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Violenza a scuola, un fenomeno in crescita.

Nel 2025, secondo una ricerca dell ‘Istituto CNR, circa 87 mila studenti delle scuole superiori hanno usato un coltello all’ interno di questi luoghi per intimidire o ferire qualcuno. 

Questi attacchi sono cresciuti negli ultimi anni, in particolare minacce e scontri tra studenti stessi; calano invece le intimidazione nei confronti degli insegnanti. 

Dai telegiornali sentiamo sempre più notizie tragiche di aggressioni all’ interno di queste strutture, come ad esempio il caso del ragazzo di 13 anni che stato colpito con pugni da un coetaneo appena usciti da una scuola romana,  oppure in Friuli Venezia Giulia dove un minorenne è entrato in classe con un coltello da 15 cm, subito sequestrato dagli carabinieri.

Una notizia che ci ha particolarmente scosso è la storia di Youssef Abanoud, studente dell’ istituto “Chiodo” di La Spezia, ucciso da un coetaneo con una coltellata all’ addome per un motivo di gelosia. È emerso che la vittima aveva postato sui social una vecchia foto dove Youssef veniva inquadrato con la fidanzata dell’ assassino (Zouhair Atif). Quest’ ultimo mentre si recava a scuola avrebbe comprato un coltello che poi ha usato per compiere l’ omicidio durante l’intervallo delle ore 11.00, davanti agli occhi di decine di compagni. A fermarlo è stato un professore e la vittima è  stata portata in ospedale, ma non c’è l’ha fatta.

Questo  evento a risuonano molto all’interno della scuola e delle  intere  città i parenti di Youseef continuano  a chiedere  giustizia anche con cortei  e maldificazzione.

Il ministro dell’ istruzione Giuseppe Valditara ha addirittura annunciato che dopo questo episodio si potrebbe decidere di installare metal detector nelle scuole, nel momento in cui le stesse e le prefetture ne facciano richiesta. Si potrebbero aumentare i controlli all’ interno delle scuole, ma siamo sicuri che questo possa risolvere il problema? Oppure questo ha radici più profonde? 

Secondo noi è importare ascoltare gli adolescenti e capire le motivazioni che portano questo disagio, così da cogliere i segnali in modo preventivo e fermare tempestivamente questi episodi. Gli adulti hanno un ruolo fondamentale nel cercare di prevenire questi atti, putroppo peró questi hanno sempre più difficoltà ad accettare le emozioni negative dei ragazzi e rischiano di non percepire segnali importanti.

I Bellottiani

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