martedì, Luglio 23, 2024
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Cinque nuovi ecografi Bedside per i piccoli pazienti del Policlinico. Intervista a Francesco Iandola, direttore esecutivo Fondazione De Marchi.

Cinque ecografi “bedside” di ultima generazione sono stati consegnati al reparto di pediatria del Policlinico di Milano, per agevolare l’autonomia del personale infermieristico permettendo la ricerca dei vasi periferici anche nei pazienti molto piccoli, facilitando così la puntura in totale sicurezza.
I nuovi dispositivi, donati da Fondazione De Marchi Onlus, rientrano nel quadro complessivo delle attività del progetto UN OSPEDALE MICA MALE che ha come obiettivo il contenimento del dolore, della paura e dello stress in tutti i bambini in cura alla Clinica De Marchi.
Dialogo, oggi, con Francesco Iandola, direttore esecutivo Fondazione De Marchi.

Ecografo Bedside o Ecografo Cerbero 4.0, in cosa consiste?

È un ecografo innovativo che non somiglia per niente agli ecografi a cui siamo abituati con la sonda legata al monitor e pieni di bottoni.
Quest’ultimo, infatti, possiede dimensioni ridotte (è più piccolo di un telefono cellulare), senza cavo, si tiene in mano e si può collegare a un tablet o un telefonino che fungono da monitor.
È molto più economico rispetto ai “vecchi” ecografi.

In che modo agevolano il lavoro del personale infermieristico e quali benefici apportano al bambino?

In generale doniamo apparecchi su richiesta dei medici, questa volta la richiesta è giunta  dal personale infermieristico: necessitavano di questo strumento per agevolarli nella ricerca degli accessi sanguinei nel paziente, specialmente nei bambini più piccoli che, magari, hanno un po’ di grasso che nasconde la vena.
Quando non si trova la vena il rischio è generare un trauma nel bambino a causa dei buchi che si devono fare.
Il bambino si spaventa e la paura intensifica il dolore, tutto ciò è stressante per il genitore ma anche per l’operatore per il quale non è bello fare piangere un bambino.
Quindi, si va a colpo sicuro, tutto è meno doloroso, si esegue velocemente la puntura evitando eventuali traumi nel piccolo.

Per poter giungere a questo importante risultato, quali forze sono scese in campo?

Allora, noi partiamo da donazioni che arrivano dai nostri sostenitori.
In questo caso l’ecografo costava intorno ai tremila – tremilacinquecento euro uno e ne abbiamo acquistati cinque per tutti i reparti pediatrici del Policlinico di Milano.
Siamo riusciti a farlo attraverso le donazioni giunte dai privati.
Credo, infine, sia importante ringraziare loro raccontando che quanto ci hanno dato ha aiutato direttamente i bambini.

In conclusione, le chiedo: c’è altro che vuole aggiungere?

Sì, vorrei sottolineare che questo rientra nel disegno “Un ospedale mica male“.
Noi siamo impegnati da anni con questo progetto dal nome ironico e divertente , abbiamo creato un ospedale nel quale il piccolo paziente possa entrare riducendo i momenti di male, stress e paura, rendendo l’ambiente più accogliente .
Cerchiamo, inoltre, di regalare ai bambini malati, una vita più vicina possibile a quella dei loro coetanei anche al di fuori del reparto ospedaliero: li portiamo in vacanza, abbiamo la pet therapy e organizziamo feste.
L’obiettivo è alleviare il più possibile gli attimi di dolore del piccolo e della sua famiglia.

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