“Butterfly Underground” di Cristina Cleri
Cosa resta, oggi, di Madama Butterfly, eroina lirica e simbolo di amore assoluto e sacrificio?
Cristina Cleri prova a rispondere trasformando il mito pucciniano in immagine.
Nasce così “Butterfly Underground”, un’opera che parla il linguaggio contemporaneo e non teme di mostrarne le crepe.
La tela, 100×50 cm, è realizzata con tecnica mista: acrilico, olio, pasta acrilica e gesso.
La superficie ricorda un muro urbano abraso, segnato da colature, graffi e cancellazioni.
L’effetto complessivo richiama un manifesto affisso e poi consumato dal tempo.
Al centro emerge la figura di Madama Butterfly, racchiusa in una sorta di cornice-poster, colta di profilo e quasi dissolta nella materia; un’apparizione fragile, intermittente, presenza-assenza che resiste tra le tracce ma sembra sul punto di svanire.
Volto e corpo affiorano con difficoltà, come spesso accade alle storie femminili, sommerse dal rumore del contesto e progressivamente rimosse.
La tensione emotiva è costante: i fondi scuri e terrosi dialogano con bianchi sporchi, lacerazioni e colature.
Il rosso, concentrato in punti nevralgici, irrompe come una ferita simbolica, e ogni strato pittorico sembra trattenere vissuti, quasi la tela fosse un deposito di esperienze.
Particolarmente significativo è l’inserimento di frammenti tipografici riconducibili a un manifesto teatrale d’epoca, visibile ma difficilmente leggibile allo stesso tempo.
La protagonista si lascia intravedere tra elementi incisi, allegoria di un’ombra che sollecita lo sguardo e conduce alla riflessione.
La Butterfly dell’artista si manifesta, quindi, come entità compressa, mentale, sospesa tra visibilità e cancellazione.

Immagine in evidenza
Butterfly Underground
Tecnica mista (acrilico, olio, pasta acrilica e gesso)
100×50 cm
Novembre 2024
Mara Cozzoli