Nahui Olìn

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Pittrice e poetessa di origini messicane. Con i suoi occhi verde smeraldo fu la più bella donna che Città del Messico regalò al mondo.


“Mi sono terrorizzata dal tanto pensare e non ho potuto impedirlo – allora mi sono vista vista con un dominio mai conquistato prima… Amore – hai colmato alcune ore- amore, le ore della vita – gioventù. Dolore – soltanto tu resterai con la mia vita finché non rimarrà che il mio cadavere”.

Chi è stata Nahui Olìn?
Pittrice e poetessa di origini messicane. Con i suoi occhi verde smeraldo fu la più bella donna che Città del Messico regalò al mondo.
Nella vita non si arrese mai : toccò la  follia, ma prima di cadere nel buio del dimenticatoio lasciò dietro di sé fuoco,, intelligenza e  tormentata vitalità. Dai diari di Dr Atl: “ La vita mi ha dato due vulcani: Il Paricutin e Nahui”.
Musa ispiratrice dei più grandi maestri: Edward Weston, Diego Rivera e Antonio Garduño.
Durante il suo soggiorno a Parigi ebbe modo di relazionarsi con Picasso, Man Ray e Matisse.
Furono gli anni della rivoluzione di Zapata e Pancho Villa,  nei quali , artisti e intellettuali riuscirono a spronare i capisaldi di un sistema politico/ culturale in nome di popolo, libertà e giustizia sociale.
Nahui è il nome d’arte affibbiatole da Gerardo Murillo, artista e vulcanologo noto al mondo come Dr Atl.
Secondo il calendario azteco : “ Questa è la data che indica il movimento rinnovatore dei cieli del cosmo. Nahui Olìn. Il moto perpetuo. L’energia che irradia luce, riacquista vita, la diffonde intorno a sé.
Nahui Olìn il Quarto Movimento. Il potere del sole di muovere l’insieme del suo sistema, gli astri e ogni forma di vita e di morte. Nahui Olìn irrompe nel cosmo nel momento che segna la distruzione del Quinto Sole. E dopo Nahui Olìn verranno cinque anni di oscurità, prima che possa risorgere la luce del Nuovo Sole”.
Da quel preciso istante non si voltò ad alcuna voce che osasse chiamarla in altro modo. Carmen Mondragòn, figlia del generale Manuel Mondragòn, l’uomo che all’alba del 9 febbraio 1913, sostenne e organizzò il Colpo di Stato che vide la caduta della presidenza Madero ed ebbe come conseguenza l’instaurarsi della dittatura Victoriano Huerta.
Fu una figura molto complessa.
La madre, donna arida ed eccessivamente religiosa, impartì a Carmen rigidi precetti, i quali resero la ragazza prigioniera. Per acquistare autonomia, si lanciò nella lettura di autori europei quali Voltaire, Rosseau e Nietzsche.
Secondo il poeta Homero Ardjis, il rapporto che fin dall’infanzia la legò al padre andò ben oltre il semplice rapporto padre/figlia: “ Rimasi sconvolto del modo in cui mi parlava di suo padre. C’era qualcosa di morbosamente incestuoso che mi turbò profondamente”.
Con Carmen, il duro generale si trovò sempre in stato di fallimento, ogni ferreo  principio educativo ne veniva travolto. A soli dieci anni, quella bambina, risultò eccessivamente sviluppata, altamente seduttiva, portatrice di sensualità ed erotismo; Manuel recepì questi attributi che, d’altronde, non visse neanche con la propria moglie.
A dodici anni  il suo sguardo penetrante  comunicava un profondo malessere.
Fragile, alla costante ricerca d’amore fino a trafiggersi , riuscì ad evolversi: seguì passioni ed  istinti, visse calde ed intense emozioni, divenne infine emblema della rivoluzione sessuale di quei tempi. Fortemente amò e sfidò le convenzioni. Scrisse di sé: “ Mi sono lasciata ritrarre nuda perché avevo un corpo così bello che non avrei mai potuto negare all’umanità il diritto di contemplare quest’opera”.
Sposa Manuel Rodriguez Lozano, cadetto del Collegio Militare, bello ma bisessuale.
Si aggrappò a quest’uomo per staccarsi dalla figura paterna.
“ Volevo andarmene da quella casa, e soprattutto volevo rotolarmi nel letto con quel ragazzo bello, brillante, dal fisico perfetto, che prometteva ardore e godimento. Per lasciare Manuel mio padre, sposavo Manuel, quel signorino meschino e imbelle. Mi piaceva, sì, e mi illudevo che con lui avrei finalmente provato quello tutti chiamavano amore”.
