Webinar 5 sulla convenzione di Faro, comunità patrimoniali e sapere libero. Di Sonia Scarpante.

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Sicuramente vanno sottolineati alcuni approfondimenti dell’incontro tenuto il 13 novembre 2020, da persone autorevoli che collaborano ai progetti per la Convenzione di Faro.

Luisella Pavan Wolfe lavora per la Commissione Europe a e ha sviluppato nuov e politiche e nuove legislazioni nelle aree dei diritti, dell’ Ambiente e nelle questioni di genere.
Della commissione è stata responsabile delle pari opportunità e dei Fondi Strutturali.
Da luglio 2015 è Direttore dell’ufficio di Venezia del Consiglio d ’Europa.
Come anticipava nell’introduzione Carmine Marinucci, senza di le i non av re mmo potuto sperimentare la formazione delle Università. E’ la prima ambasciatrice che rappresenta l’ Unione nel Consiglio di Europa. Si è posto l’accento sull’impo rtanza di tramandare l’eredità culturale con la partecipazione attiva dei cittadini motiv ando il Sociale ad una responsabilità individuale e collettiva. La Convenzione di Faro può rendere vivace il legame fra operatori, istituzioni e società civile e farsi  garante pe r riuscire ad ottenere maggiore coscienza sulle r isorse patrimoniali esiste nti e futuribili che vanno restituite alla collettività per motivare il cittadino al valore della memoria, della sacralità dei beni materiali e immateriali che insistono sul nostro territorio.

In questo senso non bisogna mai stancarsi di sensibilizzare il territorio ai principi della Convenzione di Farò. Si è acce nnato all’e se mpio di M arsiglia dove la convenzione di Farò viene utilizzata per creare sviluppo e conomico e sociale e ha grande pre sa sociale .

Sappiamo bene che la Cultura rappresenta la grossa fetta del PIL italiano, quasi il 7% e su questo indotto bisogna spendersi ancora di più. Ognuno con le proprie capacità.

Le tizia Bindi si è soffermata sul temi le gati a lla nostra Comunità digitale e sulla Scuola anche sostando sul v alore dell’educazione critica de gli stude nti che de v e e ssere perpetuata per portare ad una coscienza di quello che si fa dentro la rete e ad e v e ntuali trappole da cui imparare a dife nde rsi.

La pandemia rappresenta una sfida per colloquiare con maggior insiste nza con l’Ambiente e la Cultura, tutti noi insieme anche come presa in carico della sostenibilità e di assunzione di responsabilità indiv iduale .

Si è accennato al v alore dell’essere audaci, in questo senso de side ro dare me r ito alla forza dell’audacia che ci rende temerari, curiosi di magg iori conosce nze e di abilità progressive, proiettati verso il nostro futuro con quella visione sulla bellezza che non ci deve mai mancare. In que sto se nso v ado a far fiorire que l pe nsie ro importante unico sulla “ Democrazia come Atto” r ipreso da Kamala Harris proprio in questi giorni. La De mocrazia non può che significare que sto: deve essere Atto continuo e perpetuo, divenire costante tendente verso una e quità sociale . E quale tramite migliore se non la Cultura? Se non la Cultura come Atto civile che ci rende tutti meno opachi è più magnanimi. Se siamo una Comunità di Destino non possiamo se ntirci disgiunti da que ll’Atto fecondante .

Letizia sottolineava l’importanza della Narrazione, del patto narrativo che fa scattare l’emozione in una conversione con la comunicazione che ci pone gli uni accanto agli altri in una titolarità di senso patrimoniale e di equità sociale. Pensiamo ad e se mpio a quanta narrazione possiamo costruire nei nostri borghi italiani! In que sto se nso l’atto di responsabilità di ognuno di noi deve tendere alla difesa della Cultura come presidio proprio in questi mome nti di pe rdita di fiducia pe r la pande mia. Come direbbe Recalcati v a contrapposta a que sta forza ne gativ a una forza di più alta potenzialità, e questa volta positiva, che faccia da timonie re v e rso un conce tto ampio di spe ranza, de l possibile , di rinascita.
Ecco la visione !

Le ìtizia parlava del bisogno e stremo di attaccarsi al recupero di vocazioni in te rritori che sono venuti a mancare ( Amatrice ad esempio) per utilizzare il patrimonio come forza della Memoria r icostruita e così motiv are la cittadinanza alla rinascita pe r trasformare la disperazione di un assetto perduto in capacità di resilienza e di aggre gazione motivante .

Luigi Catalani ci ha introdotto, infine, al mondo poco conosciuto e diremmo a questo punto grandioso di Wikipedia per le immense possibilità che può re galarci, pe r le ottime opportunità di conoscenza e di realizzazione culturale che può stimolare . Un’ulteriore stimolo alla conoscenza e alla Cultura come contenitore prezioso da cui attingere pe r imparare a conosce re e a conoscersi.

Sonia Scarpante Presidente Associazione “ La cura di sé”

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”