Le Artipossibili, intervista a Fiorenza Giuriani.

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Parliamo oggi di “Le ArtiPossibili”, esposizione Biennale d’arte contemporanea e artigianato sorta nel 2018 con lo scopo di avvicinare sensibilità artistiche differenti e trovarne così un punto comune.
Oggetto dell’edizione 2020 il rame, nello specifico, il filo di rame, metallo in grado di congiungere  pensieri, desideri ed emozioni distinti tra loro.
Per meglio comprendere il senso di tale manifestazione, Alessio Musella coadiuvato da Erika La Cava, intervistano per Milano più Sociale Fiorenza Giuriani.

Da dove nasce l’idea di una biennale dedicata alla commistione tra opere di artisti, artigiani e figure del settore terapeutico e assistenziale?

Nasce dalla convinzione che l’arte non ha barriere e che è un potente strumento di comunicazione tra persone di differente formazione e sensibilità artistica e con ruoli sociali diversi.
L’esposizione biennale ha l’obiettivo di far convergere in un’unica riflessione artiste e artisti, creative e creativi e chi opera all’interno di strutture di cura, accoglienza e riabilitazione e utilizza l’arte come strumento non solo espressivo e conoscitivo, ma anche curativo, educativo e di condivisione. L’esposizione ospita quindi anche opere prodotte da gruppi di persone fragili guidate da arteterapeute e arteterapeuti.

Quali percorsi formativi/lavorativi vi hanno condotto a questo esito?

Tutti i nostri percorsi formativi hanno riguardato l’arte come strumento terapeutico in senso lato e conseguentemente le esperienze professionali si sono sviluppate in ambito educativo e sociale, con progettazione e gestione di Laboratori Creativi ed Espressivi in collaborazione con associazioni, cooperative sociali, fondazioni, istituti scolastici, biblioteche, case circondariali, strutture per disabili. Abbiamo tenuto docenze di tecniche artistiche, percorsi di arte terapia nelle scuole, nelle case di riposo e nelle strutture residenziali per persone con disabilità psico-fisiche, laboratori per l’infanzia.
Ci dedichiamo inoltre alla pratica di varie tecniche artistiche, produzione di artigianato artistico e decorazione e partecipiamo a diverse esposizioni e mostre collettive.

Che riscontro avete avuto da parte di pubblico generico e addetti ai lavori? 

Il riscontro è molto positivo sia da parte del pubblico generico sia da parte di chi fa dell’arte il momento centrale della propria vita, sia lavorativa sia amatoriale.
L’attuale esposizione è la terza da noi organizzata e i partecipanti e il pubblico sono praticamente quadruplicati

E dalla parte delle istituzioni?

Per ora le istituzioni sono state coinvolte solo per rilasciare il loro patrocinio alle nostre iniziative pubbliche. L’obiettivo in un prossimo futuro è quello di una collaborazione più stretta e più strutturata.

Cos’è per voi l’arte? 

E’ una risorsa personale e sociale. Se è vero che la pratica artistica è una risorsa per tutti, ancor più lo è per persone fragili, con deficit fisico o psichico, che possono, soprattutto in un contesto non giudicante, esprimersi e comunicare oltre le parole il proprio mondo interiore e valorizzare le proprie capacità creative.