“Orbite del possibile”. Il colore come luogo del divenire nell’opera di Erika Berra
“Orbite del possibile” di Erika Berra si fonda su un equilibrio mobile, in cui gli elementi convivono senza mai annullarsi. Qui, il colore evolve in linguaggio primario che si stratifica.
L’oro, dominante, è una soglia luminosa, uno spazio mentale in cui tutto può accadere.
Il blu si inserisce come zona di profondità, senza chiudersi, bensì scorrendo dentro la composizione creando, in tal modo, passaggi e continuità, come un pensiero che si muove senza bisogno di essere risolto.
Il rosso non è una ferita, ma il segno di ciò che è accaduto senza peso drammatico. Le colature sono parte di un ritmo più ampio, organico.
Il nero sembra definire un inizio, un nuovo percorso da seguire.
Le forme circolari, orbite aperte e imperfette, costruiscono un movimento naturale, generando la possibilità di restare nel processo del divenire, dove il possibile è uno spazio da abitare.
Lo sfondo chiaro permette ai segni di esistere senza costrizioni, lasciando che ogni elemento trovi il proprio tempo.
In “Orbite del possibile” non c’è un conflitto da risolvere, ma una continua negoziazione tra ciò che emerge e quanto resta sospeso.

Erika Berra, Orbite del possibile. Dettagli tecnici:
Acrilico su tela
Interventi a spatola e pennellate ampie
Spruzzi e colature con colore acrilico diluito
Sovrapposizioni di colori stratificate a tempi di asciugatura differenziati
Interventi laterali con spray oro
Dimensioni 50×70 cm
2026
Mara Cozzoli