Intervista di Alessio Musella a Margherita Giacovelli.

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Una personalità eclettica nel panorama web/giornalistico.
Giovane, imprenditrice, scrittrice esperta del web, influencer, giornalista e molto altro, inutile ancora una volta raccontare la sua personalità , meglio sia lei a farlo rispondendo alle mie domande.

Cosa significa per te essere giornalista?
Avendo iniziato a scrivere in giovanissima età, per me, ormai il ruolo da redattore è diventato un vero e proprio stile di vita. Questo vuol dire essere attenta ai dettagli, alle sfaccettature, di persone e fatti, così da carpire anche la sfumatura a primo impatto più insignificante. Non mi sono mai definita “giornalista”. Credo di essere, più che altro, una storyteller. Una voce che cerca di raccontare tutto ciò che accade attorno a me, partendo dal fatto, per arrivare ad una soluzione.
In fondo, è semplice raccontare. La difficoltà più grande, sta nel decidere di prendere il coraggio tra le mani ed esporre i propri pensieri senza timore alcuno.
Credo sia importante andare al passo con i tempi, in qualunque professione, e chi ha la responsabilità di rivolgersi ad un pubblico, seppur in forma scritta, dovrebbe innovarsi e rinnovarsi continuamente. Per me, questo ruolo è una continua sfida, una ricerca costante di tutto ciò che possa rispondere a qualunque domanda del lettore, senza mai esimermi dal raccontare la verità.

The Web Coffee nasce nel 2017, dopo l’ennesimo rewatch di uno dei miei film preferiti, “Il caso spotlight”. Mi sono resa conto che un anno senza scrivere sul web per me equivaleva ad un’;eternità e che avrei dovuto porvi rimedio. Inizialmente, l’idea era partita come un semplice blog in cui sfogare i flussi di coscienza che premevano per uscire fuori come un fiume in piena. Quel tipo di pensieri che vengono nei momenti meno opportuni, quando non si ha un post-it a disposizione. Dopo pochi giorni, invece, ho sviluppato un progetto che, a distanza di tre anni, mi sta regalando delle grandi soddisfazioni. The Web Coffee è diventata una piattaforma in cui permettere a giovani aspiranti redattori di mettersi a contatto con un pubblico virtuale sempre crescente. Ho deciso di unire le mie esperienze passate, gli studi ed il lavoro nel marketing ed occuparmi di formazione degli articolisti, indirizzandoli verso una conoscenza a 360 gradi del mondo del blogging, mirato, però, ad una scrittura giornalistica. Il sito, negli anni, è diventato un’quot;caffè letterario virtuale, in cui incentivare lo scambio creativo di opinioni tra i venti ragazzi che popolano la piattaforma e i lettori. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere personalità di spicco, di offrire uno spazio di visibilità ad artisti emergenti e di creare ogni giorno nuovi progetti e nuovi obiettivi da raggiungere. Le ultime fatiche della redazione sono, ad esempio, i due libri pubblicati:uno con scopo filantropico e l’altro, per raccontare la storia della creazione di The Web Coffee.

Cos’è per te la moda oggi?
La moda, è un settore in continua evoluzione, soprattutto in un momento come questo, in cui è importante avere una mentalità imprenditoriale e sapersi reinventare. Per me, parte da un discorso del tutto particolare. Sin da piccola, complice il DNA paterno, che mi ha trasmesso la passione per il disegno, ho iniziato a disegnare i modelli degli abiti che un giorno avrei voluto vedere su una passerella. Il mio obiettivo era quello di differenziare da ciò che esiste già. Anche adesso, a distanza di anni, la mia attenzione viene catturata da tutto ciò che è fuori dall’ordinario, ma che deriva da una forte mente visionaria. La moda è la capacità di attingere da ciò che ha fatto la storia e rivisitarlo, rendendolo attuale. Probabilmente è per questo che mi sono molto avvicinata ad uno stile che riesca a riportare in auge gli anni 60-80 rivisitati in chiave contemporanea. In fondo, si sa, non bisogna mai buttare nulla quando si tratta di abbigliamento, prima o poi tornerà di moda. Se poi, questi capi riescono anche ad esaltare dei punti strategici della propria fisicità, direi che si potrebbe dite di aver ottenuto l’outfit perfetto.
E poi, sono molto legata all’idea della moda vintage pura. Alcuni negozi, in Italia e all’estero, sono in grado di riservare delle perle inaspettate e, molte volte, uniche. Chiunque, almeno una volta,dovrebbe visitarne uno e cercare quello specifico accessorio che possa rendere il proprio stile meravigliosamente differente.

