Skip to main content
Milano più sociale. Periodico di informazione online

Milano, “Uniti per il Cuore”: una giornata con Mission Bambini per sostenere i bambini con cardiopatie congenite.

| Mara Cozzoli |

A Milano si è svolta la seconda edizione di “Uniti per il Cuore”, l’iniziativa promossa da “Mission Bambin“i nell’ambito del programma Cuore di bimbi, attivo dal 2005 nei Paesi in cui l’accesso alla cardiochirurgia pediatrica è limitato.
La giornata, che ha coinvolto cittadini, volontari e sostenitori, ha rappresentato un’occasione per ripercorrere oltre vent’anni di attività della Fondazione e richiamare l’attenzione sulle difficoltà che ancora oggi incontrano molti bambini affetti da cardiopatie congenite nell’accesso alle cure.
Il programma si è sviluppato tra la Biblioteca di Lambrate, la sede della Fondazione in via Ronchi e Parco Lambro, con momenti di approfondimento, prevenzione cardiovascolare e partecipazione cittadina.

La mattinata si è aperta con la presentazione di “Ogni giorno, davvero”, libro di Goffredo Modena,  ideatore e Presidente di Mission Bambini.
L’incontro, dal titolo “Storie e immagini dal cuore” ha ripercorso la nascita dell’ente, sorto a Milano nel 2000.
A fare da corollario alla mattinata, una mostra fotografica dedicata al progetto “Cuore di bimbi”, con immagini e testimonianze del lavoro portato avanti nei diversi Paesi in cui è presente.
«Con “Uniti per il Cuore” abbiamo voluto raccontare una parte importante della storia di Mission Bambini e ricordare quanto sia ancora necessario impegnarsi perché anche i bambini nati in Paesi dove l’accesso alla cardiochirurgia è difficile, se non impossibile, possano ricevere le cure di cui hanno bisogno», ha dichiarato Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini.
Il programma “Cuore di bimbi” opera dal 2005 nei Paesi in cui la diagnosi e il trattamento delle cardiopatie congenite presentano maggiori difficoltà. Le attività comprendono screening cardiologici, interventi chirurgici e formazione del personale sanitario locale.
Il lavoro non si limita quindi alla cura del singolo bambino, ma punta anche a rafforzare le competenze del personale medico e la capacità degli ospedali locali di diagnosticare e trattare queste patologie in autonomia.

Dal 2005 sono stati operati 2.897 bambini, mentre oltre 38.000 minori sono stati sottoposti a visita e 708 professionisti sanitari locali hanno partecipato ad attività formative.
Nel 2026  Mission Bambini ha già operato in Zambia, Uganda e Tanzania.
A marzo, in Zambia, sono stati operati sette bambini e altri venti sono stati sottoposti a valutazione.
Nel mese di maggio. al Mulago Hospital di Kampala, in Uganda, gli interventi hanno riguardato sei bambini, nello stesso mese, la missione a Dodoma, in Tanzania, ha permesso di effettuare screening cardiologici su 33 bambini e di operarne sei.
Nei prossimi mesi sono previste nuove missioni in Nepal ed Eritrea, con l’obiettivo di proseguire le attività chirurgiche e formative nei territori in cui l’accesso alle cure specialistiche resta limitato.
Come ha ricordato Oltolini, il lavoro della Fondazione comprende anche la formazione del personale sanitario e il rafforzamento dei sistemi sanitari locali, affinché le competenze acquisite possano tradursi in una maggiore autonomia nel tempo.
Nel pomeriggio l’iniziativa è proseguita nella sede di Mission Bambini, in via Ronchi 17, dove la Croce Verde di Bosisio ha messo a disposizione elettrocardiogrammi a fronte di una donazione libera destinata al programma Cuore di bimbi.
Alle 15.30 è partita la Passeggiata del Cuore, aperta alla cittadinanza, con un percorso dalla sede della Fondazione fino al Parco Lambro, pensato per essere accessibile a persone di tutte le età.
Al termine, i partecipanti hanno realizzato un flash mob formando un grande cuore con i palloncini, richiamando simbolicamente l’impegno condiviso a favore dei bambini con cardiopatie congenite. «La Passeggiata del Cuore ha riunito simbolicamente le diverse realtà che rendono possibile il lavoro di Cuore di bimbi: medici e infermieri impegnati nelle missioni, volontari, sostenitori e cittadini», ha aggiunto Oltolini. «È un modo per dare visibilità a una responsabilità che condividiamo: fare in modo che i bambini nati con una cardiopatia congenita possano accedere alle cure di cui necessitano».
Le donazioni raccolte durante la giornata saranno destinate alle attività del programma, comprese le missioni chirurgiche, gli screening e la formazione del personale sanitario locale.

Mara Cozzoli

Leggi tutti gli articoli