CIMITERO MONUMENTALE: TRA ARTE E STORIA

0
143

Credo che tanti di voi non sappiano che a Milano esiste uno dei luoghi più importanti della nazione, conosciuto dai giapponesi e da tanti turisti stranieri che da molti anni vengono in visita numerosi.

Parlo del Cimitero Monumentale, zona Garibaldi, attiguo a via Farini, dove io come Raffaella e Daniela, abbiamo vissuto la nostra adolescenza ed amicizia.

Si,un cimitero, ma speciale, vi riposano tanti personaggi importanti della nostra storia e non lo sapevate!

E’ stato inaugurato l’1 gennaio del 1867, vi sono le spoglie di membri di famiglie illustri come Falck, Campari, Borletti, Treccani, Frette con cappelle e monumenti d’arte.

Uno dei monumenti piu’ significativi rappresenta  “l’Ultima Cena” realizzata in bronzo a grandezza naturale appartenente alla famiglia Campari. Quello che mi colpisce sempre è posto sul viale centrale appartenente alla famiglia Besenzanica rappresentante dei buoi con l’aratro. Ma ci sono tantissime tombe di persone sconosciute che vengono ricordate per l’eternità da monumenti che sottolineano il loro dolore o il loro duro lavoro,come quella di un panificatore per dirne una.

Nella parte centrale dell’ingresso, maestoso  imponente e luminoso nelle giornate di sole, c’e’ il Famedio, il luogo dove sono generalmente sepolti gli artisti:possiamo trovare la lapide di Dario Fo e Franca Rame, Alda Merini, Giorgio Gaber, il pittore milaese Hayez,Enzo Tortora forse il piu’ amato della televisione italiana e molti altri.

Io ho un ricordo particolarissimo della mia adolescenza che mi lega a questo luogo. Con due amici che abitavano nel mio condominio, parlo di quando avevamo 15 anni circa, andavamo a messa al Monumentale, che da casa si raggiungeva in 15 minuti circa a passo sostenuto e questo perche’ la funzione durava solo mezz’ora rispetto alla canonica ora intera di una messa normale, come alla Chiesa di S. Antonio in via Farini.

Andavamo però perchè subito dopo la messa accudivamo una cappelletta di una certa Isabella di Altavilla, una piccola costruzione quadrata, con un roseto abbandonato tutt’intorno. Ci faceva pena poverina ,si capiva che nessuno andava da lei da molti anni, allora rubavamo un paio di annaffiatoi ai guardiani, alle fontanelle li riempivamo d’acqua ed andavamo a bagnare i roseti striminziti di Isabella, con stracci recuperati da altre cappelle pulivamo dove arrivavamo col braccio dentro il cancelletto della cappelletta e tornavamo a casa di corsa ma contenti per aver fatto una buona azione. Fino a quando le rose sono fiorite, poche ma per noi bellissime e le abbiamo portate alle nostre mamme. Grave errore, perche’ non potevamo dire dove le avevamo prese, cosi’ ci siamo macchiati di furti inesistenti da roseti di altri condomini per non dire la verità. Cose che si fanno da ragazzi.

Qualche anno fa ho rintracciato il lato dove si trovava la cappelletta ed ho scoperto che l’hanno sradicata e lo spazio ora e’ vuoto, inutile,senza più anima, pero’ di lei e’ rimasto il ricordo.

Vi consiglio una visita, non e’ solo un cimitero, ve lo assicuro, e’ un luogo tranquillo, silenzioso, interessante, pieno di verde, di storia, di voci delle anime che vi riposano,e per questo vale la pena passarci del tempo.

Si raggiunge ora con la splendida metropolitana viola, salite e vedete subito la bellissima facciata, andateci e mi darete ragione.

Alla prossima: Massimo

SHARE
Previous articleCATS
Next articleMetamorfosi di Picasso
Baraldi Massimo
Massimo è uno spirito libero. E' creativo, viaggiatore, curioso della vita e portatore di simpatia. Con lui è impossibile annoiarsi