sabato, Maggio 18, 2024
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SETTIMA EDIZIONE PER LA “MAPPA DELL’INTOLLERANZA”.

Presentata a Milano la Mappa dell’Intolleranza 7, una fotografia dell’Italia che odia online. Il progetto, voluto e coordinato da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti, in collaborazione con l’Università Statale di Milano, l’Università di Bari Aldo Moro, Sapienza- Università di Roma e IT’S TIME dell’Università Cattolica di Milano è stato uno dei primi in Europa ad indagare le forme di odio online.
A ideare il progetto, l’agenzia milanese Network Comunicazione, fondata da Silvia Brena e Alessandra Toniolo, che ha curato il concept e la comunicazione della MAPPA DELL’INTOLLERANZA, compresa la rilevazione di quest’anno. Con un format innovativo e impattante che utilizza infografiche, video e mappe che consentono una lettura immediata dei dati, la Mappa dell’Intolleranza è uno strumento utile e significativo dei nuovi filoni narrativi basati su problematiche legate all’inclusione.
“Monitorare, conoscere, raccontare”, spiega Silvia Brena partner e founder di NC. “Il progetto Mappa dell’Intolleranza è uno strumento utile e innovativo, che abbiamo creato con tre finalità: lavorare a supporto di associazioni ed enti di ricerca impegnati su uno dei temi nevralgici del momento; affrontare un tema delicato con un approccio multidisciplinare (vi hanno lavorato insieme a noi psicologi, sociologi, giuristi, informatici, giornalisti); costruire narrazioni forti e alternative per contrastare l’odio online (narrazioni che abbiamo sviluppato con studenti e giovani). Infine, gli studi che abbiamo affrontato nel dar vita alla Mappa si sono rivelati utilissimi anche per creare percorsi di inclusione basati sulla possibilità di superare gli stereotipi per quanto riguarda le popolazioni aziendali”.
La mappatura consente l’estrazione e la geolocalizzazione dei tweet che contengono parole considerate sensibili e mira a identificare le zone dove l’intolleranza è maggiormente diffusa secondo 6 gruppi: donne, persone omosessuali, migranti, persone con disabilità, ebrei e musulmani – cercando di rilevare il sentimento che anima le communities online, ritenute significative per la garanzia di anonimato che spesso offrono e per l’interattività che garantiscono.
I risultati evidenziano l’odio online che si radicalizza, si fa più intenso, più polarizzato.
Tra le categorie più colpite, le donne ancora al primo posto, seguite dalle persone con disabilità e dalle persone omosessuali, tornate, dopo anni, nel centro del mirino.
La “Mappa dell’Intolleranza“, progetto pensato per amministrazioni locali, scuole, associazioni che lavorano sul territorio, per chiunque abbia bisogno di strumenti adeguati e mezzi di interpretazione di realtà sempre meno codificabili, per combattere l’odio e l’intolleranza e per coloro pensino che tutti noi abbiamo bisogno di nutrire la cultura del dialogo, si è rivelata anche un utilissimo vettore per individuare e combattere i fenomeni di cyberbullismo, in quanto dimostra, ancora una volta, come i social media diventino un veicolo privilegiato di incitamento all’intolleranza e all’odio verso gruppi minoritari, data la correlazione sempre più significativa tra il ricorso a un certo tipo di linguaggio e la presenza di episodi di violenza.

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