Miky Degni e il suo NO: la resistenza politica di un artista
Un “NO” tracciato in acrilico su carta d’Amalfi.
Nessuna metafora complessa, nessun simbolismo da decifrare.
Solo una parola. Ma è proprio in questa apparente semplicità che si nasconde la sua forza.
Il rosso è viscerale, il segno non è pulito: cola, sbava, si espande. Sangue e urgenza, forse rabbia, ma anche verità che non riesce più a stare composta dentro i margini.
La “O”, imperfetta e irregolare, è una decisione presa nel momento stesso in cui viene tracciata.
Qui l’arte non suggerisce: afferma.
In un tempo in cui il linguaggio politico è sterile, vuoto e privo di contenuti, Miky Degni fa l’opposto. Riduce tutto all’essenziale e ci ricorda che, alla fine, votare è proprio questo: un atto netto. Una responsabilità individuale che non può essere delegata né sfumata.
Ma c’è di più.
Il richiamo alla scheda elettorale raccoglie un messaggio, come se l’artista ci stesse dicendo: la democrazia non è un concetto astratto, è materia, è carne viva.
L’opera diventa così un corto circuito: ciò che dovrebbe essere uno spazio neutro viene trasformato in dichiarazione.
Non si tratta solo di un invito a votare “No”, bensì di evidenziare che esprimere un “No” è, a tutti gli effetti, una presa di coscienza.
Così asserisce Miky Degni:“Il mio “NO” è un atto di resistenza politica. Resistenza alla cultura del pressapochismo destraiolo, che ci vuole imporre un governo al comando e non un governo che pensa ai suoi cittadini. Io come artista visivo e attivista sento il dovere di dire “NO” a tutto ciò che limita il mio pensiero critico. La mia opera “Acrilico su scheda elettorale” è il mio atto di resistenza a questo governo di cui non condivido neanche le virgole del loro pensiero politico.”

Mara Cozzoli