sabato, Ottobre 16, 2021
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IL COSTO DELLA PANDEMIA,Scuole chiuse: istruzione negata a milioni di studenti.In lombardia resta l’abbandono scolastico.

Torna la campagna solidale “Tutti a Scuola!” promossa dal ActionAid per contrastare dispersione e povertà educativa in Italia e nel Sud del mondo. Nel 2020 circa il 12% dei giovani lombardi ha lasciato prematuramente gli studi. Fino al 31 ottobre si può donare con un sms o una chiamata da rete fissa al numero 45511. Interventi di riqualificazione architettonica nelle scuole di Palermo, nei quartieri dove è più diffuso il disagio socioeconomico. Il 10 ottobre in venti piazze italiane con “Dream Book” per il diritto allo studio

Lo scorso anno oltre il 13% degli studenti italiani ha abbandonato prematuramente gli studi. In Europa, solo i vicini maltesi e spagnoli fanno peggio di noi. Numeri che restano lontani dall’obiettivo fissato dall’Ue (10%)[1] e nascondo persistenti squilibri a livello territoriale. Nel Mezzogiorno i giovani tra i 18 e i 24 anni che lasciano la scuola con in tasca al più la licenza media si attestano al 16,3%, con un divario di oltre cinque punti percentuali rispetto a Centro (11,5%) e Nord (11%). D’altra parte anche tra le regioni settentrionali, i numeri restano preoccupanti.Con circa il 12%, la Lombardia registra,  appaiata col Piemonte, il tasso di abbandono più alto[2]. Disuguaglianze croniche che la pandemia – con la prolungata chiusura delle scuole – non ha fatto che ampliare. A pagare il prezzo più alto sono stati i più vulnerabili, i minori provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. C’è dunque bisogno oggi più che mai di proseguire, e intensificare, gli sforzi per garantire a tutti, in Italia e nel mondo, il diritto all’istruzione. Per questo ActionAid rinnova il proprio impegno nella lotta contro povertà educativa e abbandono scolastico in Italia e nel Sud del mondo con la campagna “Tutti a Scuola!”. L’iniziativa solidale è attiva fino al 31 ottobre. Per donare basta un sms o una chiamata da rete fissa al numero 45511.

«La crisi innescata dalla pandemia ha confermato, una volta di più, il legame strettissimo e drammatico tra povertà economica e povertà educativa. Negare il diritto all’istruzione ai bambini e alle bambine significa precludere loro l’unica strada verso un futuro migliore. Per questo è necessario raddoppiare gli sforzi affinché nessuno resti indietro», commenta Katia Scannavini, vice segretaria generale di ActionAid Italia.


[1] EUROSTAT, Early leavers from education and training by sex and labour status.

[2] ISTAT, Ciclo di audizioni sul tema della dispersione scolastica

IL PROGETTO A MILANO.
In Italia il progetto coinvolge circa 3mila studenti e punta a contrastare la dispersione scolastica attraverso la riqualificazione di spazi fisici di partecipazione e aggregazione all’internodi scuole situate in aree caratterizzate da forte disagio sociale e un alto tasso di abbandono. A Milano in particolare gli interventi riguarderanno il centro per l’istruzione Manzoni, gli istituti comprensivi Madre Teresa di Calcutta e Via De Andreis, in quartieri dove il prolungato isolamento dalla comunità educante non ha fatto che acuire la povertà educativa e il rischio dispersione. L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di contrasto all’abbandono scolastico che vede ActionAid impegnata da anni nel capoluogo lombardo[.

IL PROGETTO IN MALAWI  Lo stop – totale o parziale – negli ultimi 18 mesi è stato per milioni di bambini e adolescenti in tutto il mondo in media di 34 settimane (oltre otto mesi)[1] con effetti deleteri su povertà educativa, abbandono scolastico nonché matrimoni forzati e gravidanze precoci[2].

In Malawi ActionAid costruirà aule al coperto e servizi igienici per la scuola elementare di Chikunkha, nel distretto settentrionale di Nsanje, con l’obiettivo di garantire un’istruzione pubblica di qualità a oltre 6mila alunni, costretti a fare lezione all’aperto dopo l’alluvione che nel 2015 ha reso inagibile gran parte delle classi. Fenomeni climatici estremi e disastri naturali ciclicamente funestano il Paese africano con ripercussioni drammatiche sul diritto all’istruzione oltreché sull’economia e sulla sicurezza alimentare. Ultimo in ordine di tempo, il ciclone Idai nel 2019 ha distrutto gran parte delle scuole e i pochi edifici rimasti in piedi sono stati destinati all’accoglienza degli sfollati. La pandemia infine ha causato la chiusura totale delle scuole. E al rientro in classe moltissime alunne mancavano all’appello.

