MILANO ANCORA PIU’ SOCIALE

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Eccoci, ancora qui dopo diversi mesi di pensieri e riflessioni che hanno portato la redazione ad interrogarsi sulle tante rubriche presenti nel giornale, che forse disperdono il vero senso e la Mission di Milano più Sociale

Siamo nati per portare una voce dissonante che potesse dare un contributo di riflessione a quello che noi chiamiamo “fragilità” , a tutti i preconcetti e le paure che il diverso da noi, ci suscita, non pensando che anche noi potremmo trovarci nella medesima situazione.

Il giornale è a disposizione di qualunque persona voglia iniziare a “spargere piccoli semi che crescendo possano dare nutrimento a tutti noi”. E’ pur vero che abbiamo però anche bisogno di trattare argomenti inerenti al progetto che abbiamo ideato.

E quindi ripartiamo da Book City l’evento che ci ha visto protagonisti nel mese di novembre 2018 con il tema “La dipendenza affettiva” , evento che abbiamo voluto interattivo dove la parte parlata non sovrastasse la parte espressiva. Sono intervenuti artisti come Enzo Moccaldi (attore), Carola Caruso (pianista e vocalist), Angela Pinto (pittrice) e Mara Cozzoli che ha curato le immagini video.

Molte le persone che sono intervenute ed hanno potuto ascoltare le pillole di pensiero dei relatori: Barbara Murrigili, Sonia Scarpante, Miriam Mazzarella , Andrea Maldifassi e non ultimo Alessandro Albani. E’ stato solo un breve inizio per iniziare a pensare quanto problemi negati, come la dipendenza affettiva, possono rovinare il nostro esistere.

Quindi questa nuova redazione vuole occuparsi di sociale, di ingiustizie, di nicchie di problemi che sono a conoscenza solo di pochi. Aiutare a comprendere insieme a voi, la direzione che questa nostra epoca sta prendendo, perché noi tutti siamo solo dei fuscelli trasportati al vento birichino di marzo. Quindi una richiesta: scriveteci, tenete vivo il pensiero, abbiate il tempo per pensare. Forse bisogna ogni tanto scendere dalla bicicletta impazzita della vita dei nostri tempi e ritagliarci uno spazio per capire dove vogliamo essere portati dal vento. A volte, quando ci fermiamo, è troppo tardi ed i nostri desideri e sogni non possono più esistere e sono volati via.

Vi lascio però con uno scritto ottimista di Blaise Pascal che non so quanto corrisponda al vero nella nostra società. E come dice il poeta Stefano Raimondi vi mando un “bel saluto”

““L’homme n’est qu’un roseau, le plus faible de la nature; mais c’est un roseau pensant. Il ne faut pas que l’univers entier s’arme pour l’écraser : une vapeur, une goutte d’eau suffit pour le tuer. Mais quand l’univers l’écraserait, l’homme serait encore plus noble que ce qui le tue, parce qu’il sait qu’il meurt, et l’avantage que l’univers a sur lui, l’univers n’en sait rien Blaise Pascal

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”