mercoledì, Giugno 29, 2022
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Discriminazione e violenza: a Milano nasce IRIS, il primo sportello dedicato alla comunità LGBTQI+

Iniziativa a cura di Fondazione Somaschi e Fondazione LILA Milano, realizzata con il sostegno dell’UNAR

Violenza e discriminazione sono fenomeni trasversali, che possono verificarsi nell’ambito di qualsiasi relazione intima o contesto di vita (lavorativo, scolastico, sociale) coinvolgendo anche persone appartenenti a generi e orientamenti sessuali diversi.Far emergere soprusi in questi casi, però, è ancora più difficile: spesso il senso di solitudine e di vergogna è molto forte e le persone coinvolte non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto.

Per questo a Milano, dall’impegno di Fondazione Somaschi e Fondazione LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids), e grazie al sostegno dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), è nato IRIS, il primo sportello contro le discriminazioni e la violenza LGBTQI+.

IRIS è un luogo protetto che mette a sistema diverse competenze maturate in anni di esperienza dalle due organizzazioni. Fondazione Somaschi, infatti, fa parte della Rete Antiviolenza del Comune di Milano e gestisce già 12 presidi di aiuto per le vittime di maltrattamento domestico in città e nell’hinterland; LILA è da sempre attiva nella tutela dei diritti umani e civili, soprattutto il diritto alla salute, delle persone con HIV e, più in generale, delle popolazioni più vulnerabili al rischio di contrarre l’infezione.

COME OPERA SPORTELLO IRIS?

Lo sportello IRIS mette a disposizione un’équipe multidisciplinare in grado di offrire percorsi individualizzati con diverse tipologie di servizi: dall’assistenza psicologica alla consulenza legale, dall’accompagnamento sanitario all’orientamento lavorativo e abitativo. Nelle situazioni di maggiore emergenza offre inoltre la possibilità di rifugio immediato in una casa di accoglienza.

“Di per sé non occorrerebbe uno spazio differente rispetto agli altri centri antiviolenza – afferma Chiara Sainaghi, responsabile dei centri antiviolenza di Fondazione Somaschi – ma alcuni episodi che ci hanno confidato persone omosessuali e transgender a cui è stata negata la possibilità di un colloquio ci hanno spinto a intraprendere questa strada. Con IRIS vogliamo che risulti chiaro anche a tutti i membri della comunità LGBTQI+ che c’è un luogo a cui si possono rivolgere in totale sicurezza, senza alcuna titubanza.”

“Lo spazio di ascolto e di consulenza, da sempre attivo in LILA Milano è nato come luogo di supporto per le persone HIV positive e con AIDS si è strutturato e ampliato nel tempo proponendo azioni di consulenza rivolte alle persone LGBTQI+ – afferma Domenico Savarino di Fondazione LILA – In questi casi, infatti, le persone sono frequentemente vittime di una doppia discriminazione, quella legata allo stato di salute e quella riconducibile al proprio orientamento sessuale: con IRIS vogliamo creare un luogo sicuro e accogliente, dove sia possibile trovare supporto psicologico, legale e lavorativo.

Lo sportello IRIS ha due sedi: piazza XXV Aprile 2, presso Fondazione Somaschi (apertura: mercoledì 9-13 e venerdì 14-18 | 338 7253948 sportelloiris@fondazionesomaschi.it) e in via Carlo Maderno 4, presso Fondazione LILA (apertura lunedì e venerdì 9-13, martedì 14-18 | 02 89400887 sportelloiris@lilamilano.it). L’accesso è libero o su appuntamento. Per chi lo desidera, sono sempre disponibili anche incontri online. Inoltre tutti i giorni, ventiquattr’ore su ventiquattro, è attivo il numero 329 5870862.

Ganzetti Raffaella
Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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