#BCM19 Il bambino nella sua relazione col CIBO: quali fattori intervengono e quando. Intervento di Mariateresa Persico.

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La mia intenzione è di indicarvi degli elementi che ci portano ad considerare il bambino nella sua relazione col cibo a partire da età precoci, infatti importanti studi epidemiologici longitudinali, sostenuti da conferme sperimentali, si concentrano e mettono sempre più in evidenza quali sono i più significativi fattori ambientali “protettivi” e “di rischio” che, agendo durante periodi critici, dalla vita intrauterina ai primissimi anni di vita , condizionano la storia naturale della predisposizione o meno all’obesità e alle complicanze metaboliche associate.

Il tema del sovrappeso e obesità risulta maggiormente indagato oggi nella primissima infanzia, minori studi riguardano il tema dell’anoressia infantile precoce. Possiamo però a partire dagli elementi di impostazione comune evidenziare degli indicatori chiave utili a costruirsi un nuovo approccio concettuale di riferimento, che colloca le possibili origini entro i primi 2-3 anni di vita del bambino.

È in tale fase che si determinano le CONDIZIONI BIO-METABOLICHE  e CONDIZIONI PSICO-COMPORTAMENTALI di base per lo sviluppo più tardivo del fenomeno.

Analizziamo le CONDIZIONI BIO-METABOLICHE

Principali fattori di rischio precoci 0-5 anni:

  • Obesità dei genitori
  • Peso neonatale elevato aumenta il rischio di sindrome metabolica associata
  • Eccessivo incremento del peso nel primo anno di vita del bambino
  • EAR (Early Adiposity Rebound) sviluppo cellulare tessuto adiposo, che se inizia “anticipatamente”, nell’età 2-5 anni, invece che all’età di 5-7anni, rappresenta un importante indicatore di rischio precoce per lo sviluppo successivo di obesità fino all’età giovanile-adulta . Tale fenomeno e definito EarlyAdiposity Rebound (EAR).
  • fattori che agiscono precocemente, 3-4 anni, sono determinanti per lo sviluppo dell’obesità. Modelli di alimentazione infantile nei paesi industrializzati presentano SQUILIBRI ALIMENTARI. Indagini nutrizionali condotte in vari Paesi europei hanno confermato che all’età di1 anno i bambini di oggi assumono, diversamente dal passato, una quantità di proteine che è 3-4 volte superiore ai fabbisogni medi con una percentuale superiore al16% delle calorie totali, mentre l’apporto calorico da lipidi è basso, circa il 28% delle calorie totali. dopo lo svezzamento. Tale stile alimentare, frequente nell’età 6-24 mesi nei Paesi industrializzati, risulta fortemente squilibrato rispetto alle indicazioni (proteine:10-12%; lipidi: 50% nel 1° anno e ~ 40-45% delle calorie totali giornaliere nel 2° anno) e rispetto alla composizione del latte materno al quale è riconosciuto un effetto protettivo dose-dipendente e durata-dipendente nei confronti dell’obesità. Il latte materno, infatti, ha un contenuto in proteine basso (7% delle calorie totali) ed elevato in grassi (50% delle calorie totali). Le indagini nutrizionali evidenziano anche che dopo i 2 anni di età la quantità di proteine continua a mantenersi sempre alta mentre quella di lipidi, che ora dovrebbe idealmente ridursi intorno al 30%, aumenta.

L’alta presenza di proteine produce una proliferazione cellulare in tutti i tessuti, l’accelerazione della crescita, l’iperplasia del tessuto adiposo associata ad un deficit lipidico (energetico).

CONDIZIONI PSICO-COMPORTAMENTALI

Nel neonato l’alimentazione assume forti connotazioni comunicative e relazionali, la relazione Madre-Bambino che si instaura nel “momento alimentare” è centrale per la formazione del legame di attaccamento, fondamentale per la strutturazione dell’identità del bambino, ma anche per la strutturazione della reciprocità.

Legame mamma-bambino, rilevazioni a 15/24/36 mesi di vita del bambino messo in relazione con il peso raggiunto ai 15 anni.

 I bambini con un legame di  bassa qualità hanno una predisposizione  di diventare obesi del 26%.

Ad esporre al rischio obesità:

  • Scarsa sensibilità materna
  • Attaccamento insicuro

Ripercussioni a livello cerebrale nelle aree di REGOLAZIONE dei ritmi base, aree sottocorticali (sistema reticolare, sistema limbico):

 – sonno/veglia

– tono base di attivazione e bilancio energetico

– regolazione centri della fame

– risposta allo stress.

Quindi un attaccamento insicuro aumenta le condizioni di stress con una correlazione diretta con la regolazione dei ritmi di base tra i quali anche il bisogno/non  di cibo.

