Volti Sfregiati. Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

0
167

NellaGiornata internazionale contro la violenza sulle donne”, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il giorno 25 Novembre tramite la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999,celebrata in Italia a partire dal 2005 da alcuni centri antiviolenza e casa delle donne attravero iniziative culturali, sganciandomi da quanto solitamente si scrive, oggi voglio raccontare storie di donne aggredite da familiari, compagni e mariti con l’acido; questo  fenomeno definito “vitriolage”, ha lo  scopo è gettare sostanze corrosive sul corpo di una persona per sfigurarla, torturala, mutilarla o ucciderla.
Secondo stime portate avanti dai ricercatori per i diritti umani i paesi in cui questa pratica è maggiormente in voga sono:
Bangladesh, Cambogia, India, Packistan, Vietnam, Cina, Kenia, Sud Africa. Etiopia Afghanistan e Iran.
Il fenomeno si sta sviluppando fortemente anche in Italia e Gran Bretagna.
Lo scopo è quello di colpire viso, palpebre e labbra che possono essere completamente distrutte. Orecchie e naso notevolmente menomate.
Le conseguenze psicofisifiche sono atroci: innanzi tutto viene a cadere l’autostima,  il corpo è il primo mezzo con cui ci relazioniamo a terzi , non solo dal punto di vista professionale, ma anche sentimentale;è lo strumento attraverso cui attraiamo il sesso opposto .Il tasso di sopravvivenza è alto, ma la donna è costretta a sottoporsi a innumerevoli interventi chirurgici, associati a problematiche di natura psicologica, di cui pocanzi ho accennato. Può essere considerata vita?
Le ossa del cranio vengono distrutte, deformate e non è esclusa la perdita totale di capelli.
La cartilagine dell’orecchio è devastata e in alcuni casi porta la sordità.
La bocca è deformata e perde le proprietà di movimento.
Difficoltà respiratorie.
Le cicatrici prendono il via dal mento per giungere fino alla bassa del collo.
Gessica Notaro, Reshma Qureshi , Lucia Annibali , Domenica Foti, Katie Piper, Maria Chiara Tonelli, sono solo alcuni dei nomi che hanno attraversato questo iter.
Il 23 febbraio del 2003 Laura Cainelli viene sfigurata da una sconosciuto che le lancia addosso dell’acido.
Mariti, fidanzati, ex fidanzati sono sempre rei di questi reati. Motivo: o mia o di nessun altro. Possiamo dfefinire ciò amore? Amore sì, ma malato.
A parità di condizioni però, e per non far passare sempre e solo la donna vittima, voglio segnalare casi in cui aggressore è un soggetto femminile.
William Pezzull
o il 12 settembre del 2012 viene sfigurato dalla sua ex fidanzata aiutata da un complice. L’uomo lancia la sua denuncia, che da donna sento di condividere in pieno : “L’uomo è molto meno considerato, quando è vittima di un attacco con L’acido. Se capita a una donna, l’attenzione mediatica è diversa”.
Maggio 2019, a Legnano un trentenne, Giuseppe Morgante,  
il quale, dopo essere stato minacciato di morte da Sara Antonella Del Maestro sua ex fidanzata, la quale non aveva accettato la fine della loro storia, viene aggredito con un bicchiere di acido da quest’ultima. L’uomo è rimasto gravemente ferito a viso e torace, con il rischio di perdere un occhio. Ovviamente di questo giovane non si parla più.
Da non dimenticare la storia di Pietro Barbini, la cui acidificatrice è stata più volte citata dalla stampa come “sventurata mamma” allontanata dai suoi bambini. Da donna, condanno e non giustifico un così efferato gesto, così come è condannabile e punibile nella situazione opposta.


Negli ultimi 4 anni, in Europa, si è assistito ad un aumento del 120% degli attacchi con acido. A Londra tra il 2011 e il 2016 le aggressioni sono state 1500, 431 solo nell’ultimo anno con un aumento del 250% rispetto al precedente.
A Manor Park, Londra, due uomini di 32 anni sono stati presi di mira da una gang che ha spruzzato su di loro un prodotto chimico utilizzato per pulire e disostruire gli scarichi. Uno dei due se l’è cavata con alcune ferite medicate in ospedale, mentre l’altro, centrato in pieno dal liquido e ricoverato in condizioni gravissime in un ospedale specializzato di Brighton, è finito in coma: i medici sono estremamente preoccupati e non credono abbia molte possibilità di sopravvivere.
Questo discorso che risulterà provocatorio, è da parte mia ben bilanciato: evitiamo di cadere in dismisure e  e non dimentichiamoci che tanto uomini, quanto donne siamo oggetti a qualunque tipo di violenza.
Inviterei cortesemente la carta stampata a trattare entrambi i casi con equità.
Se posso aggiungere, il maschio  è forte  nel fare violenza fisica, ma la donna, certo, non scherza, quando si tratta di violenza psicologica, facendo leva sulla presenza di minori nell’ambito di una separazione.
Torniamo all’equilibrio, alla seria valutazione, al dialogo e a una sana civiltà.
A vostra interpretazione, cito Alessandro Bergonzoni: :
“Sono per la chirurgia etica, bisogna rifarsi il senno”Passo e chiudo.