Skip to main content
Milano più sociale. Periodico di informazione online

Cristina Cleri, “Oneiros”: anatomia pittorica di un sogno inquieto

| Mara Cozzoli |

Oneiros si presenta come una superficie densa, attraversata da correnti emotive che sembrano muoversi sotto pelle, sospese tra conscio e inconscio.

Fondamentale è la tecnica, in quanto l’olio è lavorato per stratificazioni successive, con pennellate ampie e curve che si intrecciano senza mai fissarsi in forme definitive. Il gesto pittorico non è impulsivo, bensì meditato, come se ogni movimento derivasse da un ascolto interiore.
Le tracce del pennello restano visibili, creando un ritmo visivo che accompagna lo sguardo lungo un percorso non lineare, fatto di deviazioni, ripensamenti, ritorni.

La palette cromatica privilegia tonalità scure e profonde: blu notturni, viola, neri vellutati, sono attraversati improvvisamente da accensioni di rosso e da bagliori più freddi, quasi elettrici, simili a incursioni luminose che non portano chiarezza ma tensione.
Frammenti emotivi emergono e subito  dopo si dissolvono, allo stesso modo di  immagini oniriche che sfuggono alla memoria.

Dal punto di vista psicologico, “Oneiros” crea uno spazio mentale caotico. Non c’è un centro compositivo stabile né un punto di riferimento certo, la superficie appare come un campo di forze in continuo mutamento, dove le forme si sfiorano senza mai compiersi del tutto.
Instabilità, identità liquide, stati interiori rifiutano definizioni univoche.
La materia pittorica, densa ma attraversata da velature leggere, suggerisce una dialettica costante tra emersione e rimozione: ciò che appare è sempre sul punto di scomparire, risucchiato nuovamente nell’ombra.

In questo senso, il sogno evocato dal titolo è confronto, una condizione in cui affiorano tensioni, desideri, inquietudini che la veglia tende a occultare. Come osservava Freud nell’”Interpretazione dei sogni”, le immagini oniriche rivelano ciò che è nascosto nell’inconscio, esprimendo pulsioni e conflitti che la coscienza non può affrontare direttamente. “Oneiros “sembra incarnare questa logica, ovvero non racconta, ma mostra frammenti interiori, aprendo varchi nell’invisibile.

Con “Oneiros”, Cristina Cleri invita lo spettatore a un’esperienza di immersione lenta, priva di appigli narrativi. L’arte non chiede di essere capita, ma attraversata.
È un’opera che richiede tempo, silenzio, disponibilità all’incertezza.
Proprio come nei sogni più profondi, quelli che continuano a lavorare dentro anche dopo il risveglio.

 
Oneiros, olio su tela, 100 x 100, 2024


“Oneiros” fa parte delle opere esposte alla mostra personale di Cristina Cleri “Polychromorfìa. Visioni astratte tra ombre e colori infiniti”, in programma 24 gennaio al 1 ebbraio 2026 presso la Galleria Civica Ezio Mariani di Seregno.
Orari visita: dal lunedì a domenica 10.00 – 12.00 | 15.30 – 19.00
Ente organizzatore InfinityArt a cura di Mara e Cozzoli Stefano.

Mara Cozzoli

Leggi tutti gli articoli