Politici o politicanti, di Sonia Scarpante.

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Ancora una volta ci giungono in redazione le riflessioni di Sonia Scarpante, presidente Associazione “La cura di sé” e docente in scrittura terapeutica inerenti al difficile momento che il Paese sta vivendo.
Le proponiano ai lettori di Milano più Sociale.

Ho letto l’altro giorno sulle pagine della Cultura di “ La Repubblica” una intervista di Paolo Rodari al Cardinale Gianfranco Ravasi dal titolo: “ Dopo il trauma è il tempo della rinascita”.
Il cardinale Gianfranco Ravasi invita alla resilienza: “ Possiamo essere diversi, ma c’è bisogno di cultura e di una politica meno egoista”. E sempre in questo Suo articolo aggiunge: “ Forse la crisi della politica si risolverebbe permettendo alle donne di accedere ai posti di potere: Le donne hanno generato. Prima diuccidere, di distruggere, ci pensano due volte. Hanno caratteristiche che noi uomini non abbiamo” E va a toccare anche temi legati al nostro Papa Francesco che da molti viene vilipeso e oltraggiato senza alcuna remora di decenza… E Ravasi aggiunge: “ C’è il Papa a cui guardare che fa vedere la vulnerabilità e chiede sguardi alti, che trascendono. E chiede la morte dei fondamentalismi e degli egoismi. E poi la cultura, che è muta”.
La sensazione grande per molti di noi è come se questo virus ci chiedesse oggi, a maggior ragione, da che parte stare. Molti di noi percepiscono una frattura nello Stato perché viene a mancare la cosa fondamentale: la presa di coscienza , la consapevolezza dell’obbligatorietà ad essere uniti e soprattutto questo va detto ai nostri politici, oggi più che mai. Politici che dovrebbero essere uniti perché l’unione fa la forza, invece di dimostrare quotidianamente un certo infantilismo che se praticato a dismisura suona come grottesco, sintomo di personalità disturbate e prive di Buon senso civico. Negli eventi tragici della vita i grandi uomini dovrebbero sempre dimostrare un quoziente intellettivo alto perché quella ricerca di sensibilità denota sempre il senso di rispetto verso chi sta facendo fatica o verso chi è stato segnato da vicende famigliari e proprie dal trauma. Una mano sulla coscienza va sempre messa perché nessuno di noi è intoccabile, perché la morte , o prima o dopo, tocca a tutti noi, e non dobbiamo arrivare sino là per capire qualcosa in più di noi o di chi ci sta vicino e vive fragilità forti. Il senso dell’umiltà dovrebbe primeggiare fra persone alte dedite alla politica perché questa caratteristica umana rende una persona lodevole o avara.

Anche decurtare qualcosa del proprio stipendio e donarlo alle casse dello Stato sarebbe nota di merito pregevole e di capacità individuale in frangenti simili, questo sarebbe un bel messaggio politico per l’Italia: “ Siamo con Voi e desideriamo farVi capire quanto “ , visto che altre personalità si sono sentite chiamate in causa e sono fioccate molte donazioni dall’ambito della Cultura e non solo.

Siamo molto stanchi di assistere a continui show televisivi ; a volte siete imbarazzanti ci verrebbe da dirvi, ci sentiamo a disagio per Voi che sembrate non arrivare al pensiero rinfrancante della Polis. Di quale Umanesimo ci state parlando se i vostri comportamenti non sono coerenti con le linee guidadell’Umanesimo?
Chi fra di Voi politici ha più coraggio faccia al più presto comprendere che l’unità e la coesione sono effetti determinanti in un periodo delicato come quello che stiamo attraversando. Ad una forza negativa ( pandemia) dobbiamo sempre frapporre una forza propulsiva e positiva che veda tutte le persone impegnate allineate e coese in un’unica forza che sappia arrivare ai paesi alleati ed europei come messaggio forte di vitalità e di equilibrio nazionale con quella saggezza che può tracimare gli animi e portarli a sé. Non possiamo più permetterci di fare i burattini di una rappresentazione sterile che ci rende solo più fragili, inadeguati alla Storia.

Sonia Scarpante Presidente Associazione “ La cura di sé”
http://www.lacuradise.it/

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”