Arte e terapia. Intervista a Erika Berra, pittrice astrattista.

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L’arte e terapia promuove la salute psicofisica, costituisce un valido strumento affinché un soggetto possa liberarsi di ansia, angoscia e ogni emozione negativa. permette inoltre la ricostruzione del proprio Io.
Sigmund Freud e  Carl Gustav Jung l’opera artistica fu considerata come un prodotto dell’inconscio.
Margaret Naumburg, psicoanalista, affermò:  Il processo dell’ arte terapia si basa sul riconoscere che i sentimenti e i pensieri più profondi dell’uomo, derivati dall’inconscio, raggiungono l’espressione di immagini, piuttosto che di parole”.
Per meglio approfondire l’argomento dialogo oggi con Erika Berra, pittrice astrattista.


Allora Erika,  In cosa consiste l’arte terapia?

L’arte terapia consiste nel cercare, attraverso l’espressione artistica, un benessere per corpo e mente, grazie al quale è possibile mettere in ordine i pensieri e gli avvenimenti della nostra vita attraverso l’immaginario.

Quali sono le principali caratteristiche di questa forma terapeutica?

In ognuno di noi c’è una varietà di emozioni e un modo di vivere condizionato dalle nostre esperienze. Siamo tutti come dei dei bambini che sono stati feriti e pertanto ci siamo costruiti una barriera, una difesa contro ciò che ci ha fatto soffrire, contro la negatività. Ecco allora che l’arte terapia diventa un percorso a giorni scanditi in cui possiamo raccontarci, in modo personale e unico. Attraverso il disegno o la pittura si darà spazio alla nostra profondità portando a galla un vissuto che ci tormenta.




 

Si dice, spesso, che l’arte è per pochi, non in questo campo, in cui non conta la tecnica.

La tecnica la si impara grazie agli studi o alla lunga esperienza, qui conta solo usare colori, forme, linee ed ombre facendo si che si “impressioni” la tela bianca lasciando che, in maniera autonoma e quasi irrazionalmente, il colore segua l’impulso del momento.

Dove non arrivano le parole, arrivano i colori, le arti visive. Hai voglia di entrare nel merito?

Alessandro Baricco disse:  “A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le emozioni”. La nostra vita è un susseguirsi di emozioni positive :una telefonata inaspettata, l’incontro casuale di un’ amica al bar, la nascita di un bambino, ma anche di emozioni negative: un lutto di un conoscente, un litigio con il partner, un guasto all’auto. L’ arte ci aiuta a convogliare tutte queste emozioni. Davanti a noi una tela bianca, una pagina della nostra vita che possiamo raccontate attraverso i colori, più o meno accesi, attraverso le ombre e le sfumature, attraverso linee morbide o tratti marcati. Possiamo rappresentare la passione e l’amore, il dolore e la paura tutto solo usando un colore piuttosto di un altro. Ognuno disegnerà il quadro della sua vita con i colori delle proprie scelte: rosso, se avrà vissuto la passione, nero se avrò affrontato il dolore, giallo, se avrà cercato la speranza azzurro se ha vissuto in serenità.Tutto questo è semplicemente stupendo perché saranno tutti diversi, ogni giorno!

Esclusa la tecnica, per poter intraprendere questo tipo di percorso, quali elementi sono necessari?

L’arte terapia la possono fare tutti, a qualsiasi età. Non serve aver intrapreso un percorso artistico in precedenza. Chi decide di fare arte terapia deve sapere che entrerà in un percorso di ascolto e condivisione senza alcuna forma di giudizio: uno spazio protetto!
Occorre solo la voglia di “liberarsi” di un peso. Le potenzialità creative ed espressive serviranno come mezzo di ascolto di sè stessi, una comunicazione non verbale e rappresentazione delle proprie emozioni.

 
Come può l’arte aiutare una persona a elaborare il proprio vissuto e a renderla maggiormente consapevole di sé?

L’arte ha la capacità di perfezionare la mente e la sensibilità. L’arte ci aiuta a dare testimonianza di chi siamo, di affermare come siamo attraverso tutta la produzione di un’opera partendo da un’idea in testa che piano piano prende forma. L’arte arriva dove non arrivano le parole. Riusciamo, grazie ad essa, a esternare il nostro “io” più profondo, quasi inconsapevolmente, le nostre mani e i nostri occhi cercano e trovano i giusti colori e le giuste forme e involontariamente anche nel nostro subconscio è come se tutto ritrovasse il giusto posto.





In che modo il processo creativo permette di entrare in contatto con il proprio mondo interiore, con le proprie emozioni?

Il momento creativo è un processo dove concorrono esperienze emotive, immagini inconsce, scelte coscienti e struttura logica. È un’emozione che viene alla luce. È una dinamica in cui la relazione tra corpo e anima crea lo spazio per la relazione terapeutica. Il tempo che si prende per stare solo con noi stessi ci aiuta a ritrovarci, ci pemette di restare da soli con i nostri pensieri, con le nostre emozioni e con le nostre paure. Si fa un percorso a ritroso, si ascoltano i pensieri fino a sentirli scivolare sotto le nostre dita, ci si libera di tutti quelle costrizioni che il mondo moderno ci infligge. Scaviamo dentro di noi per ritrovarci. Scopriremo che, opera dopo opera, siamo cambiati, siamo cresciuti, ci siamo ritrovati!


Tra le varie funzioni, è possibile includere l’educazione all’empatia e alla sensibilità?


L’empatia è sicuramente una sensibilità emotiva considerata fondamentale all’interno della comunicazione. Essere empatici significa poter partecipare con maggior coinvolgimento alla dinamiche che ci conducono alla crescita e al miglioramento di noi stessi, perchè imparando ad essere empatici e sensibili prima di tutto verso se stessi saremo in grado di accettare le esperienze di vita che vivremo senza inibizioni e senza la paura del giudizio e del controllo esse.

Sei una pittrice astrattista, riesci a entrare nell’intimo di coloro con cui ti relazione. La tua è una dote naturale sviluppata poi attraverso l’arte?


Astratto significa “non reale” ed è per questo che mi piace l’arte astratta perché non rappresenta la realtà come la conosciamo. Mi piace rappresentare ciò che non si vede ad occhio nudo, mi piace guardare oltre l’apparenza. Mi piace ascoltare e osservare, nei piccoli gesti, in uno sguardo assente, nel tremolio di una voce si nasconde la vera essenza delle persone. Io cerco quello in chiunque incontro. Io provo, con la mia arte, a rappresentare quello che c’è oltre l’aspetto. Mi piace che nelle mia opere il committente possa ritrovarsi e commuoversi, io provo a portare un pò di umanità e di sensibilità, io cerco di mostrare l’essenza.


Infine, sottolineando l’importanza di questo campo, in quanto strumento per entrare in contatto con noi stessi e con il mondo esterno, ringrazio Erika per il tempo concessomi.