venerdì, Settembre 17, 2021
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Shamsia Hassani per le donne afghane

Shamsia Hassani, è nata ne 1988 a Teheran, in Iran, dove i suoi genitori sono migrati da Kandahar prima della guerra. E” Docente presso la più grande università dell’ Afghanistan (Università di Kabul), ed è anche la prima grafica afghana di street artist femminile.  Fin da piccola ha mostrato interesse per la pittura, ma tali studi non gli vengono permessi sembra dalla famiglia.

Shamsia Hassani,

Nel 2005, studia arte tradizionale all’Università di Kabul. Successivamente trova lavoro come docente incaricato e in seguito professore associato di scultura presso la sessa università. Fonda il collettivo d’arte contemporanea Rosht.

In un corso organizzato a Kabul da “Combat Communications” nel 2010 Hassani apprende l’arte dei murales da Chu, un artista del Regno Unito. In seguito inizia la pratica della “street art” sui muri delle case nelle strade di Kabul.

Con le sue opere vuole opporsi all’oppressione verso le donne afghane in una società dove l’universo maschile è completamente predominante Con le sue immagini delicate e raffinate, Shamsia Hassani, vuole raccontare il dramma dell’Afghanistan, delle donne afgane, attaccando frontalmente i talebani e coloro che continuano a promuovere tali turpi tradizioni patriarcali.

Shamsia Hassani,

Quello che contraddistingue le sue opere è la modalità con cui riesce a rappresentare le donne afghane che nonostante il terrore, gli occhi a volte bassi, a volte senza bocca, sprigionano volti imbevuti di  forza, ambizione e volontà. Illustra un essere umano femminile che guarda verso il proprio nemico e con tenace vuole portare cambiamenti positivi nella vita delle donne. E’ come se attraverso le sue opere Shamsia cerca di ricostruire una coscienza femminile.

Hassani ha presentato in diversi stati le sue opere ottenendo grandi successi e consensi, ha reso popolare la “street art” nelle strade di Kabul. Nel 2014, Hassani è stata finalista per il premio Artraker con il suo progetto La magia dell’arte è la magia della vita. Lo stesso anno è stata nominata tra i 100 membri dei Global Thinkers.

Shamsia Hassani,

In questi giorni, in cui l’Afghanistan è ripiombato nell’oscurità dell’inferno talebano, dai social è partita una mobilitazione per condividere le opere di Shamsia Hassani: immagini potenti che mostrano la condizione della donna che è ritornata a vivere momenti terribili tornando ad uno stato di repressione e supremazia dell’uomo a cui era meno abituata. La donna un oggetto nelle mani di chi può decidere della sua vita, del suo benessere e delle violenze che può infliggerle senza subire nessuna conseguenza.

Intanto i suoi lavori sono diventati virali. Molti dei suoi graffiti sono stati molto condivisi con il messaggio: “Sono opere di un’artista Afghana, si chiama Shamsia Hassani. Se tutti noi diamo voce a queste immagini è come se portassimo sempre alla luce la sciagura che nuovamente ha colpito le sorelle afghane.

Shamsia Hassani,

Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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