Quando sei entrata nel mondo dell’editoria?
La prima volta che mi sono approcciata ad una testata giornalistica, avevo 15 anni. Vinsi un
concorso di scrittura indetto da un quotidiano locale e vidi per la prima volta una mia inchiesta pubblicata. Forse fu lo stimolo dato dal vedere il mio nome pubblicato su un giornale di quella tiratura a quell’età, forse fu solo la molla che fece scattare una reazione a catena.
Da quel giorno, i miei testi divennero materiale pubblicabile e mi resi subito conto che avrei dovuto scegliere il mio settore di appartenenza. La decisione non fu difficile, poiché, nonostante l’idea di scrivere di cronaca mi allettasse, la moda, per me, era pari al canto delle sirene. Avevo troppe idee e troppe cose da dire per poterle riservare alle descrizioni dei miei bozzetti. Quindi iniziai a formarmi per migliorare l’aspetto tecnico ed a studiare per prendere la piena padronanza del linguaggio specifico del settore. Per poter offrire il meglio è necessario aggiornarsi continuamente ed essere sempre pronti a riprendere libri e manuali, però è una scelta che rifarei ad occhi chiusi. In fondo, ho fatto mia la massima di Confucio ;fai il lavoro che ami, e non lavorerai neanche un giorno di tutta la tua vita;. Credo che sia stato anche lo spirito che mi ha sempre mosso ad avermi permesso di lavorare per testate importanti e di collezionare alcune collaborazioni interessanti per il miopercorso professionale.

Whims of style è un nuovo progetto legato al mondo della moda femminile, diventato realtà, di cosa si tratta?

Whims of style nasce dalle ceneri del mio sito internet, che ho gestito per quasi 7 anni, Shopping and We. Si propone come piattaforma in cui presentare la moda come qualcosa di terreno e raggiungibile da tutti, offrendo soluzioni ideali per tutte le fisicità e tutte le tasche. Nonostante le prime difficoltà, ho deciso di mettermi in gioco nuovamente in prima persona, fornendo consigli e presentando nuovi brand che ritengo possano avere grandi potenzialità. Whims guarda lo stile con occhio critico, partendo dallo studio della storia di ogni capo e delle icone che lo hanno fatto grande, per poterlo trasportare nel mondo contemporaneo, adattandolo ai trend del momento.

Influencer, blogger e Ambassador, ci aiuti a fare chiarezza?
L’influencer è una persona che per stile di vita, modo di fare e di comportarsi riesce ad influenzare il proprio pubblico, diventando un modello da seguire. Onestamente, non mi rispecchio molto in questa definizione. Quando un influencer presenta un prodotto, lo fa modellandolo su sé stesso e sulla figura che è riuscito a creare. I followers che lo seguono rischiano di emularlo, senza che ottengano lo stesso risultato. L’ambassador ha un ruolo differente, per quanto simile. Egli, infatti, combina l’impatto visivo con il marketing, diventando il portavoce di un brand e non di uno stile di vita. Se ben utilizzato, questa tipologia di professione può avere una forza decisamente maggiore rispetto all’influencer, poiché riesce a presentare delle combinazioni più universali o a presentare prodotti di nicchia che meritano la ribalta. Un ambassador, soprattutto nel campo della moda,presenta dei capi che non sono “campionari”, spesso riservati a taglie prettamente slim, ma riesce a trasformare in universale qualsiasi tipo di outfit. Questo succede adattando il modello non unicamente a sé stesso, ma al suo target di riferimento. In ogni caso, il fine resta lo stesso: veicolare le vendite. Resta solo da capire quale delle due professioni sia la più efficace per i propri followers e per fornire un esempio positivo.

Grazie Marghertia per il tuo Tempo