Donne dell’anima. Le pioniere della psicoanalisi.

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Discepole e pazienti, si sono trasformate in vere professioniste e hanno contribuito, talvolta rischiando la reputazione se non addirittura la vita a gettare uno sguardo sulle teorie elaborate da Freud a Vienna, da Jung a Zurigo, e poi da Lacan a Parigi. In perenne esilio, furono le staffette di una scienza ancora controversa.

Isabelle Mons che nella vita si dedica a scrittura femminile e rapporti letteratura/arte, con il saggio “ Donne dell’anima – Le pioniere della Psicoanalisi” sottolinea l’importanza del sesso femminile nello sviluppo di tale scienza.
Il libro nasce  quindi con lo scopo di sdoganare una credenza  tutt’ora viva secondo la quale viaggiamo in un campo strettamente maschile, almeno, per quanto riguarda le origini.
La psicoanalisi è donna, fin dalla sua  genesi, ma in pochi ne sono consapevoli.

ANNA FREUD

Anima, psiche, concetti strettamente collegati all’essere femmineo ragion per cui è impossibile non pensare il femminile come parte integrante della psicologia e della storia della psicoanalisi.
Quattordici donne che, in qualità di figlie, madri, mogli, pazienti, ma alla fine del percorso studiose e professioniste mettono in gioco se stesse al fine di giungere a nuove fondamenta da donare alle generazioni future.
In seguito alle discussioni sorte intorno a “ I tre saggi sulla teoria sessuale”, Freud in quanto autore e uomo,  si mette in discussione,  rendendosi conto della necessità di una nuova interpretazione ruotante intorno alla figura del bambino, questo sviluppo non può che avvenire attraverso menti femminili.
Ad accogliere la sfida: Lou Andreas – Salomé, Sabrina Spielrein, Tatiana Rosenthal (nonché le Egerie Russe), Emma Eckstein, prima donna psicoanalista, Margarethe Hitferding, Emma Jung,( moglie di Carl Gustav Jung), Anna Freud (figlia di Sigmund Freud), Hermine von Hog- Helmuth la quale, perse la vita per via della sua professione, Melanie Klein, Sophie Mornsterm, Françoise Dolto.
La grandezza di queste figure, risiede nell’ intelligenza e nella capacità di aprire un varco comunicativo con i colleghi uomini, affrontando ogni argomentazione  riguardante la vita nella sua totalità
Non arretrano difronte alla questione sviluppo psicosessuale, arrivano infine a reimpostare e rinnovare temi riguardanti inconscio,  infanzia, donne e sessualità.

Alcune di esse sostengono le tesi freudiane, fino a porne una nuova elaborazione maggiormente adeguata al xx secolo; altre costituiscono le donne “spalla, spalla”, dell’uomo che accompagnano: padre, compagno o marito, come nel caso di Anna Freud o Emma Jung.

Alcune di esse sostengono le tesi freudiane, fino a porne una nuova elaborazione maggiormente adeguata al xx secolo; altre costituiscono le donne “spalla, spalla”, dell’uomo che accompagnano: padre, compagno o marito, come nel caso di Anna Freud o Emma Jung.
Qualcuna, rappresenta  suono e richiamo dell’infanzia, vedi Melanie Kleine, Hermine von Hog- Helmuth e Françoise Dolto.
“Cosa vuole una donna ?”
è la domanda che nel corso della sua carriera Freud, padre della psicoanalisi pone a Marie Bonaparte.
L’attitudine di queste analiste è senza ombra di dubbio l’ascolto, soprattutto in materia infantile: sono in grado di scavare dove un uomo non è in grado di arrivare, sostituendosi  infine alla figura materna.
Lou Andreas – Salomé è paradigma della donna moderna, allieva di Nietzsche prima (con il quale intrattiene una relazione intellettuale),   e di Freud poi, vive una vita noncurante dei pregiudizi, inseguendo la sua strada e le sue passioni, nel momento in cui,  blocchi culturali tendevano a cancellarne l’identità.
Audace, quando in “Figure di Donne” si occupa del rapporto amore/società e delle relazioni tra i sessi attraverso l’analisi di eroine ibseniane. Ciò che salta all’occhio, è questa capacità di intercalarsi nella vita intima di ciascuna essa. Stava forse denunciando una situazione alla quale lei stessa era sottoposta? Nora, Helen Alving, Hedving, Rebekka, Ellida, Hedda Gabler  e le loro vite, risultano essere lo specchio di dilemmi, voglia di affermazione e inquietudine vissute da  Lou. Personaggi che subiscono pagina dopo pagina una loro evoluzione protesa alla liberazione (reale o illusoria), alla vita o alla morte.

