“Dualità in gabbia”: tensione e frammentazione nell’opera di Erika Berra
In “Dualità in gabbia”, Erika Berra costruisce una composizione che si muove su un piano percettivo. Ciò che emerge è una tensione visiva che allude a una condizione interiore senza che essa venga illustrata in modo esplicito.
La tela è attraversata da una contrapposizione cromatica netta. Da un lato, campiture accese quali rosa, fucsia, viola si espandono in modo dinamico, quasi centrifugo. Dall’altro, masse più scure e dense introducono un peso visivo che sembra trattenere, comprimere, riportare verso l’interno. Una polarità, dunque, che mette in evidenza un campo di forze nel quale energia e resistenza convivono senza trovare equilibrio.
A interrompere e organizzare questo meccanismo interviene una griglia dorata, elemento chiave dell’opera. La struttura geometrica impone una suddivisione rigida dello spazio, frammentando la superficie e suggerendo, in tal modo, un tentativo di controllo. Tuttavia, schizzi, colature e sovrapposizioni oltrepassano i confini mettendoli in crisi. La “gabbia” esiste, ma non è mai del tutto efficace.
Il risultato è un sistema instabile, in cui ordine e disordine si sovrappongono senza risolversi. Questa ambivalenza diventa il centro dell’opera: una dualità che non si ricompone, ma si mantiene in attrito costante.
Infine, materiali e gesto non cercano armonia, bensì creano una tensione costante.“Dualità in gabbia” propone, quindi, una condizione frammentata dell’identità, compressa e attraversata da forze opposte.

“Dualità in Gabbia” è parte delle opere esposte nel corso di “Oltre la forma” mostra personale di Erika Berra, in programma dal 16 aprile al 24 aprile 2026 presso ChiAmaMilano, Via Laghetto 2 Milano.
Orari di visita: tutti i giorni dalle 10 alle 19 (sabato e domenica esclusi)
Ente organizzatore: InfinityArt, a cura di Mara Cozzoli e Stefano Cozzoli.
Mara Cozzoli