Intervista di Alessio Musella a Vincenzo Lovino, editore conduttore TV e consulente comunicazione.

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Ci è giunta in redazione l’intervista di Musella Alessio a Vincenzo Lovino, editore, conduttore TV e consulente comunicazione.
La proponiamo ai lettori di Milano più Sociale.

Il tuo primo incontro con il giornalismo?
È iniziato tutto 5 anni fa, quando sono diventato editore per una testata online, nata come settimanale di cultura e attualità che poi, ha avuto un buon successo, con un bacino di oltre 70/80.000 letture al mese. La cosa bella è che questo magazine online esiste ancora ed ha un ottimo seguito.

Quando hai deciso, o meglio hai capito che sarebbe stato parte integrante della tua vita?
Dopo questa esperienza come editore è sorta in me la curiosità e la passione per il mondo dell’informazione.
Sono stato ospite di diversi Talk Show del Triveneto e poi, ospite fisso per uno di questi programmi per un’intera stagione. 
Queste esperienze hanno contribuito ad accendere in me la voglia di superarmi e di passare dalla parte della conduzione televisiva.
Nell’ottobre/novembre 2017 ho condotto la mia prima trasmissione nella sede della mia azienda adibita a studio televisivo . E da lì è stata un un’escalation continua di traguardi raggiunti con sempre maggiore impegno.
Faccio il conduttore da 3 anni esatti ma molte volte mi sento dire che è come se” lo facessi da sempre”. Questo credo che sia dovuto alla mia grande propositività e alla “naturalezza” che ho raggiunto nella gestione dei programmi televisivi.

 

 

 

 

 

 

Che formazione hai avuto?
Ho una laurea in Economia e Commercio con il massimo dei voti (mi sono laureato in 3 anni invece di 4 con il vecchio ordinamento). Sono stato manager di una multinazionale e poi ho lavorato come libero professionista nella consulenza aziendale.
Per otto anni ho avuto anche una società di Ricerca e Selezione del Personale e da questa bellissima esperienza è nato anche un mio libro.
Da 5 anni, mi occupo solo di comunicazione aziendale e faccio il branding manager oltre che il conduttore televisivo.

Per fare giornalismo televisivo, è necessario un talento naturale, o molto studio?
Entrambe le cose. Ci vuole molta empatia con gli ospiti, con cui instauro un rapporto informale e amichevole e di confronto. La cosa più difficile all’inzio è stato cercare di essere neutrale rispetto alle posizioni/opinioni degli ospiti quando ritenevo non dicessero una cosa giusta e talvolta intervenivo.
Ora ho imparato ad accettare le idee di tutti e questo mi arricchisce ogni giorno.Mi piace mettere a proprio agio le persone .Sono conscio che esiste un altro tipo di conduzione,magari più aggressiva o dichiaratamente di parte : ma non mi appartiene e me ne discosto.
Poi bisogna continuare a studiare e ad informarsi su quello che succede: leggo moltissimo infatti. Bisogna essere competenti e preparati e in questo mi aiutano molto le mie esperienze lavorative precedenti. E poi ho uno staff di collaboratori che mi aiuta a far funzionare le cose al meglio.
La preparazione di una diretta televisiva è un lavoro complesso e meticoloso che va organizzato al meglio e vanno curati tutti i dettagli. 
La nostra trasmissione poi, interagisce sempre con il pubblico da casa facendolo intervenire in diretta sui temi della trasmissione. Abbiamo anche spesso ospiti in collegamento Skype. 
Le cose devono funzionare in modo armonioso, non è semplice ma ogni volta è una grande soddisfazione.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Non ci sono aneddoti particolari. Per me ogni puntata è ricca di emozioni grazie all’interazione con gli ospiti e il pubblico da casa. Quindi la puntata finisce mi rilasso per un istante e mi dico “mi pare sia andata bene!”.

Che rapporto hai con i telespettatori?
Dialogico, li faccio intervenire con le loro domande da casa. 
Accolgo le idee di tutti e il pensiero di tutti.Mi piace che esista un confronto che è alla base dell’idea di conduzione che ho in mente e che cerco di realizzare. Talvolta sono costretto ad interrompere le telefonate perché gli ospiti da casa tenderebbero a dilungarsi,mi piacerebbe dare più spazio a tutti,ma la conduzione del programma ha i sui tempi che devono essere rispettati.

Come scegli la notizia a cui dare maggior risalto?
In base a quanto influisce sulla vita dei cittadini.
Mi piace dare spazio alla gente e voce ai loro diritti. Il mio programma,attraverso le tante interviste che facciamo raccoglie più testimonianze possibili,per evidenziare il più possibile problemi di carattere economico e sociale.

Cosa manca oggi al giornalismo d inchiesta?
Esistono due tipi di giornalismo.
Un giornalismo che posso definire stanco, senza anima e asservito alle logiche di potere ma anche,un giornalismo di cui sento di far parte, che combatte e si espone in modo franco con il suo pubblico.  Questo giornalismo corre il rischio di “dare fastidio” ma è quello vero. E’ quello che sento dentro. 

Come hai deciso di creare il format televisivo che conduci ?
Per quello che riguarda la trasmissione il format è già esistente ed è quello del Talk show che cerco di personalizzare con il mio stile : mi piace ad esempio dare la possibilità a tutti di dire la propria opinione.
Seguo anche altre rubriche che spaziano dal mondo del food a salute e medicina. Con il mio staff facciamo numerose interviste ad esponenti politici e imprenditori,seguiamo manifestazioni e congressi.
Siamo sempre sul pezzo di ciò che è attuale e riguarda il nostro territorio.
Le cose da fare sono tante e mi  impegnano a 360°, su più fronti. La preparazione, l’organizzazione e l’impegno fanno la differenza per un buon risultato che, ad oggi, da riscontri molto positivi.

È più facile gestire un talk con imprenditori o con politici?
C’è una sostanziale differenza. I politici sono abituati a stare sotto i riflettori ed a parlare. Per gli imprenditori, che non sono abituati a far sentire la propria voce, è più faticoso esporsi a livello mediatico.
Alla fine di ogni puntata io ho sempre l’abitudine di ringraziare i miei ospiti per il loro contributo e i telespettatori per averci seguito, nessuno escluso. Mi piace pensare di essere una grande famiglia.

In conclusione ringrazio Vincenzo per l’attenzione accordataci.
Musella Alessio.