LOU ANDREAS SALOME’ E SIGMUND FREUD

Autrice di “Anale e Sessuale”, segue la scia di Freud e fornisce tesi legate al linguaggio del corpo e ai possibili sviluppi di quest’ultimo nel momento in cui una ragazza prende coscienza della sua femminilità, apporta inoltre il suo contributo relativo alla sessualità infantile.
Con “ Il Tipo Femmina” racconta l’evolversi della condizione psicosessuale della donna.
Riprendendo le parole di Isabelle Mons ” Lou è l’eterno femminino libero da ogni costrizione. In poche parole incarna un’ideale, un pensiero libero che provocherà sconcerto in più di una persona, a cominciare dalla madre di Lou, la quale ne parlerà apertamente con Nietzschedicendogli di essere pienamente consapevole dei rischi che la figlia corre nel voler fare tutto di testa propria, e nel voler essere libera di agire senza dover rendere conto a nessuno. “
In “Umano come donna” è riscontrabile un richiamo a Darwin.L’essere umano è il risultato dall’unione di due cellule, una maschile e l’altra femminile. La parte femminile, è lì, in attesa di essere ingravidata, la conseguenza è un suo ruolo fondamentale nella procreazione.
Gli scritti e la figura di Lou lasciano in eredità alla donna odierna quello che è il percorso inevitabile e necessario al raggiungimento di una propria libera personalità svincolata da modelli predefiniti.
Sabina Spielrein, paziente, allieva e amante di Carl Gustav Young.
La relazione con l’uomo la porta a guarire, ma allo stesso tempo rimane causa di ricadute.

SABINA SPIELREIN

Donna estremamente fragile, entra in terapia in quanto colpita da una forte isteria dovuta a un’infanzia traumatica.
Nei suoi diari urla il desiderio di felicità, desiderio, che la sola morte può cancellare.
Confessa però di non essere assolutamente spaventata dal suicidio.
È coraggiosa e determinata quando con “ L’origine delle parole infantili  mamma e papà”, apre gli occhi su una nuova tematica.
Da questo momento la psicologia infantile diventa  per Sabina oggetto d’approfondita indagine. Cerca di rispondere alla questione legata al superamento dell’angoscia da parte del bambino, tenta inoltre di comprendere lei stessa e far comprendere come quest’ultimo manifesta il suo stupore attraverso il linguaggio.
Soggetta a critiche, la sua teoria è correlata all’importanza del seno materno e alla poppata nello sviluppo di bambino e linguaggio.
“ La distruzione come causa della nascita” vede emergere una modalità di pensiero molto avanti rispetto al  suo tempo.
Riprende la questione sessuale sottolineando come “ L’elemento femminile è modificato, stravolto dall’elemento maschile. Non è l’amore ma l’istinto sessuale a determinare l’incontro delle cellule, la libido in sé contiene lo slancio verso l’altro dichiarandone al contempo la fine. Se l’istinto sessuale è soddisfatto si avvicina alla morte dunque all’istinto di morte perché ogni corpo che si unisce all’altro si trova trasformato nella sua componente originaria. Dalla distruzione della materia prima scaturisce un terzo elemento. Se la pulsione sessuale è sinonimo di vita, l’istinto di distruzione è indiscutibilmente legato, e con esso la pulsione di morte: l’elemento si trasforma per la felicità o il dolore dell’individuo”.
Interviene in merito alla masturbazione.
Françoise Dolto, pediatra e psicanalista.
In “psicologia della funzione sessuale della donna “, ne spiega la reazione psichica difronte a cambiamenti fisiologici. Giunge alla conclusione che il parto è il punto culminante del piacere sessuale femminile.
Donne dell’anima è un testo che richiede una minima conoscenza del pensiero di coloro che furono i pilastri fondatori della psicoanalisi. La scrittura è  in ogni caso semplice e facilmente comprensibile a tutti, capace di avvicinare anche i meno esperti, permettendo loro di acquisire nozioni storiche.
La cooperazione tra pioniere e maestri induce a una serie di riflessioni.
Uomini e donne possono relazionarsi in condizione di pieno equilibrio.
Lo scambio di pensieri, punti di vista e sapere è alla base del raggiungimento del progresso socio- culturale tutt’ora inseguito. Viene quindi escluso l’eccesso di femminismo, inutile e controproducente.
Ricordiamoci che l’evoluzione deriva da incrocio e bilanciamento di osservazioni : al di fuori di questo, sono solo  scontri tendenti alla prevaricazione dell’uno sull’altro.

In conclusione cito Eugénie Sokolnicka: “ Percorrendo i sentieri dell’anima, così tortuosi e intricati in ogni direzione, tutto questo per disciplinare le passioni e la loro violenza”.