RADIARE IL PENSIERO

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Siamo tutti convinti nel diritto di ogni individuo ad essere libero nell’espressione del proprio pensiero e lottiamo da decenni, per poter affermare le nostre idee, sempre nel rispetto, anche se non condiviso, del pensiero altrui.

Oggi appare difficile comprende alcune prese di posizione che tendono a “tappare la bocca” forse per interessi di cui neppure ci immaginiamo. E’ quello che sta accadendo nelle ultime ore ad alcuni genitori e alla classe medica dove tale diritto sembra non debba valere. Eppure nel Giuramento moderno di Ippocrate, deliberato dal comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri il 23 marzo 2007 il primo punto cita: “di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento.”

Allora si fa fatica a capire perché medici e ricercatori come Roberto Gava e Dario Miedico siano stati radiati dall’ordine per aver espresso le loro opinioni…  La libertà di pensiero ed espressione è stata, per loro, violata.

Mi domando se, anche di fronte a posizioni così contrastanti non fosse possibile evitare un tale verdetto e cercare altre strategie. Perché esiste un tale accanimenti intorno al tema vaccini? Per la sicurezza della salute pubblica? Mi viene da sorridere. Come è concesso ad alcuni medici l’obiezione di coscienza per quale motivo non può essere concessa a colleghi che, avendo fatto una serie di studi e avendo una casistica ritengono di avanzare dei dubbi sulla necessità di introdurre nell’organismo di bambini o adolescenti  tutte quelle sostanze che reputano pericolose? Se ammettiamo l’obiezione di coscienza per alcuni settori, (esempio l’aborto) perché non abbiamo pensato di proporla, invece di compiere un gesto così radicalmente lesivo della libertà di opinione?

Non si tratta di chi ha ragione o torto si tratta di rispettare il diritto basato su studi e ricerche di alcuni medici che a torto o a ragione non vogliono effettuare 12 vaccini in età pediatrica predicando la libertà di scelta anche dei famigliari.

Incidere sulla libertà delle persone è sempre un primo grido d’allarme. Del resto la così paventata scienza non è una verità assoluta ed immodificabile ed i secoli ce lo hanno dimostrato.

Tappare le bocche è una egemonia di cui nessuno dovrebbe avvalersi. Oggi andiamo a tappare la bocca del “medico A”, domani a radiare il pensiero del “signor B” e alla fine ci possiamo trovare in una società dove i pensieri devono essere omologati a chi gestisce il potere che obbliga, al di la della veridicità del pensiero stesso, la sua applicazione, altrimenti vieni radiato, non lavori, oppure ti tolgono la patria potestà.

Appare evidente che queste azioni fanno parte di un meccanismo “più grande” e per questo di forte preoccupazione per tutti i liberi pensatori che spesso hanno rivoluzionato il mondo.

 

 

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”