CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVA

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Perché dovrei alzarmi alla mattina, perché devo occuparmi, devo lavorare e passare tante ore in un luogo malsano al buio senza l’energia del sole? Noi forse ci creiamo il nostro destino ma spesso non sappiamo cosa scegliere. Una scelta sbagliata può determinare una vita sbagliata. Più scelte sbagliate possono tradursi in una tragedia, dove anche i più agguerriti, si lasciano trasportare in una valle avvolti da un sonno ristoratore.

Eppure bisogna combattere trovare altre energie per ricostruire nuovi stimoli per riprendere “il gioco della vita”, che proprio un gioco non è…

I giorni si susseguono e dietro l’angolo ci sono sempre enigmi da risolvere e bisogna trovare la forza per superare e ritrovare il sorriso. Se ci guardiamo indietro possiamo vedere tanta fatica ma anche soddisfazioni a riempimento del nostro ego. Bisogna stare attenti a fare scelte non troppo fuori dagli schemi, perché nonostante le molte parole spese, esiste un sottile fastidio verso coloro chi riescono a seguire l’istinto anche a rischio di essere disconosciuti.

Noi siamo animali sociali ed abbiamo bisogno degli altri. Bisogno non è amore per gli altri. Ci muoviamo per un tornaconto personale, non parlo a livello economico ma di affetti e relazioni. Anche nel semplice ascolto di una persona sconosciuta che si confida con noi, portiamo  a casa  sensazioni che ci fanno sentire bene, capaci e buoni. C’è sempre uno scambio che ci serve per vivere.

Riuscire ad oggettivizzare il tutto ci aiuterebbe a percorrere una strada molto complessa, con salite inimmaginabili, ma dove, in cima alla vetta potremmo trovare il senso della vita che per ognuno ha un valore diverso.

Sentirsi ricercatore del proprio cammino potrà forse aiutare a staccarci dal tanto “materiale” di cui oggi siamo invasi, comprese le relazioni ipocrite e permeate da vizi tipicamente umani. Non vuole essere il mio un discorso distruttivo o pessimista ma di cambiamento di prospettive. Non ho mai voluto essere uno spettatore che vede passare la vita accettandola impassibile ed ora, non più giovane, mi chiedo quale sia la mia strada, da dove vengo e dove vado, quale sia la mia missione su questa terra e come potrò impiegare questo ultimo pezzo di vita.

A volte mi rifugio nei ricordi positivi che appaiono sempre splendenti, rispetto al momento in cui li viviamo, ma comprendo che questo non serve, mi tiene ferma e statica senza la possibilità di volare.

Lasciarsi andare e cercare di comprendere i segni che ci arrivano è molto difficile, dobbiamo fare i conti con tutte le nostre paure ed insicurezze. Eppure credo sia importante fare un passo indietro e lasciarsi alle spalle conflitti, pregiudizi, vizi ed iniziare ad assaporare i profumi di questa nostra terra.

Sta arrivando la primavera, la rinascita e noi come la natura possiamo risvegliarci dal lungo torpore in cui ci siamo immersi. Vi auguro e mi auguro che i prossimi giorni possano portare cambiamenti per permettere ad ognuno di noi di intraprendere il cammino verso una vita vera.

Buon viaggio

boccioli di fiori di albicocca
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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”

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