domenica, Febbraio 25, 2024
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MILANO, OLTRE 3.000 PERSONE ARRIVATE PER CURARSI: +31% DI NOTTI DI ACCOGLIENZA RISPETTO AL 2021.

In occasione della giornata mondiale del malato (11 febbraio), CasAmica Onlus, impegnata da oltre trentacinque anni ad accogliere i malati e i loro familiari costretti a curarsi lontano da casa, cerca nuovi volontari per fronteggiare il fenomeno dei migranti della salute.

Milano nel 2022 ha accolto migliaia di persone arrivate in città per ragioni sanitarie, di queste – oltre 3.000 sono state ospitate presso le quattro strutture di CasAmica Onlus che ha fornito quasi 25.000 notti di accoglienza, registrando un incremento del 31% rispetto al 2021.
Secondo i dati raccolti dall’organizzazione – impegnata dal 1986 ad accogliere i malati e i loro familiari costretti a curarsi lontano da casa – il fenomeno della migrazione sanitaria, dopo il rallentamento causato dall’emergenza sanitaria, sta lentamente tornando ai livelli pre-pandemia e torna di conseguenza ad aumentare anche la richiesta di accoglienza presso le strutture messe a disposizione da CasAmica.
Per potenziare i servizi offerti e aiutare sempre di più chi ha bisogno di aiuto in un momento così difficile come quello della malattia l’organizzazione sta cercando nuovi volontari per le quattro case di Milano, dove già sono impegnate 58 persone.
PER DIVENTARE VOLONTARI. Chi desidera mettere a disposizione il proprio tempo, può rendersi utile offrendo supporto all’accoglienza, accompagnamento e ascolto, per il servizio prenotazioni, per l’organizzazione delle attività sul territorio per gli ospiti e supporto nella promozione e organizzazione di eventi per le campagne di raccolta fondi.
Ogni competenza può essere utile all’interno dell’associazione e in CasAmica tutti i volontari vengono formati ed accompagnati costantemente nel loro servizio. Per chi sceglie di dedicarsi direttamente agli ospiti l’associazione organizza annualmente corsi di formazione e incontri mensili di confronto guidati da uno psicologo.
Per inviare la propria candidatura, presso le case di Milano o in una delle altre strutture di CasAmica, basta visitare il sito www.casamica.it/volontariato/ e compilare il form “Diventa Volontario”.  

«Ho cominciato a fare la volontaria poco dopo la nascita di CasAmica – racconta Paola, storica volontaria dell’associazione – Dopo i primi momenti del “sarò in grado di essere d’aiuto” o “sarò in grado di sopportare tutta questa sofferenza” ho capito che la forza me l’avrebbero data proprio la casa e i nostri ospiti. Spesso tornano più volte nel corso degli anni e ogni ritorno è sempre uno stress emotivo: il sollievo è rappresentato proprio dal fatto che almeno troveranno un posto per dormire in una casa amata, dove c’è anche un amico che li aspetta».

«I volontari sono una risorsa fondamentale con la loro presenza nelle Case, aiutano ad affrontare i momenti più difficili e attraverso uno stile fraterno si fanno prossimi nella sofferenza, donando la forza che nasce da un semplice sorriso», spiega Lucia Cagnacci Vedani, presidente e fondatrice di CasAmica, che ha dedicato la propria vita all’associazione, fornendo supporto e accoglienza ai malati e alle loro famiglie. «Spesso si vive la malattia come un momento di “chiusura” in attesa della sperata guarigione. Nelle nostre strutture di accoglienza, invece, desideriamo che i malati e i loro familiari trovino persone disposte a rendere vivo, ricco di relazioni e amicizie anche il difficile periodo delle terapie, degli esami e delle visite mediche. Per questo promuoviamo il volontariato attivo e ci occupiamo della formazione e dell’inserimento di persone che vogliono donare una parte del proprio tempo per l’accoglienza», conclude.

Per raccontare la storia dell’associazione, Lucia Vedani ha scritto il libro “Una panchina ha cambiato la mia vita”, pubblicato da Edizioni Ares, che sarà disponibile a partire dal prossimo 11 febbraio, in occasione della XXXI giornata mondiale del malato.

LE CASE DI MILANO.
CasAmica è presente a Milano con quattro strutture attive: Casa Bambini, interamente dedicata ai bambini e agli adolescenti, infatti il 10% dei malati che arrivano a Milano per curarsi hanno un’età inferiore ai 18 anni. La struttura è appositamente studiata “a misura di bambino”, dove i piccoli ospiti possono sentirsi a proprio agio e condurre il più possibile, insieme ai loro familiari, una vita normale nonostante la lontananza da casa e la malattia.

Casa di via Soldini, nata nel 1986, è la sede storica dell’Associazione e la più vicina all’Istituto Nazionale dei Tumori e all’Istituto Neurologico Besta.

Casa di via Fucini, aperta nel 1988, oltre all’accoglienza dei malati, ha accolto negli ultimi anni anche donne vittime di violenza domestica, offrendo non solo ospitalità ma anche supporto psicologico e corsi di formazione e avviamento al lavoro.

Casa di via S. Achilleo, inaugurata agli inizi del 2000, occupa uno dei matronei laterali della Chiesa dei SS. Nereo ed Achilleo di Viale Argonne. Grazie agli spazi ampi, può accogliere fino a 24 persone ogni notte. Gli ospiti hanno a disposizione una cucina, una sala da pranzo e un salotto comuni dove le famiglie condividono momenti di convivialità e svago.

Inoltre, CasAmica ha in cantiere una quinta struttura: Progetto 3000 sarà, infatti, una nuova Casa di accoglienza di 3.000 metri quadrati tra interni ed esterni nell’hinterland milanese.

Ganzetti Raffaella
Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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