CHE GOVERNO SARA’?

0
76

Perplessità, dubbi comuni a molte persone che si interrogano su chi abbiamo votato come nostri rappresentanti… litigi, consultazioni ma come è possibile non avere ancora un governo…!

A distanza di due mesi dalle elezioni politiche non abbiamo ancora un governo, grazie soprattutto ai veti e ai diktat di Di Maio. Anche presentare un programma alternativo a quello offerto per acchiappare voti durante le politiche non è stata una buona mossa.

Il Movimento 5 stelle si sta rivelando per quello che ho sempre sospettato sia: un contenitore politico creato dalle élite per veicolare il dissenso di massa e incanalare il malcontento in modo da continuare a tutelare i loro interessi.

Penso sia stata una grande delusione per gli elettori del movimento vedere Di Maio fare una giravolta a 360 gradi e appiattirsi sui desideri della Merkel, di Macron, dei mercati, della Nato, degli interessi atlantisti e di chi a Bruxelles chiede all’Italia un “garante” che continui la politica mercantistica, pro euro e atlantica  anche nel futuro governo. Naturalmente a discapito degli interessi e della volontà degli italiani.

Nei giorni scorsi son

o tornati ad occuparsi dell’Italia anche organizzazioni sovranazionali come l’Ocse e il Fondo monetario internazionale suggerendo le solite ricette economiche volutamente sbagliate.

Sono sempre le stesse fallimentari ricette: aumentare le tasse sul risparmio, sulla casa, sui consumi per alleggerire quelle sul lavoro. Le stesse imposteci dal governo Monti. I risultati sono evidenti e non sono certo positivi. E’ aumentata solo la povertà.

Infatti se a fronte di una riduzione delle tasse sul lavoro aumentassero l’Iva e ci fossero tasse aggiuntive sulla casa e sui risparmi, cosa faremmo? Per far quadrare il bilancio familiare compreremmo prodotti che costano poco e che vengono in buona parte prodotti all’estero, perciò i nostri soldi finirebbero comunque all’estero. Come le rimesse degli immigrati che guadagnano qui ma mandano i soldi risparmiati nei loro paesi.

Tutto questo contribuisce a decapitalizzare l’Italia andando incontro alla recessione indotta dal calo degli investimenti e della domanda interna. L’Italia s’impoverirebbe ancora di più. Diventerebbe un serbatoio di manodopera mal pagata (alimentata anche dalla massiccia immigrazione) a disposizione della grande industria straniera.

Un paese schiavo del debito pubblico e privato gestito da una classe politica alleata con gli interessi stranieri e che trae il massimo consenso promettendo assistenzialismo nelle aree meno produttive del paese.

Per tutto questo il Fondo monetaria auspicherebbe un governo Pd-Cinquestelle. Un governo che aumenterebbe la già elevatissima tassazione e ubbidirebbe ai voleri dell’Europa e dei mercati.

Fortunatamente per noi sembra che queste due forze politiche non riescano a trovare un accordo. Inoltre le elezioni regionali in Molise e in Friuli Venezia Giulia con un netto successo del centrodestra e una sonora sconfitta dei cinquestelle, hanno allontanato il desiderio di Di Maio di conquistare la poltrona di primo ministro.

E’ un chiaro segnale che è venuto dalle urne e che non deve essere sottovalutato.

Io, comunque, non mi sento tranquilla e temo che la difficoltà dei partiti di trovare un accordo spianerà la strada a Mattarella per imbastire un governo del Presidente. Ossia un governo amministrativo di breve durata con programmi e obiettivi limitati scelto dal capo dello stato. Sarà Mattarella, uomo del Pd, al di sopra delle parti come richiederebbe il suo ruolo?

Temo che le speranze e i desideri degli italiani andranno ancora una volta delusi.

SHARE
Previous articleDIEGO GAMBINI
Next articlei Palazzi Nobili di Milano
Beolchi Daniela
Dopo aver lavorato tanti anni al Corriere della Sera ora sono felicemente in pensione e posso dedicarmi a ciò che mi interessa e che amo: gli animali, la natura, l’arte e la storia. Sono convinta che se gli uomini traessero insegnamento da uno studio attento della storia eviterebbero di ricadere sempre negli stessi errori alimentati dalla sete di potere e di ambizione di pochi che rovinano la vita di molti.

LEAVE A REPLY