mercoledì, Novembre 30, 2022
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“LA FORZA” ALESSANDRA MANGANO.

Da un virgineo vagito intuitivo, Alessandra Mangano coglie l’incipit, per realizzare l’opera: affronta, allora, la nuda tela, con pochi e sottili tratti a matita. Essi rappresentano un leitmotiv primievo e quasi impalpabile, sul quale l’autrice amerà la verità artistica.

La mano, poi, intinge un apice, nel nero inchiostro, sicché esso vivifichi e suggelli il legame, e della pittrice e della donna, con la Natura.

“Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati” Ernest Hemingway

Ne “La Forza” , Alessandra Mangano libera, tra candide e integre trame, la verità di un Kintsugi assoluto: l’autrice milanese sembra cogliere, con le proprie palme, il pianto di una dolorosa frammentazione, per celebrare un atto di rinascita votivo e spontaneo.

L’autrice “ammanta” le fratture della linfa, custodita tra lignee ramificazioni: esse allora si esprimono, nella gemmazione di un nuovo Cantico delle creature.

La china ne scandisce gli umori: nodose asprezze e spigolose verità crescono, via via, incorniciando, indi, un volto animale.
Appare al ciglio, in un icastico splendore, un toro: fecondità irrequieta e incontenibile, forza prepotente e dirompente contaminano i tratti della bestia, che l’autrice sublima, magistralmente, in una terra atemporale.
La presenza impone la propria possanza simbolica, attraverso la sintesi, scelta e decisa, realizzata dalla pittrice milanese; quest’ultima, infatti, evidenzia ombre e punti salienti, come annichila lo spessore, con la medesima acutezza, nel contesto dell’intera composizione. È un equilibrato “gioco” segnico, che eleva l’atto estetico a metafora intima e universale.
L’artista fiorisce, poi, petali e piccole creature, che impreziosiscono questo inno alla rinascita.
Polveri colorate raddolciscono il nero tratto… le dita violano i limiti e celebrano l’euritmia di un delicato pentagramma tonale.

Così, tra levità e decisione, nasce questa dissertazione pittorica ancestrale e moderna, che coinvolge l’osservatore addentro un elegante e raffinato incipit esistenziale.

L’opera è presente alla collettiva “FRAMMENTI DELL’IO” , la cui parte curatoriale è stata seguita dallo storico dell’arte Valeriano Venneri e dalla poetessa e curatrice artistica Maria Marchese, inaugurata il 27 Gennaio 2022 presso Quo Immobiliaria, nella città spagnola di Alicante.

Scent of Art, Spazio di divulgazione artistica a cura di Maria Marchese.

Maria Marchese
Maria Marchese
Maria Marchese, scrittrice, poetessa e curatrice d’arte, nasce a Como nel 74. Dopo la maturità scientifica, si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni”, a Milano. Per oltre 20 anni svolge attività nel settore socio assistenziale. Collabora con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con il Blog L’ArteCheMiPiace , con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino”, di Ferrara, con l’associazione Divulgarti, di Genova, con la Art Global, di Roma, con AArtChannel di Ferrara.
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