venerdì, Aprile 19, 2024
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Così si muore in Iran. Strumenti di repressione.

Questo gioco al massacro ha avuto un’origine, ma sembra non avere termine.
La “Repubblica Islamica” non arretra di un passo, gli omicidi nei confronti dei manifestanti sono all’ordine del giorno, una regola, un imperativo categorico.
Per tale motivo è necessario un forte e decisivo intervento da parte delle Istituzioni Internazionali, Italia compresa.

“Uccidere” è il verbo utilizzato dalle forze di sicurezza fin dagli inizi, le quali ricevuto l’ordine delle autorità di agire senza pietà hanno sparato, indistintamente, su donne, uomini e bambini.
L’accesso a internet è stato limitato, al fine di bloccare le comunicazioni tra i manifestanti, vie d’accesso al mondo esterno come Whatsapp e Instagram hanno subito un duro colpo per evitare la divulgazione di immagini; le stesse comunicazioni mobili sono state tagliate fuori o hanno subito restrizioni.
Una sorte devastante è toccata alle donne in prima linea nella corsa verso la libertà.
Molte di esse, arrestate,  hanno subito torture e violenze sessuali per mano  delle forze di sicurezza.



I movimenti studenteschi sono divenuti oggetto di atroci violenze e il campus di una delle più prestigiose università di Teheran è stato letteralmente preso d’assalto: soffocare, dunque, le giovani generazioni, la cultura, la possibilità di cambiamento.
Artisti, attivisti e giornalisti sono stati arrestati in massa.
Infine, sono sempre più frequenti le condanne a morte in seguito a processi farsa connessi alle proteste.
Due giovani sono già stati impiccati e altri sono in attesa di esecuzione.

A seguito della morte della piccola Saha Etebari, deceduta a soli dodici anni sotto i colpi degli agenti del regime che hanno sparato contro l’auto sulla quale viaggiava con i genitori, ultima vittima nota è Mehdi Zare Ashkzar, la cui vita è stata spezzata dopo venti giorni di coma causato dalle torture subite dalle forze di polizia di Teheran, successivamente all’arresto.
Il giovane aveva studiato Farmacia presso la facoltà di Bologna e rientrato in terra natia due anni or sono.

Veniamo al punto: Cosa sono i diritti umani? Entità immateriali perennemente prese a calci dalla brama di potere, parole scritte che si cancellano innanzi a interessi di natura economica.
A volte , i diritti umani, vengono difesi dalle grandi potenze internazionali, ma solo se ad esse  deriva un lauto riscontro.
Una carneficina è in corso, da troppo tempo, sotto i nostri occhi, seppur lontano da noi, nella totale indifferenza di coloro che potrebbero, se solo volessero, adoperarsi per sostenere un popolo e principi democratici.
Settenta minori sono stati brutalmente ammazzati.

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