sabato, Aprile 20, 2024
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Mario Vespasiani: tra personalità, colore e abito.

In “ A Gentleman in the world of art“ Mario Vespasiani apre uno sguardo sulle mille esperienze e sugli infiniti significati che ruotano intorno al mondo dell’arte, verità interne ed esterne, trasportandole, infine, su di sé come fossero una seconda pelle,  per travolgere, in seguito, coloro che entreranno in relazione con quanto proposto.
Il concetto di arte viene presentato sotto differenti aspetti giungendo al legame intrinseco dettato da personalità, abito e colore,  nel quale quest’ultimo, considerato strumento di comunicazione diviene, ben presto, istintività e intimità in quanto tratto identificativo di colui o colei che, uniformandovisi, si manifesteranno in ogni loro singola sfumatura.

Ad ogni scelta, non cessano di intrecciarsi razionalità-creatività – psicologia e, spesso, false credenze, come quella secondo cui il nero rende maggiormente longilinei.
Optare per un abito piuttosto che un altro è un gesto che appartiene alla nostra quotidianità ed è strettamente relazionato all’ambiente vissuto, va aggiunta, inoltre, l’importanza che esso assume nell’affermare all’altro qualcosa  che di riflesso appartiene al nostro essere.
Un indumento ha la potenzialità di modificare la percezione estetica che un soggetto ha di sé e del proprio corpo, pur rimanendo, in realtà, tutto invariato.
Seppur il mondo dei colori soggiace a regole interconnesse all’armonia, è presente un’aura personale la quale li adatta alle particolarità fisiche dell’individuo che li veste, tenendo, comunque, ben presente la differenza tra ostentare e saper indossare.

Nel corso di cerimonie vige il principio della formalità, adattabile tanto all’adulto quanto al bambino e all’anziano, valido, inoltre, per gli organizzatori. In tutto ciò, un aspetto va tenuto presente: l’amore per il nostro corpo, che richiede una serie di fattori reciprocamente dipendenti l’uno dall’altro quali aspetto fisico, carnagione e intensità dello sguardo per i quali è possibile scegliere stoffe e capi in grado di risaltarne i pregi.
Si parla, dunque, di quel giusto mix di educazione ed eleganza che rende nobile non solo la fisicità, ma l’anima stessa che, a suo modo, prende voce.
Come spiega Mario Vespasiani: “In molte delle foto che mi riguardano, specie durante le inaugurazioni  indosso uno smoking  a tinta unita o spezzata, a richiamare, indirettamente,  il tema della mostra e l’atmosfera che trasmette il mio lavoro“.

Quanto affermato dall’artista sta a significare che l’arte richiede genuinità, originalità e teatralità senza sfociare nell’eccentricità, si instaura, conseguentemente, un circuito che richiede coerenza a un linguaggio.
Indipendentemente dall’appartenenza settore creativo, occorre rammentare che l’abito può essere equiparato a un bigliettino da visita al quale vanno a unirsi due elementi: l’approccio con l’alterità e la capacità d’ascolto.
Addentrandoci, maggiormente, nel profondo, un capo subisce una metamorfosi per indicare stati d’animo, ambizioni o volontà.
L’abito in sé ha, quindi, qualcosa da esplicarci nella speranza che venga colto.
Un impiegato, con il suo pronto moda, richiama alla rigidità dall’attività svolta, alla schematicità della mente, a regole. Programmi e, forse, frustrazioni attinenti raggiungimento dell’obiettivo propostosi.
Per quando riguarda l’universo femminile si nota la possibilità di infinite soluzioni e accostamenti.
Una donna cambia pettinatura, colore di capelli e trucco, fino a modificare l’assetto e i lineamenti del proprio viso.
Entriamo, in tal modo, nella vivida e dinamica psicologia che include sensibilità e sensualità, come quando su una tela il pittore ne traccia i dettagli, evidenziando le emozioni del momento.

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