Luchino Visconti. Tra cinema, teatro e opera lirica.

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Regista e sceneggiatore nasce a Milano il 2 novembre 1906.
Data la sua attività è considerato uno dei più grandi artisti e uomini di cultura del XX secolo.
L’esordio a teatro risale al 1945 , anche se, alle in precedenza vanta un lavoro cinematografico:
Ossessione” che sconvolge la critica e accompagna l’Italia verso il neorealismo.
L’anno precedente, mentre conclude l’elaborazione di ossessione viene arrestato per possesso d’armi, stessa sorte tocca ad alcuni dei redattori della rivista “Cinema” del quale lo stesso Visconti è parte.
Durante la prigionia torna a sfogliare le opere di Giovanni Verga, opere in grado di illuminare menti pure, esenti cioè da mendacità.
I Malavoglia costituiscono le fondamenta de “La terra trema” datato 1948.
In seguito a Ossessione sferra un colpo al cuore del teatro.

Nel 1945 è in scena con un testo di Jean Cocteau, volutamente e per svariate ragioni opta per autore francese e relativa opera: il contenuto de “Parentes Terribles” tocca un argomento che carpisce l’interesse di Visconti, ovvero le dinamiche familiari con i difficili rapporti che derivano, oltre a rappresentare un punto di rottura.
Scopo è “abbattere”  il teatro tipico ottocentesco regno di fragili scenati.
Visconti è dunque artefice di un cambiamento che, inevitabilmente, si ripercuote su attori e pubblico.
Presentando in Italia testi stranieri ancora poco conosciuti riesce a confrontare tra loro differenti realtà socio politiche.
Gli attori sono costretti a lunghe prove, regola questa vale tanto per il professionista quanto per il ragazzino alle prime armi.
Il testo viene diviso in scene e ricomposto solo quando l’attore diviene tutt’uno con il personaggio interpretato.

Le nozze di Figaro

Nel 1948 fonda la compagnia teatrale “Compagnia Italiana”, al quale aderiscono Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Vittorio De Sica e molti altri.
Non vi è teatro senza opera lirica e melodramma.
Lo stesso anno il “Maggio Musicale Fiorentino” gli offre la regia di opere liriche e Visconti non nega la preferenza rispetto al melodramma ottocentesco.
Profondamente legato alla musica di Giuseppe Verdi, musica forte e incisiva, colonna sonora non solo di suoi film ma anche di spettacoli teatrali.
Ciò che unisce Visconti al musicista  è il risultato del giusto connubio tra l’amore per i tempi che furono e la riscoperta del passato.
“Don Carlo” e “La traviata” andate scena più volte e a distanza di tempo mettono in luce gli elementi che ispirano il regista: rilettura dell’opera e scelta degli interpreti.
Opere del 700’ e 800’ rivivono: Ifigenia in Tauride, Le nozze di Figaro, Donizetti e Puccini.
Ifigenia in Tauride interpretata dalla divina Maria Callas spacca in due la critica, ma allo stesso tempo colpisce il pubblico, che la reputa unica.
Nel 1973 è in scena con una rappresentazione di Manon Lascout di Giacomo Puccini, anch’esso caratterizzato da una nuova interpretazione culturale di personaggi e musica.
Passando al cinema nel periodo intercorrente tra il 1969/1976, fondamentale diviene la musica.

La Terra trema

Del 1963  è “Il gattopardo”, film a sfondo storico e trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.  Tra gli interpreti Alain Delon e Claudia Cardinale.
La caduta degli dei” girato tra il 68/69 racconta attraverso il ricordo la disgregazione di una famiglia tedesca agli albori del nazismo.
Il sottotitolo “Il crepuscolo degli dei” rimane identico all’opera creata da Wagner nel 1874, tant’è che Visconti cerca di ricrearne lo stile.

Del 1971 il drammatico “Morte a Venezia” tratto da un racconto del Premio Nobel Thomas Mann, nell’opera di quest’ultimo, Visconti trova argomenti che in quanto artista sente suoi.

“Morte a Venezia” dice il regista “non è una storia sentimentale, ma di distruzione.  È la ricerca della perfezione da parte dell’artista. IL suo significato simbolico è che si può arrivare alla bellezza assoluta solo attraverso la morte.  Questo mi pare il senso profondo del racconto di Mann che io ho cercato di mettere in evidenza con i personaggi che avevo a disposizione e con gli strumenti espressivi che si possono utilizzare nel cinema”.

Il Gattopardo

Infine “Ludwing” datato 1973, ultimo film della trilogia che comprende “La caduta degli dei” e “Morte a Venezia”,  che vede tra gli interpreti Romy Schneider e Helmut Berger.
Vincitore del David di Donatello quale miglior film e miglior regia.
Luchino Visconti si spegne a Roma il 17 marzo 1976.
In molti film tratta il tema dell’omosessualità.

Fonte Bibliografica: Cristina Gastel Chiarelli. Luchino Visconti, Musica e Memoria

Morte a Venezia
Ossessione