Cultura è educazione, di Sonia Scarpante

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Cosa possiamo intendere, oggi, con il temine Cultura? Se ne parla tanto in questo periodo perché assai prossimi ad una esperienza di “ Trauma sociale per covid” che ci ha molto segnato e che ha instillato in noi nuovi interrogativi, non più fugaci. Diventa sempre più pressante il bisogno di trovare nuovi linguaggi legati alla Cultura come all’Arte e così al tema sostanziale di “ Una Nuova Ecologia”.
IL nuovo UMANESIMO non può che forgiarsi da qui.
Le ultime elezioni in Francia si allineano su questa domanda che diventa sempre più dilagante e  comunitaria in una Società che guarda al futuro con quelle “ visioni “da stabilizzare e far crescere nelle altrui coscienze. Una matassa che va dipanata con il buon senso di ognuno di noi, con quello spirito includente che fa dell’altro “l’occasione di riguardo e di crescita”, la possibilità di far ardere i sacri fuochi che depositano in noi e che hanno bisogno di essere alimentati ed espressi nel loro fulgore.
E a tal proposito visto che di Cultura si tenta di parlarne e di linguaggi congrui e competenti , non posso non fare riferimento ad un articolo molto coerente e tendente alla verità della vita che va vista, riconosciuta nella sua trasparenza. Un articolo scritto da Michele Serra sul “ Venerdì di “ La Repubblica” dal titolo ” Lettera dal pianeta terra”.
Michele Serra esprime un suo pensiero che è anche il mio, molto simile al mio modo di concepire la vita. Lui in quell’articolo, così scrive, riferendosi al Dottore Sgarbi che è sempre stato affine al mondo della Cultura  e sostenuto dalla stragrande maggioranza del nostro popolo italiano … “  Così un ragazzo intelligente e  colto è diventato un fenomeno da baraccone, e addirittura un vice-leader politico, solamente perché la nostra epoca, della cultura e dell’intelligenza, non sa che farsene. E se ne frega dell’umiltà, della mitezza, della gentilezza, considerati segni di debolezza. Ignorare la forza d’animo e premiare gli ergumeni, deridere chi parla a bassa voce ed esaltare i prepotenti, è in questa bolla nefasta che Sgarbi ha potuto diventare Sgarbi, senza che nessuno lo aiutasse, e gli volesse bene quel tanto che bastava per dirgli: smettila, ti  rendi ridicolo, ti meriti di meglio!”
Quel “ ti meriti di meglio” suona nel giusto del linguaggio coerente, perché quando abbiamo la possibilità di esprimere le mille sfaccettature della Cultura con erudizione e garbo la nostra personalità acquisisce meriti, fecondità lodevoli e dispensatrice di relazioni virtuose e appaganti. Quale migliore risultato per noi? per essere degni di quel termine “ Cultura” che può eccellere nella sua forza se la pratichiamo con educazione, mitezza, umiltà? Umiltà è parola lodevole e colma di significato etico se non ci sentiamo mai troppo padroni del mondo e delle nostre competenze. Se ci costruiamo con regole precise e mai supponenti e se ci arrischiamo in quella “ realtà del dubbio” dove ognuno di noi è pezzetto collaterale all’altro, allora la Cultura sa manifestarsi in senso ampio e pregevole, segno di garanzia per fauste promesse. Ogni tanto è giusto anche incontrare “chi sappia stenderci” chi ci faccia scendere da quel gradino in cui spesso ci poniamo troppo in alto perché se la boria personale eccede nei comportamenti e nei giudizi verso gli altri, la nostra stessa Cultura ne viene dimezzata, decade; le nostre competenze si assottigliano. Non possiamo mai dissociare il termine “ Cultura” dall’amore per gli altri, dal rispetto con chi interloquiamo, dalla stima di chi non potremo mai conoscere a fondo come persona. Essere supponenti è indice sempre di pochezza personale, di affronto alla Cultura, di spirito dissacrante. Intorno alla Cultura va sempre creato uno spazio di confort dove gli altri possano recepire la nostra educazione, la fiducia e l’accoglienza che riponiamo verso chi è altro da noi.

Sonia Scarpante Presidente Associazione “ La cura di sé” www.lacuradise.it

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”