Disturbi della condotta alimentare. Binge-eating disorder (BED)

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Ad affiancare anoressia, bulimia e obesità nella famiglia dei disturbi della condotta alimentare (DCA) rientra  il Binge-Eating disorder (Disturbo da alimentazione incontrollata).
A partire dal 1992 è avvenuta la differenziazione di tale fenomeno da quello della bulimia nervosa. Attraverso l’osservazione di casi clinici Cristopher Fairnburn, psichiatra e ricercatore brittanico, ne rilevò alcuni casi, anche se, tempo prima, tale disturbo, già riscontrato, fu catalogato come semplice abbuffata compulsiva, con definizione di quest’ultima come: consumo di una grossa quantità di cibo nell’ambito di un ridotto lasso temporale, accompagnata da perdita di controllo.
Solo in seguito, causa la presenza di ricorrenti e abbondanti mangiate prive di condotte espulsive ottenne il riconoscimento di disturbo alimentare.
La difformità rispetto alle pazienti affette da BN consiste nella mancata messa in atto di strategie compensatorie, il cui scopo è diretto a ridurre l’incremento di peso.
Nella circostanza BED l’ingestione di quantità industriali di cibo non si presenta sotto forma di singole crisi distribuite nel corso della giornata, bensì, solo in alcuni giorni nell’arco delle 24 ore.
Nei giorni “ Binge” vengono preferiti cibi ricchi di grassi e ingurgitate proteine o fibre in quantità inferiore.
Preso come riferimento un intervallo temporale di una settimana, gli eccessi alimentari si presentano circa tre/quattro volte legati a un forte senso di colpa e  voglia di evitare abbuffate.
Il disagio derivante dall’incapacità nel controllare alimentazione e  peso risulta, però, inferiore rispetto alla paziente colpita da bulimia nervosa.
L’incapacità nel ridurre l’apporto calorico ha come diretta conseguenza, sul soggetto, un incremento ponderale di peso, il quale può superare di oltre dieci chili e, nel giro di poche settimane, il  peso attuale, il cui incremento, nelle situazioni più gravi può essere progressivo, peggiorando in tal modo l’atteggiamento alimentare compulsivo.
Le complicanze organiche constatate in questi pazienti sono molteplici ed equiparabili a quelle di soggetti obesi: diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardio-vascolari. Il tutto ovviamente dipende dalla gravità del sovrappeso.
Giungere ad una netta distinzione tra bulimia nervosa, obesità e BED non è semplice.
Studi hanno registrato la presenza di depressione, ampie fluttuazioni di peso e disturbi annessi al peso in eccesso; tale differenziazione viene portata avanti tramite lo strumento dell’anamnesi somatica e psichica, associata all’analisi dello schema alimentare.
La disuguaglianza  con l’obesità è rappresentata dalla compulsività, quindi, dalla perdita di controllo sul cibo.
L’impulsività costituisce strumento idoneo a qualificare un’abbuffata compulsiva con la relativa dissociazione che gli è propria da un’alimentazione sovrabbondante.
Più complessa è la distinzione tra soggetto BED e bulimico.
In questa situazione, infatti, molti elementi presentano similitudini.
I sintomi del disturbo alimentare, per entrambi, rappresentano impulsività e disagio personale con presenza di comorbidità psichiatrica e medesima difficoltà nell’introdursi a livello sociale.
Chi soffre di Binge-eating soggiace a limitate restrizioni dietetiche tra un abbuffata e l’altra, ciò non avviene nel paziente affetto da bulimia che, a seguito del manifestarsi di quest’ultima, pone in essere  la classica restrizione alimentare.
Di norma i pazienti BED si alimentano in modo caotico e privo di alcun tipo di controllo, in essi non è presente  il tentativo di regolarizzare le entrate di vivande, durante e dopo l’episodio.
L’introito di cibo è superiore rispetto a quello introdotto in fase bulimica: il discontrollo impedisce al peso di regolarizzarsi.
Nell’arco della giornata, l’episodio binge si manifesta con maggior frequenza al mattino e in momenti di solitudine; scopo di tale sintomo è compensare il senso di vuoto e abbandono ovvero, stati caratterizzanti il momento della crisi.
In sintesi: se il soggetto bulimico risulta normopeso, non è lo stesso per il paziente BED, il quale subisce il contraccolpo derivate da problemi legati al peso e all’incapacità di gestione.
In determinati casi di bulimia nervosa è stata rilevata l’influenza e l’incrocio con variabili esterne: difficoltà lavorative, eccessiva valutazione del proprio peso, depressione, alcol, droga e abuso sessuale.
È consigliabile, dunque, l’integrazione di diversi approcci terapeutici, i quali agiscono su ciascuno dei sintomi presenti.
A titolo informativo, circa il percorso curativo da seguire, occorre segnalare: trattamento farmacologico, il cui compito è arrivare a una riduzione delle abbuffate e conseguentemente a un calo del peso; trattamento psicoterapeutico, trattamento dietetico e terapia integrata.
Attualmente il BED rientra nei DANAS (Disturbo da alimentazione non altrimenti specificata).

Fonte Bibliografica: Disturbi della condotta alimentare, diagnosi e terapia
A cura di: Emilia Costa, Camillo Loriedo.