Fiori di Bach in Hospice

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Sono una Counselor e una consulente e insegnante di Fiori di Bach, del Bach Centre.

Dal 2009 sono volontaria a disposizione del personale curante presso l’Hospice Malattie Infettive dell’A.O. L. Sacco. Il personale che opera negli Hospice è esposto a un potenziale rischio di burn-out perché costantemente a contatto con le emozioni ad alto impatto vissute dei degenti.

Dal settembre 2011, inoltre, insieme ad Achille, anch’esso volontario, portiamo avanti il progetto “Fiori di Bach in Hospice”

Un Hospice è la struttura ospedaliera in cui vengono accolti malati inguaribili  in fine vita che verranno accompagnati fino alla loro fine.

La cultura degli Hospice nasce in Inghilterra negli anni ’60 circa grazie alle intuizioni diCicelySaunders una infermiera divenuta successivamente anche medico.

Il suo obiettivo principale era liberare la persona ammalata dalla sofferenza e dal dolore,definito “dolore totale”, cioè non un dolore solamente fisico ma anche emotivo e spirituale.Il fine è quello di portare un miglioramento della qualità della vita per una fine dignitosa.

I Fiori di Bach sono rimedi floreali individuati nel primi 30 anni del 1900 da un medico chirurgo, immunologo, patologo e omeopata inglese, il dott Edward Bach (1886-1936). Sono 38 rimedi ricavati da semplici piante comuni che aiutano a riequilibrare i 38 stati emotivi corrispondenti in un momentaneo disequilibrio.

Achille ed io offriamo i Fiori di Bach a tutti i degenti come accompagnamento emotivo abbracciando in pieno lo spirito del pensiero del dott. Bach: “Simplicity, Humility, Compassion”.

In un Hospice si lavora in equipe, ognuno (medici, infermieri, OSS, psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali, volontari, …) porta il suo contributo, grande o piccolo, affinchè le persone qui ricoverate possano affrontare i loro ultimi momenti nel modo meno difficile possibile. Noi offriamo i Fiori di Bach, in piena umiltà e con spirito di servizio.

All’arrivo in Hospice  tutti vengono accolti, oltre che con le cure tradizionali, anche con una ciotolina con il RescueRemedy, il rimedio di pronto soccorso, così che l’ingresso sia meno traumatico possibile.

Successivamente i degenti e le famiglie vengono informati di quanto stiamo facendo e di cosa siano i Fiori. Ottenuto il loro consenso, cerchiamo di capire quali siano gli stati emotivi provati da ciascuno per poter preparare un mix di rimedi personalizzato.

Diamo i Fiori a circa 200 pazienti ogni anno e molto spesso abbiamo aggiunto quelli utili ai familiari. Naturalmente li prendiamo a nostra volta e sono a disposizione anche per il personale, quando richiesti.

Quali Fiori diamo in particolare?

Tutti. La mia nonna diceva colloquialmente “Ogni testa, un mondo!” e devo riconoscere che questa filosofia spicciola esprimeva benissimo il concetto di “rimedi personalizzati” che utilizziamo se scegliamo di seguire il metodo originale del dott. Bach.

Grazie al metodo del dott. Bach abbiamo appurato che non esistono emozioni standard in nessun frangente della vita bensì un modo di affrontarli peculiare per ciascuno.

Pensiamo erroneamente che chi è in fine vita debba necessariamente provare emozioni comuni a tutti che hanno a che fare con paura, rabbia, attaccamento ma non è solo così. Davvero ognuno affronta la vita, anche nei suoi ultimi momenti, in maniera unica e personalissima.

Ci siamo ritrovati a comporre mix con Fiori a prima vista improbabili ma non abbiamo giudicato se fossero più o meno opportuni. Semplicemente, come diceva il dott. Bach, abbiamo ascoltato e abbiamo proposto i Fiori che ci venivano chiesti, non quelli che pensavamo servissero dal nostro punto di vista.

I quasi sei anni di questo progetto ci hanno visti spesso sorpresi, a volte ammutoliti davanti al mistero, ma sicuri di dare il nostro contributo, per quanto piccolo.

DIPINTO DI ARABELLA SALVINI