminuire o risolvere i problemi comportamentali, gli atteggiamenti di aggressività, la mancanza di autostima e altri tipi di disagio che possono derivare da fattori legati al contesto familiare o sociale. La gestione della esperienza autobiografica con la musica trova in Roberto Marzio, volontario al Tempio del Futuro Perduto, una chiara espressione della sua volontà e determinazione di reagire ad uno stato di difficoltà che ha dovuto affrontare: la sua condizione di persona ipovedente. Per contrastare la patologia Roberto è diventato volontario e ha offerto la sua disponibilità per aiutare gli altri; ha incontrato altri volontari che hanno stretto con lui un legame sincero di amicizia e di condivisione. L’atteggiamento positivo degli altri ha permesso a Roberto di recuperare fiducia nelle proprie risorse e reagire positivamente alle diverse vicende di vita. La passione per la musica, esercitata con gli studi di chitarra classica in Conservatorio,  ha aiutato Roberto a lenire il peso delle difficoltà che avrebbe incontrato nella vita.  E’ arrivato così a scrivere un racconto dal titolo “Noi siamo il domani” che in seguito ha trasformato in un brano musicale che rappresenta una elaborazione autobiografica della sua vita e delle sue aspirazioni. Il racconto sintetizza in breve le aspirazioni e gli ideali che lo hanno spinto a fare volontariato e dare con la sua presenza un aiuto a chi ha necessità: “ …Io sono qui a raccontare in questa canzone di chi mi dato la forza per abbattere queste mie barriere e dire che noi siamo il domani…”.Il brano musicale (voce e chitarra) ha un forte valore terapeutico e contribuisce alla diffusione della cultura della resilienza. Nella vita quotidiana possiamo considerare la resilienza come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, adattandosi ad esse, superandole e uscendone rafforzato o trasformato. Quindi per resilienza si intende la capacità di adattamento alle situazioni e all’evoluzione delle stesse e in Roberto Marzio la resilienza ha un forte valore significativo.
Il Tempio del Futuro Perduto ha sede a Milano in via L. Nono.

Capocasa Carlo
Carlo è ricercatore in campo medico e svolge la sua attività tra la Svizzera e Milano. Si è occupato del miglioramento della qualità di vita del malato oncologico promuovendo e realizzando anche alcuni convegni medico scientifici. Ha la passione per la letteratura classica, la storia e ama collezionare libri antichi. Il suo interesse per la qualità di vita delle persone con patologie che possono determinare fragilità anche sociali, ha motivato l'avvio di alcuni studi che prevedono discipline olistiche e psicoterapia a sostegno del paziente durante il percorso di cure mediche.
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