Sottolineiamo ancora che il bambino mette in atto dei Comportamenti alimentari particolari, che sono nella norma ad età precoci come  sperimentazione evolutiva, ma se persistono possono portare alla fissazione patologica:

  • Alimentazione selettiva
  • Difficoltà di accettazione/deglutizione consistenze e/o sapori
  • Scarso interesse per il cibo associato a scarso appetito
  • Plica: tendenza a mangiare sostanze non commestibili
  • Rimasticazione o ruminazione e/o rigurgito del cibo

Successivamente dopo i 4/5 anni le errate ABITUDINI ALIMENTARI, SCORRETTI STILI DI VITA, uniti alle ESPERIENZE RELAZIONALI che diventano sempre più allargate nel mondo del bambino, diventano i fattori sempre più scatenanti possibili condizioni di squilibrio.

Un significativo osservatorio che ci permette di avere una fotografia aggiornata della situazione in Italia nella Scuola Primaria all’età di 8/9 anni, in terza classe è il Progetto OKkio alla salute promosso dal Ministero della Salute e dal CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, con le Regioni e le Aziende Sanitarie, permette di valutare con indagini periodiche lo stato ponderale dei bambini di 8-9 anni della classe terza della scuola primaria, dei loro stili alimentari, dell’abitudine all’esercizio fisico e delle iniziative scolastiche favorenti la sana nutrizione e l’attività fisica.


OKkio alla SALUTE, che ha una periodicità di raccolta dati biennale, ha lo scopo di descrivere la variabilità geografica e l’evoluzione nel tempo

La rilevazione coinvolge  un campione di 48.900 bambini appartenenti a 2.600 classi terze della scuola primaria, coinvolgendo 48.400 genitori.

Rispetto alla rilevazione del 2008, vedi tabella, i dati mostrano una leggera diminuzione del sovrappeso/obesità nella popolazione 8-9 anni.

rilevamenti biennali b/i in sovrappeso b/i  obesi
        2008-9    23,2 % 12  %
       2010       23 % 11,2  %
      2012      22,2 % 10,6%
     2016      21,3 % 9,3%

Nell’incontro dell’OMS Europa svoltosi a giugno 2019, l’Italia resta ai primi posti in Europa per l’eccesso ponderale infantile.

MASCHI

  • Cipro
  • Grecia
  • Italia
  • Spagna

FEMMINE

  • Cipro
  • Spagna
  • Grecia
  • Italia

Valori più bassi:

MASCHI

  • Tajikistan
  • Turkmenistan
  • Kazakistan
  • Danimarca

FEMMINE

  • Tajikistan
  • Turkmenistan
  • Albania
  • Repubblica Ceca

La posizione e ruolo della Scuola

Il ruolo della Scuola risulta ben oltre quella di intermediario,  si colloca in posizione fondamentale in quanto è interlocutore istituzionale privilegiato per raggiungere le famiglie, necessariamente coadiuvato da altre figure con diverse e specifiche competenze.

Obiettivo:  mostrare come lo scenario dell’alimentazione di un bambino sia abbondantemente influenzata da una parte dalle dinamiche relazionali in cui il bambino è immerso e dall’altra dal condizionamento delle suggestioni pubblicitarie che inducono uno stile alimentare contrario ai principi della sana alimentazione.

Tematiche:

1-Il movimento e lo stile di vita: 
il mondo psicologico del bambino in sovrappeso;
lo sviluppo dell’immagine corporea nell’infanzia;
l’attività fisica e il movimento come arma vincente nei confronti del sovrappeso; la stigmatizzazione del bambino in sovrappeso (caratteristiche di personalità);
i dati delle ricerche su sovrappeso e obesità.

2- Educazione alimentare: 
la struttura alimentare e il suo “ritmo”;
il concetto di fame e di sazietà, di fame biologica e fame nervosa; la consapevolezza della spinta al cibo: cause biologiche, ambientali ed emotive.

3- Il bambino e l’ambiente: 
modalità di assunzione del cibo a casa e nel tempo scolastico: continuità o modificazione?; la dimensione sociale nella situazione scolastica: regole, ritmi, tempi, spazio;
il ruolo della madre nella preparazione del pasto;
il legame e le relazioni all’interno del nucleo familiare; 
lo stile comportamentale;
il ruolo e le suggestioni pubblicitarie che influenzano i comportamenti alimentari.

4- La spesa e la preparazione di un pasto: 
il cibo come mezzo per prendersi cura di sé e della propria famiglia;
le fasi dell’alimentazione: programmazione del pasto, spesa, preparazione, consumazione; la scelta degli alimenti al supermercato;
la preparazione di un pasto: “costruiamolo insieme”;
il tempo.


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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”