Quando l’arte diventa augurio: il Cupido contemporaneo di Miky Degni
È un Cupido sospeso nel tempo quello che Miky Degni affida alla carta nel formato 35 x 50 centimetri. Non il dio capriccioso dell’amore che colpisce alla cieca, ma una figura che sembra scegliere con consapevolezza il proprio bersaglio.
Le ali sono leggere, quasi trasparenti. Il corpo richiama l’iconografia classica: morbido, infantile, puro. Ma la scena racconta altro. L’arco è teso con decisione, la freccia è pronta, e davanti non c’è un cuore da trafiggere bensì un cerchio luminoso, una soglia, un varco.
Il fondo è attraversato da una trama di cerchi intrecciati, quasi onde concentriche. Non è un semplice motivo decorativo: sono movimenti, vibrazioni, risonanze. La materia stessa diventa narrazione.
Il dipinto è realizzato con vino dell’Oltrepò Pavese della Cantina Cantina Francesco Maggi. Il vino, steso sulla superficie, crea sfumature calde, ossidazioni naturali, tracce imprevedibili. È una pittura viva, che muta nel tempo. Porta con sé terra, fermentazione, attesa.
Quest’opera è stata creata per Cozzoli Stefano, giovane curatore e graphic designer, colpito improvvisamente da un ictus, affinché potesse essere di buon auspicio per una pronta guarigione.
Un gesto che va oltre l’estetica e diventa vicinanza concreta, partecipazione, comunità.
In quest’immagine la freccia non ferisce, bensì attraversa, non divide ma apre. Quel cerchio luminoso può essere letto come rinascita, come passaggio necessario verso una nuova condizione.
È un lavoro che parla di fragilità, ma soprattutto di resilienza.
Un’immagine che si fa messaggio. Un augurio affidato alla forza silenziosa dell’arte.
La mostra: “Il mondo ha bisogno di angeli”
La mostra “Il mondo ha bisogno di angeli” segna il ritorno a Milano di Miky Degni, trasformando lo Spazio Neutro di via Fontana in un luogo in cui il vino diventa pigmento e messaggio sociale.
Degni conferma la sua riconoscibile “poetica alcolica”, dipingendo con alcuni tra i migliori rossi italiani per dare vita a lavori che spaziano dai ritratti iconici agli scorci della Milano storica, come la Torre Velasca e il Duomo di Milano.
Non semplice esercizio tecnico, ma scelta identitaria: il vino come materia viva, capace di ossidarsi, mutare, raccontare il tempo.
Il titolo riflette un bisogno collettivo di leggerezza e bellezza in risposta ai drammi globali contemporanei, proponendo l’arte come forma di conforto e riflessione.
L’esposizione dialoga con il design contemporaneo dello Spazio Neutro, a pochi passi dal Duomo, in un confronto armonico tra materia antica e linee essenziali.I
l vernissage, in programma venerdì 6 marzo con chiusura 6 aprile, vedrà il supporto della Cantina Francesco Maggi, creando un corto circuito sensoriale tra il vino degustato nel calice e quello trasformato in pittura sulle opere di Degni.
Perché forse, oggi, più che mai il mondo ha bisogno di angeli.
E l’arte, quando è autentica, continua a indicare una direzione.
Orari Visita
Dal Lunedì al venerdè, dalle 10 alle 18

Mara Cozzoli