SPOSE BAMBINE E GRAVIDANZE PRECOCI Secondo le stime del governo malawiano, sono almeno 3mila le spose bambine e almeno 2mila le gravidanze precoci registrate nel solo distretto di Nsanjein sei mesi di chiusura. A livello nazionale, dall’inizio della pandemia le gravidanze tra le ragazzine hanno superato quota 40mila, i matrimoni forzati oltre 13mila. Nel Paese le famiglie – impoverite e affamate ulteriormente dalla pandemia – ricorrono al matrimonio come meccanismo di sopravvivenza. Un fenomeno molto diffuso che il progetto messo in campo da ActionAid intende arginare attraverso percorsi di segnalazione e monitoraggio promossi in collaborazione con le istituzioni locali.

Il Malawi non a caso detiene un triste primato. È uno dei Paesi con il più alto tasso di matrimoni forzati al mondo, con circa il 42% delle ragazze sposate prima dei 18 anni e il 9% delle spose bambine minori di 15[3]. Eppure il Paese non rappresenta un caso isolato. È piuttosto l’emblema di un fenomeno ampiamente diffuso che la pandemia ha aggravato con conseguenze drammatiche su bambine e adolescenti. Nel mondo si stima siano 650 milioni le donne che hanno contratto il matrimonio prima dei 18 anni. E ogni anno 12 milioni di ragazze diventano mogli prima dell’età adulta[4]. E una sposa bambina che diventa madre corre rischi altissimi per la propria salute. Si stima aumentino fino al 50% le possibilità di morte per sé e per il bambino nei primi giorni di vita. Senza contare i rischi durante il parto: dalla rottura della placenta alla fistola ostetrica fino alla morte[5].

“DREAM BOOK” IN 20 PIAZZE ITALIANE Per accendere i riflettori su povertà educativa e abbandono scolastico in Italia e in Malawi, il 10 ottobre in venti piazze tra Milano, Roma e Napoli tornano i volontari di ActionAid con “Dream Book”, iniziativa solidale giunta alla terza edizione.Con un piccolo contributo sarà possibile acquistare «il quaderno che realizza i sogni dei bambini» e sostenere la campagna “Tutti a Scuola!”[6].

Alla campagna danno il loro supporto i testimonial di ActionAid, tra i quali il collettivo artistico The Jackal, l’attrice Claudia Gerini, la marciatrice Eleonora Giorgi, l’allenatore della Nazionale di pallanuoto italiana Sandro Campagna, la ginnasta Vanessa Ferrari, lo schermidore Daniele Garozzo e l’atleta Filippo Tortu,  medaglia d’oro alle ultime olimpiadi di Tokyo.


[1] Studenti in 17 Paesi dalla scuola primaria alle superiori – UNESCO warns 117 million students around the world are still out of school; UNESCO, Global monitoring of school closures.

[2] UNICEF, COVID-19, A threat to progress against child marriage; COVID-19 AND SCHOOL CLOSURES, ONE YEAR OF EDUCATION DISRUPTION

[3] UNICEF, End Child Marriage in Malawi

[4] UNFPA, State of World Population Report – SoWP 2021

[5] UNFPA, GIRLHOOD, NOT MOTHERHOOD, Preventing Adolescent Pregnancy

[6] ActionAid, Dream Book 2021


UFFICIO STAMPA CAMPAGNA SMS: Atlantis Company

Federica Giovannetti: 375. 6654842 giovannetti.federica@atlantiscompany.it
Marta Seu: 392.3227952 – marta.seu@atlantiscompany.it
Martina Ripamonti: 375.5268616 – martina.ripamonti@atlantiscompany.it
Maria Chiara Zilli: 375.5637748 – mariachiara.zilli@atlantiscompany.it
Alessia De Rubeis: 334.9610869 – alessia.derubeis@atlantiscompany.it

UFFICIO STAMPA ACTIONAID: Dipartimento Comunicazione ActionAid Italia

Paola Amicucci: 3457549218 – paola.amicucci@actionaid.org
Alice Grecchi: 3457549218 – alice.grecchi@actionaid.org
Daniela Biffi: 3472613441 – daniela.biffi@actionaid.org



Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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