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Affettività e sessualità in età evolutiva e adolescenziale.

Nel corso di una fase storica in cui è sempre più evidente il disagio giovanile e parlare di sessualità all’interno delle famiglie è ancora tabù “Associazione Italiana di medicina Informativa” si è fatta promotore di “Affettività e sessualità nell’età evolutiva e adolescenziale”.
La conferenza svoltasi lo scorso sabato 24 febbraio presso l’auditorium di Seregno alla presenza di studenti, insegnanti e adulti esterni al circuito scolastico ha visto come relatori Serena Giovenzana, psicologa dell’età evolutiva e Rodolfo Pessina, psichiatra e sessuologo.

“Sono molto fiero di questo evento reso possibile grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura, non solo in funzione del risultato conseguito in termini di partecipazione“ riferisce Luca Colombo presidente dell’ente organizzatore “ma anche rispetto all’importanza dei contenuti proposti che i relatori hanno condiviso con ragazzi e docenti“.
Come associazione scenderemo in campo con un ulteriore evento che si terrà sempre a Seregno presso la Sala Monsignor Gandini il 15/03/2024 nel quale affronteremo il tema del disagio giovanile e genitoriale.
Trattare questi argomenti è di fondamentale importanza rispetto allo sviluppo di una società più civile e attenta ai bisogni delle persone“.

Come spiega Serena Giovenzana, psicologa dell’età evolutiva: “L’età adolescenziale è un momento estremamente delicato dove ha luogo il principio di separazione-individuazione, nel quale  si ha la formazione di una propria identità. In questo momento il ragazzo esce dal gruppo familiare per confrontarsi con il gruppo di pari e, conseguentemente, avviene il distacco dalle figure genitoriali.
Importante è porre una differenza tra emozioni e sentimenti. Inevitabilmente, il discorso affettività va a intrecciarsi con la sessualità“.

Prosegue Rodolfo Pessina, psichiatra e sessuologo: “L’educazione sessuale dovrebbe essere fatta fin dalla prima infanzia, questo perché è preventiva rispetto a tantissimi comportamenti, ad esempio violenza e abuso. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini ( futuri adolescenti ) che possono dire di no e tirarsi indietro. Certo, al bambino di sei anni non andrò a spiegare la sessualità penetrativa, ma adatterò l’argomento all’età.
Spiegherò al piccolo  che ci sono affetti ed emozioni che può utilizzare per capire se il rapporto che ha con quella persona sta andando bene oppure no.
Gli dirò che se non vuole essere toccato, non può essere toccato.
La cosa che mi rende felice è che piano piano, all’interno dei programmi scolastici si sta inserendo la sessualità. Prima riusciamo a entrare in contatto con questo mondo prima ne beneficiamo“.

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