Il Narcisismo Patologico.

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Parliamo oggi di narcisismo patologico, argomento sulla quale occorre fare maggiore chiarezza.
Cerchiamo di capire semplicisticamente di cosa si tratta.
In primo luogo ci troviamo di fronte a un disturbo della personalità.
Alla base il forte attaccamento a relazioni genitoriali che ne influenzano i futuri comportamenti con cui il figlio stabilirà i propri rapporti nel corso della vita.
Spiritoso, affascinante, seduttivo e sensibile, allo stesso tempo però non sempre è adeguato a ciò che accade, si dimostra di conseguenza depresso e manchevole.
Chi più subisce questa personalità difficile e complessa è la donna.
Generalmente sono uomini “eccezionali”, ma estremamente difficoltosi, in grado di fare molto male, con il rischio di rendere il sesso femminile debole. In sintesi: sfiancano e logorano

Nel corso di rapporti di coppia, vengono messe in atto veri e propri tormenti psicologici.
Come si comporta un narcisista? Segue atteggiamenti smaglianti e liberi in pubblico, ma rivendicativi nella sfera privata.
C’è da dire che molto spesso, le coppie, con meccanismi diversi plasmano dinamiche evidentemente dolorose.
Anche le donne sono narcisiste ed egocentriche, il narcisismo in questo caso si diversifica a causa di un diverso trattamento di natura familiare, apprendendo l’arte di amare e amarsi. Si sgretola in tal modo il sé ideale da come sono realmente.
Per gli uomini, rispetto alle donne , lavoro, successo sono strettamente legati alla soddisfazione personale; questo è il motivo per cui gli uomini si trovano nella condizione di non riconoscere la loro problematica nell’ambito di relazioni significative. La donna è di contro addolcita dalla necessità di affetto, e nei rapporti tendono al raffronto e non alle conferme; riescono a smussare loro peculiarità in quanto più attente a storie sentimentali e indigenti nei confronnti di queste ultime.
La letteratura scientifica parla dell’uomo narcisista nei loro attimi “buoni”: capacità di bastare a se stesso, superiorità, unicità.

 

Dal punto di vista emotivo è caratterizzato da: freddezza, euforia, distacco, sensazione di forza.
Avverte il corpo forte, vitale, ma non presta attenzione a sensazioni somatiche.
Queste sono le motivazioni per cui attraggono e conquistano.
La voglia di piacere è paragonabile a una droga: “Devo piacere, dare piacere, sentirmi speciale e unico perché faccio sentire l’altro speciale e unico”. Prosegue: “Ho bisogno di qualcuno che mi gratifichi costantemente”.
Il valore, per il narcisista significa anche avere una o più di donne, conquistarne tante, sentirsi catturati in relazioni in cui vengono ammirati e gratificati.
Come già detto la loro personalità è complessa e a volte poco integrata; fanno emergere la loro debolezza per mezzo della depressione, cattivo umore e costante richiesta di conferme.
Possiedono un IO di grandezza, ma mostrano insicurezza emotiva, caratterizzata da una vita sentimentale fondata sulla difensiva, in costante pericolo.
È possibile differenziare sottotipi di narcisismo a seconda della tendenza alla grandezza o alla depressione.
Grandiosi integrati, in cui integrano i loro bisogni e le loro particolarità narcisiste in maniera equilibrata al contesto.
La grandiosità avviene in ogni occasione: si adattano a quanto li circonda a condizione di essere approvati in toto.
Curano il loro percorso intellettuale , il proprio stato professionale, il proprio carisma e interessi.Competono con chiunque dal punto di vista personale e professionale, in modo diretto a seconda che siano introversi o estroversi.
Gli introversi non mostrano in modo esplicito le loro capacità; si esonerano da inutili polemiche.
Entrambi si mettono in gioco sulla vita di coppia e non su se stessi; cercano infatti di far sì che la relazione diventi il loro capolavoro.
Distruttivi Delusivi,  problematici e insicuri: passano dalla grandiosità e stati di svalutazioni di sé e del mondo e reputano tali oscillazioni una colpa.
Non si trovano in linea con il piacere di vivere, donano poco di sé e non sentono la sofferenza, a livello affettivo mettono continuamente alla prova le persone che gli ruotano intorno.
Caratterialmente sono autodistruttivi e pessimisti, convinti di non essere amati, sono potenti nella sfera lavorativa.
Per ambo le tipologie di narcisi, esiste una sorta di indipendenza affettiva ovvero, possiedono capacità di condivisione, di rendersi sensibili ai problemi altrui, ma tutto ciò è conforme alla necessità di garantire attenzione su di sé.
Le dinamiche dipendono dalle storie personali: quanto sono stati amati da bambini e da quanto è forte il pensiero e la stima che hanno di se stessi.
La personalità narcisista fa leva sulla sofferenza come fosse uno specchio, una modalità di percepirsi; la sofferenza si tramuta in uno stato d’animo ineluttabile quando temono che la tranquillità addormenti la mente.
Hanno paura dell’amore: “Ti odio perché ti amo, mi sento invaso”. Non si mettono mai in discussione nel rapporto che vivono e non aprono il loro cuore: “È colpa tua”.
Veniamo al discorso “critiche”.
Il narcisista strumentalizza la critica per non avvicinarsi all’altro, tradotto: ti sto mettendo alla prova.
Questo avviene quando il soggetto è terrorizzato dal potere che una donna potrebbe avere su di lui. Un rapporto con una donna, significa che quest’ultima è parte di sé, con la possibilità che lei possa aggredirlo nel momento in cui lo sente troppo forte.
Le critiche diventano di conseguenza un modo per distanziarsi dalla relazione. Tra gli strumenti in uso, la gelosia e accuse prive di fondamenta.
Disgusto e dannosità sono mezzi per allontanare l’altro, per potersene andare. Sicuramente il narcisista evita la donna forte, autonoma e indipendente.
Quali tipologie di donne si avvicinano a un narcisista patologico?

In linea di massima sono donne belle e allegre, attratte da un uomo intelligente, seducente: il tipico sensuale corteggiatore.
Sono donne che si riflettono in un uomo scintillante che le porta a splendere di una luce propria.
Ambedue si scelgono istintivamente, riconoscendo inconsapevolmente uno o più punti in comune: padre narciso poco attento alle figlie, padre che tradisce la madre, paura di una relazione definitiva e infine il proprio narcisismo.
Le donne che si affiancano a un narciso sono soggette a profonda sofferenza derivanti dal fatto che non riescono a fidarsi della relazione vissuta: di ciò in alcuni casi sono consapevoli, in altri no.
L’uomo vuole che la loro donna lo desideri intensamente , vuole sentirsi il centro della sua vita. La nascita di un figlio, impegni lavorativi, divengono ragione per non sentirsi amati abbastanza.
In conclusione si consiglia a queste donne di imparare a tenere uno spazio tutto per sé, uno spazio non condiviso con l’altro.
Cercate di non subire cattiverie e colpevolizzazioni, allontanatevi mentalmente da lui, non dategli modo di mettervi in discussione e abbassare la vostra autostima.
Il vostro valore non deve assolutamente cadere nelle mani del narciso.

Fonte Bibliografica: Ho sposato un narciso, Umberta Telfener