Storia di Esther, con intervento di Susana Mamani, conduttrice Radio Voz Latina En Roma.

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Quella che sto per narrare è la storia di una bambina boliviana, il cui destino è comune a tanti altri bambini.
Esther, nove anni, stuprata e uccisa:  il corpicino è stato in seguito gettato in mezzo a una strada.
A riconoscere il volto dell’omicida un’amichetta di Esther.
La piccola incarna la squallida realtà vissuta da tanti altri bambini / bambine ai quali non viene concessa la possibilità di vivere la loro infanzia, giocare, studiare, crescere e formarsi, un’infanzia strappata ancora prima di essere effettivamente vissuta.
Figlia di una madre single e maggiore di due fratelli, Esther, per contribuire all’economia familiare aiutava la madre al mercato.
Il giorno dopo l’omicidio di Esther, la stessa sorte è in parte toccata a una quattordicenne che, recandosi sul luogo di lavoro  è stata avvicinata da un quarantenne e stuprata.

Data la povertà in cui versa buona parte della popolazione, difendersi per via legale risulta  estremamente difficile.
In seguito alla morte di Esther vi è stata una forte presa di posizione da parte di Jeanin Áñez  autoproclamatasi garante Istituzionale della Bolivia fino a nuove elezioni, successivamente alla fuga di Evo Morales e in assenza di altri pretendenti,  la quale ha assicurato che il reo di tale barbarie sconterà il massimo della pena prevista.
Ci troviamo difronte ad una Bolivia politicamente fragile, in cui  violenza, corruzione e minacce risultano essere di ordinaria amministrazione.
Tornando alla madre di Esther, contattata e assistita da un’avvocatessa,  il giorno del funerale della bimba è stata minacciata, al fine di non portare avanti la denuncia. Al momento, si trova in condizioni psicologiche (per quanto seguita da uno specialista) critiche: ha dovuto lasciare casa a seguito di indagini in corso e, non potendosi permettere un nuova abitazione in cui vivere è stata ospitata da una donna del luogo.
In entrambi i casi, a consegnare i colpevoli alla giustizia sono stati gli stessi abitanti.
Molto spesso, queste madri single sono state a loro volta vittime di violenza e, nella maggior parte dei casi manca loro supporto economico per far fronte a spese legali.
La richiesta di giustizia ha invaso tutto il Paese.
Dalla storia di Esther emerge un ulteriore elemento sconvolgente: minorenni costretti a lavorare.
Susana Mamani, conduttrice Radio Voz Latina En Roma e fondatrice de “Associazione La casa Boliviana”, nel corso di una lunga conversazione telefonica mi racconta: “Episodi di violenza esercitate su donne e bambini  avvengono quotidianamente, nel mio Paese. Non esistono dei veri e propri strumenti di prevenzione a tali gesti. Quando si toccano i bambini, si va oltre un problema di natura culturale, ci troviamo difronte a una vera e propria malattia. Spesso chi subisce violenza, viene indotto tramite gli strumenti di paura e minacce a non denunciare il fatto. Di cosa dobbiamo vergognarci? Di essere vittime? Inoltre, pagare un legale è molto costoso. Il mio Paese è stanco, la morte di Esther però non è stata vana: ha aperto uno spiraglio di luce, non solo a livello Istituzionale, ma anche nella coscienza di ognuno di noi, tanto che a consegnare alla giustizia l’assassino (tra l’altro con precedenti penali) è stato il popolo. Ciò non toglie che non possiamo farci giustizia da soli. In questo momento la pandemia, non solo ha messo in ginocchio un Paese già economicamente debole, ma ha visto aumentare casi di violenza domestica”.

Susana Mamani, conduttrice Radio Voz Latina en Roma e Fondatrice ” La Casa Boliviana”

Dopo aver letto la storia di Esther ho voluto contattare direttamente Susana e sotto la sua guida fare giungere Esther in Italia. Si tratta di realtà che bene o male tutti conosciamo, non stiamo scoprendo l’acqua calda, se ne parla ancora poco, ma è necessario continuare a parlarne maggiormente.
Certo, non  saremo io e Susana a cambiare il mondo, ma siamo certe che stiamo ponendo un piccolo tassello, e forse, un giorno, le falle di un sistema socio/politico saranno colmate.
Ricordiamo che più un Paese è povero e in mano alla corruzione, più è terreno fertile per la violazione dei diritti dell’infanzia.
Ringrazio Susana Mamani  non solo per la sua testimonianza, ma anche per il suo incessante lavoro a difesa di donne e bambini.

Staff Radio Voz Latina En Roma

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