#AssociazioneCAFnonsipuòfermare.

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NONOSTANTE LE GRANDI DIFFICOLTÀ CHE STANNO METTENDO A DURA PROVA IL TERZO SETTORE LA VITA ALL’INTERNO DELLE COMUNITÀ DELL’ASSOCIAZIONE CAF DEVE ANDARE AVANTI.

Educatori, pedagogisti, psicologi e ausiliari continuano a svolgere il proprio lavoro giorno e notte, con passione e dedizione per garantire a tutti i minori ospiti le giuste cure e l’adeguata protezione che il momento contingente richiede.


Chiara Fiaschi, Portavoce del Forum Terzo settore ha già lanciato l’allarme: “Tutto il sistema del welfare nazionale si basa su due pilastri, da una parte il pubblico, dall’altra l’energia sussidiaria del Terzo Settore, indispensabile e urgente mettere in sicurezza e continuità l’opera di milioni di volontari, operatori e organizzazioni del Terzo settore Italiano”.

Anche nelle Comunità residenziali dell’Associazione CAF, la vita è decisamente cambiata: ci sono infatti 45 minori che, per l’emergenza sanitaria, non possono uscire dalle strutture, né avere contatti con l’esterno, perché un contagio all’interno delle stesse sarebbe davvero difficile da controllare.

Questo comporta una serie di misure straordinarie che l’Associazione CAF ha gestito fin da subito e che continua a monitorare affinchè tutto possa svolgersi senza ulteriori difficoltà: un maggior numero di educatori durante la giornata per coprire le ore in cui i bambini e i ragazzi avrebbero dovuto essere a scuola (generalmente la mattina in ogni Comunità è prevista la presenza di 1 educatore mentre ora devono essere in 3), la necessità di fare turni di lavoro molto più lunghi per non lasciare momenti scoperti, il numero dei pasti è raddoppiato, ultimi ma non meno importati gli aspetti legati alla pulizia delle strutture che richiedono una frequenza decisamente maggiore considerando anche il numero di persone presenti in Comunità 24 ore al giorno.

Dei 24 educatori presenti H24 con turni ad oggi di 8-10 ore, 8 sono stati costretti a fermarsi.
I 45 minori hanno dovuto interrompere le visite con le famiglie d’origine. Sospesa l’attività del Centro Diurno Teen Lab, che accoglieva 29 ragazzi tra i 12 e i 18 anni e il servizio domiciliare Diventare Genitori attraverso l’Home Visiting che segue 12 nuclei familiari con neonati tra 0 e 18 mesi; interrotto un affido in fase iniziale, mentre i 14 già avviati proseguono seguiti a distanza dalle nostre operatrici e senza la possibilità di effettuare gli incontri parentali previsti dal progetto d’affido. 54 i preziosissimi volontari di Comunità la cui attività di supporto con e per i minori è stata sospesa per contenere il rischio di contagio.
Solo nel primo semestre dell’anno, si stima una perdita del 70% delle entrate legate alle attività di raccolta fondi.

Nonostante le difficoltà e le cautele che la situazione ci impone, l’Associazione CAF non si può fermare!afferma Luisa Pavia, AD Associazione CAF OnlusLa ragione è semplice: abbiamo 45 minori (suddivisi su 5 comunità residenziali tra i 3 e i 18 anni e 1 alloggio per l’autonomia di 2 neo-maggiorenni) di cui non possiamo non occuparci H24, perché non c’è nessun altro che se ne occuperebbe al posto nostro.
In Comunità le attività di cura dei bambini e dei ragazzi devono andare avanti ad ogni costo. Gli educatori, chiamati a sostenere lunghi turni, con tutti i minori in struttura e con l’impossibilità di farli uscire o di attingere alle normali attività di svago offerte dal territorio, sono davvero messi a dura prova, ma non mollano. In questi giorni difficili sono loro i nostri Eroi!

Paola Gobbi, Pedagogista delle Comunità Residenziali 3-12 anni dell’Associazione CAF di Milano, testimonia la situazione difficile e le problematiche che ogni giorno ci si trova a dovere affrontare.

Lavoro nelle Comunità di accoglienza per minori vittime di maltrattamenti gestite dall’Associazione e vorrei far presente anche la nostra di situazione – dichiara Paola Gobbi. Da due settimane i bambini ovviamente non possono uscire per andare a scuola, non possono fare gli incontri con le famiglie, non possono fare la psicoterapia di cui tanto hanno bisogno, non possono andare a scaricare le loro tensioni a nuoto o a calcio. Gli educatori sono sempre più affaticati: devono fare turni molto lunghi e pesanti per prendersi cura di loro H24. Non possono di certo fare smart working e sono in prima linea per cercare di alleviare il peso di queste giornate che per i nostri bambini sono – ancor più del solito – piene di angoscia. 
Le strutture come la nostra non possono chiudere, perché i bambini non possono tornare a casa e non hanno altro posto dove stare. Non siamo certo medici, ma anche noi educatori, psicologi, operatori sociali non possiamo fermarci. Siamo operatvi tutti i giorni per cercare di garantire le cure e la protezione necessarie ai nostri utenti, oggi più che mai sfidando le avversità, la stanchezza, la paura e i rischi legati a questa epidemia.
Alcune persone si lamentano perché non possono fare l’aperitivo o andare al cinema.
A queste persone vorrei dire soltanto una cosa: voi che potete, per il bene di noi tutti, state a casa!”

L’Associazione CAF è una Onlus che dal 1979 accoglie e cura in maniera specifica e professionale bambini e ragazzi allontanati dal proprio nucleo familiare a causa di abusi e gravi maltrattamenti, con l’obiettivo di spezzare la catena che troppo spesso trasforma i minori vittime di violenza in adulti violenti o trascuranti. Nel tempo, accanto al lavoro con i minori e in risposta ai bisogni del territorio, l’Associazione ha sviluppato anche servizi specifici di prevenzione dell’abuso e del maltrattamento infantile e interventi di supporto alle famiglie dei minori accolti e alle famiglie affidatarie.

Dalla sua fondazione ad oggi, l’Associazione CAF ha accolto e curato oltre 1000 minori e offerto un importante sostegno a tante famiglie in crisi.

www.associazionecaf.org

Associazione CAF Onlus Ufficio stampa                                                                                           
Anna Alemani: anna.alemani@cafonlus.org – M.338 3075244Flavia Cozzi: flavia.cozzi@cafonlus.org – M.338 7946410

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”