Fondamentalismo religioso e donne.

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Vi sono Paesi del mondo in cui i diritti delle donne risultano  fortemente calpestati  dal fondamentalismo religioso.
Basta pensare al buddismo in Birmania, al cattolicesimo in Polonia, al cristianesimo negli Stati Uniti, al fondamentalismo Indù in India e a quello islamico in Nigeria.
Quelli citati sono solo alcuni esempi.
Le limitazioni perpetuate nel nome della religione sono  equiparabili a violazioni dei diritti umani  ed espressione di soppressioni di natura politica.
Non sono esenti gli uomini che, come le donne crescono nell’ambito di un clima di conculcazione che si sviluppa in diversi modi.


Negli ultimi anni si sono sempre più diffusi movimenti fondamentalisti brutalmente fortificati dal punto di vista militare, le cui ideologie comprendono il dominio sulla donna.
Al Quaeda, Boko Haram, Al Shabab, i Talibanh e Isis (Daesh creano nella misoginia organizzata una nuova forma di estremismo.
Da osservare che le persone possono anche essere causa delle loro stesse vessazioni o schiavitù.
Molte si sono infatti volontariamente unite a questi gruppi, mettendo così in discussione la giustezza dei propri diritti e convinzioni.


Questo fondamentalismo resta comunque contestato ovunque.
Gruppi femministi sono attivi nel lanciare il loro guanto di sfida a tali precetti: offrono interpretazioni alternative di testi religiosi. Altre donne hanno organizzato gruppi di resistenza armata nei riguardi di queste forme di oltranzismo, soprattutto in Kurdistan (militanti curde) e Nigeria.

La misoginia di Boko Haram consiste in sequestri, stupri e matrimoni delle ragazze.
Si calcola che negli ultimi 10 anni più di 2000 ragazze e donne sono state sequestrate subendo violenze fisiche e sessuali. La maggior parte delle volte sono vittime di stupri di gruppo e date in seguito mogli a combattenti come premio.
È stato stimato che un numero di 1,8 milioni di donne sono state deportate internamente nel nord-est della Nigeria.

Un elemento importare da sottolineare è che le ragazze attirano meno l’attenzione, quindi, Boko Haram, a partire dal 2011 ha iniziato a usufruirne in veste di attentatrici suicide.
Su 338 attacchi suicidi attribuiti all’organizzazione tra il 2011 e il 2017, dove è stato possibile identificare il genere di attentatore, 244 sono risultate donne o ragazze.

Isis/Daesh, anch’esso porta nel suo intimo un’impronta misogina.
Semplicisticamente scrivendo, si avvalgono di false giustificazioni teologiche per rendere schiave e stuprare ragazze.
A partire dal 2004, sono state rese schiave più di 6000 ragazze, donne yadize del nord dell’Iraq e trattate come schiave sessuali.
Ciò che i leader di questa folle organizzazione affermano è che “tutte le donne situate all’interno del territorio controllato dall’Isis (schiave o non schiave) dall’età di nove anni possono divenire schiave e date in sposa come premio a militanti Isis.
Sono donne che vivono velate e nascoste. Per uscite pubbliche devono essere accompagnate da un tutore maschio e indossare due strati di veli: abaya larghi e guanti.

Altro fattore rilevato è che le minoranze sessuali vengono torturate e uccise, soprattutto i maschi gay, le donne lesbiche sono oggetto di persecuzione perenne.

Staccandoci per un istante da un discorso di fondamentalismo religioso, è doveroso ricordare che:
Il sesso femminile a causa di conflitti e sfollamenti, sono soggette a violenza domestica e sessuale, nonché sfruttamento.
I confitti che coinvolgono forze militari interne ed esterne, terrorismo fondamentalista e governi precari, riducono o addirittura annullano ogni forma di tutela rivolta a donne e ragazze che di conseguenza subiscono le peggiori forme di violenza.
Afghanistan: confitto crescente, violenza sommaria, attacchi alle infrastrutture civili, come scuole e ospedali, aggressioni verso donne e ragazze, hanno fatto sì che solo nel 2017, due terzi dei decessi hanno colpito donne e bambini.
Sud Sudan: cinque anni di guerra civile , sono stati causa di crimini di guerra tra i quali stupri di gruppo e schiavitù sessuale.
Burundi: stupri regolari delle forze di sicurezza alleate con il Governo.
A fine articolo non mi sento di aggiungere altro, se non disgusto e senso di impotenza, perché una mano che scrive, non potrà mai cambiare il mondo, salvare queste donne, ragazze e bambine prive di futuro, trovare soluzione a tanta barbarie.
La potenza della scrittura consiste in questo: smuovere le coscienze.