Amore e passione non rientravano ancora nel vocabolario della giovane.
“ Neanche quella volta avevo provato nulla. Pochi minuti di agitazione e Manuel era fuori dal letto, a bersi una coppa di champagne e a fumarsi una delle sue sigarette mentolate, indifferente a me e a tutto come sempre “.
Il matrimonio finì, lasciando  alle spalle estraneità di coppia, sofferenza e un mistero mai risolto: Nahui da quest’unione generò un figlio che  morì poco dopo in circostanze mai realmente chiarite. Manuel Rodrigez Lozano sostenne che Carmen lo avrebbe ucciso, soffocandolo volontariamente per odio nei suoi confronti.
Qualcuno affermò che il fattore scatenante furono le attenzioni che quest’ultimo rivolgeva ad altri uomini. Si parlò anche di una forte discussione sorta tra i due.
Nelle parole della donna una sola certezza: “Il mio passerotto è volato dal nido. L’ho visto rotolare sui gradini, ho sentito quel rumore sordo, come di un frutto acerbo che cade sulla terra battuta. Non ricordo niente, non voglio ricordare, non voglio ricordare quegli occhietti spenti, quel faccino esangue. Non può essere accaduto. Non posso essere stata io. Io non ho ucciso il mio bambino. Ricordo il letto, il cuscino di raso, il lenzuolo ricamato…era ancora buio”.
In seguito i Mondragon ritornarono in patria: da Parigi a Tacubaya.
Qui , l’incontro con Dr Atl e la chiusura definitiva con il marito. Storia d’amore, odio, passione, sesso che sfociò anche in violenza fisica.
Nei suoi diari scrisse : “ La forza che mi tiene inchiodata a te è superiore a qualsiasi altra – e ti amo pur odiandoti – perchè l’amore è contraddizione, l’ amore è assurdo”.
Nel corso di uno sfogo le parole di Dr Atl furono: “ Ti odio perché odio essere succube della sua bellezza. Ti odio perché odio essere innamorato al punto da perdere il lume della ragione. Ti odio perché odio provare la sensazione di inquietudine quando non ti ho davanti, ti odio perché non l’avevo mai avvertita prima ed ero certo che non sarebbe mai accaduto. Non ho mai amato nessuna quanto odio te. Strega, demonio devo liberarmi del tuo incantesimo “.
Troncata la relazione con l’uomo, Carmen si mise alla prova come donna indipendente. Affittò un piccolo appartamento nel quale organizzò le sue prime esposizioni, includendovi scatti che la ritraevano nuda.Ciò fece scalpore.
Arrivò  il vero amore. Inaspettatamente, nella sua vita entrò Eugenio Agacino. Ecco, la tipologia di uomo differente dai precedenti amanti: amore intenso, insieme di passione e dolcezza mai conosciuti. Egli riuscì a controllarne con delicatezza sbalzi d’umore e guarirne dolori; morì precocemente cinque anni dopo per aver ingerito ostriche avariate.
Nahui cadde in stato di disperazione, depressione e pazzia. Vagò mesi assorta e assente per la banchina di Veracruz nella speranza di veder sbarcare, ancora una volta, il suo unico e grande amore.
Tornò a Città del Messico per mezzo dell’intervento di conoscenti .
In quel periodo, alcuni librai che si confrontarono con lei su poesia e letteratura ne elogiarono brillantezza e intelligenza.
“ Voglio morire/ è necessario scomparire/quando non si riesce a respirare/né a dispiegare le ali ”.
Non morì di morte naturale, ma si lasciò morire quando si rese conto di avere donato alla vita quanto nelle sue potenzialità fu in grado di donare.
Solo la “pazzia” riuscì a sconfiggerla.
Gli storici dell’arte classificarono il suo stile come naif, salvo poi, passare ad altra corrente : il superrealismo.
Nel corso del tempo subì molto l’influenza di Luis Serrano e dello stesso Dr Atl.  L’arte figurativa della Olìn ruotò intorno al mondo dei suoi amanti, degli incontri che la sfiorarono, dei suoi gatti e della sua tormentata infanzia.
Donna ribelle, irrefrenabile e ingestibile  fu una delle prorompenti figure femminili targate Messico insieme a Tina Modotti, Frida Kahlo, Nellie Campobello e Maria Cortesa.

Fonte Bibliografica: Nahui, Pino Cacucci