Giovani e prevenzione in calo: a Padova il 1 dicembre test HIV gratuiti con Fondazione Foresta e gli studenti Erasmus
Domenica 1 dicembre, in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, il sagrato di Palazzo del Bò a Padova si trasformerà in un presidio sanitario temporaneo.
Dalle 15 alle 18 l’équipe di Fondazione Foresta effettuerà test rapidi HIV gratuiti e anonimi.
Il progetto nasce in collaborazione con gli studenti Erasmus dell’Università di Padova – ESN, grazie allo spazio messo a disposizione dal Comune, dalla Protezione civile e dallo staff dell’Unità operativa di malattie infettive, che hanno scelto di sostenere una presenza pubblica dedicata interamente alla prevenzione.
L’iniziativa torna nel cuore della città universitaria con un obiettivo preciso: riportare l’attenzione su un tema che negli ultimi anni ha subito una pericolosa normalizzazione, complice l’efficacia delle terapie antiretrovirali e la percezione, sempre più diffusa, che l’HIV appartenga al passato.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 1982 a oggi in Italia sono stati registrati 72.034 casi di AIDS, con oltre 46 mila decessi. Nel mondo, l’OMS stima 84,2 milioni di infezioni e 40,1 milioni di morti. Nonostante i progressi terapeutici, l’HIV continua a circolare. E troppo spesso viene intercettato tardi, quando la malattia è già conclamata.
“Le nuove terapie – comprese quelle sperimentali con cellule staminali – e la recente gratuità del retrovirale approvato da AIFA rappresentano passi avanti fondamentali, ma non risolvono il problema”, sottolinea il professor Carlo Foresta, presidente della Fondazione. “Da anni portiamo i test in ambienti frequentati dai giovani e li informiamo. È un modello che li avvicina alla prevenzione, che non possiamo ricordare soltanto nella giornata mondiale di lotta all’AIDS. L’attenzione mediatica è diminuita nel tempo, ma è necessario invece continuare ad essere pèresenti. ”
Le rilevazioni di Fondazione Foresta su centinaia di giovanissimi raccontano una realtà che non può essere ignorata: oltre il 50% dei diciottenni dichiara di praticare sesso non protetto, un dato omogeneo tra maschi e femmine.
Ancora più significativo è che meno del 2% abbia mai effettuato un test HIV. Una scarsa percezione del rischio che conferma quanto la prevenzione sia oggi marginalizzata, spesso assente dalle narrazioni istituzionali. Non sorprende, quindi, che secondo l’ISS la fascia con maggiore incidenza di nuove diagnosi sia quella 25-35 anni, con una prevalenza maschile del 78%.
In questo quadro si inserisce anche il ruolo degli studenti Erasmus, circa 2.000 ogni anno a Padova, che hanno scelto di sostenere l’iniziativa per contrastare la rimozione culturale del tema. L’obiettivo è normalizzare il test, superare imbarazzo e timori, riportare l’HIV nella discussione pubblica e nella quotidianità dei giovani.
Da vent’anni Fondazione Foresta lavora nelle scuole della provincia, incontrando migliaia di studenti. “Dai nostri dati emerge che ogni 25 ragazzi, uno ha già contratto almeno un’infezione sessualmente trasmessa non correlata all’HIV”, aggiunge Foresta. Un indicatore che conferma quanto la salute sessuale sia ancora affrontata in ritardo, quando non ignorata del tutto.
Il gazebo del 1 dicembre non ha, dunque, un valore simbolico, ma operativo: test immediati e, in caso di positività, un percorso di presa in carico immediata. “Il giovane viene affiancato subito da uno psicologo”, spiega Foresta. “Poi si prenota l’esame di conferma in ospedale e si definisce l’intero iter terapeutico”. L’invito è rivolto a tutta la popolazione universitaria e ai giovani della città.
Fare il test richiede pochi minuti e può cambiare radicalmente la capacità di tutelare la propria salute.
Mara Cozzoli